Il nuovo traguardo ambientale raggiunto da Grisport conferma la volontà dell’azienda trevigiana di ripensare il proprio modo di produrre calzature per la montagna, il tempo libero e la sicurezza. La certificazione ambientale ISO 14001 diventa così il simbolo di un percorso fatto di scelte concrete su energia, materiali e responsabilità condivise.
Una scelta ambientale che parla al mercato
In un contesto in cui i consumatori premiano sempre più la trasparenza e la responsabilità ambientale, la scelta di Grisport di strutturare un sistema di gestione ambientale certificato non è un dettaglio marginale. Chi acquista calzature guarda con attenzione a chi dimostra un impegno verificabile, capace di ridurre gli impatti e di rendere tracciabili processi e risultati. Questo riconoscimento inserisce l’azienda tra quelle realtà che assumono l’ambiente come criterio di valutazione quotidiano, integrandolo nelle decisioni strategiche e operative. Per chi la osserva dall’esterno, è una presa di posizione netta.
Il riconoscimento ottenuto attesta l’esistenza di un’organizzazione capace di analizzare, misurare e migliorare con continuità il proprio impatto. Significa pianificare obiettivi ambientali, seguirne l’andamento e intervenire quando serve sui punti critici. In Grisport questo si traduce in consumi energetici ottimizzati, in una sensibile diminuzione delle emissioni di CO2 e in procedure che rendono più sostenibile ogni fase produttiva, coinvolgendo anche i comportamenti delle persone che lavorano in azienda. Non si tratta di singole azioni isolate, ma di un sistema pensato per durare nel tempo.
Il percorso verso una visione sempre più green
Il presidente Graziano Grigolato legge la certificazione come un tassello di un disegno più ampio. Nelle sue parole, rappresenta un passo ulteriore verso una visione aziendale sempre più “green” e, allo stesso tempo, una tappa importante in vista del Bilancio di Sostenibilità previsto per il 2026. Questo documento avrà il compito di rendere pubblico, in maniera strutturata, quanto la società tenga ai temi ambientali e quanto li consideri parte integrante del proprio modo di fare impresa. È una scelta che chiama l’azienda a misurarsi con numeri, obiettivi e responsabilità precise.
Il cammino verso questo risultato non nasce oggi. Grisport ha avviato il proprio percorso strutturato nel 2008, con l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla propria area produttiva. Da allora la direzione intrapresa non è cambiata: anno dopo anno sono stati introdotti interventi tecnici e organizzativi orientati al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità, con l’obiettivo di affinare i processi e ridurre progressivamente l’impronta dell’attività industriale. Ogni scelta compiuta si inserisce in questa linea di continuità, più che in logiche di singole operazioni spot.
Infrastrutture produttive ed energia rinnovabile
L’impegno di Grisport si legge anche nelle dimensioni e nelle caratteristiche degli spazi produttivi. L’azienda opera su una superficie di 74.000 metri quadrati, al cui interno trova posto un impianto fotovoltaico esteso per 15.000 metri quadrati, dedicato a fornire energia rinnovabile allo stabilimento. La potenza complessiva supera i 660.000 kWh l’anno e consente una produzione energetica totale di 840.000 kWh annui, con un effetto concreto sulle emissioni climalteranti. Ogni chilowattora generato in sito rappresenta infatti un contributo alla riduzione delle fonti convenzionali e del relativo impatto sull’atmosfera.
Accanto a questa produzione interna, una parte dei plessi produttivi utilizza energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili acquistata da società specializzate nella generazione di energia pulita. In questo modo, le scelte energetiche non si limitano all’autoproduzione, ma si estendono alla selezione attenta dei fornitori. L’equilibrio tra investimenti diretti e acquisto di elettricità “green” contribuisce a disegnare un modello in cui l’attenzione al clima entra a pieno titolo tra i criteri di gestione dello stabilimento. È un segnale chiaro di come la leva energetica venga considerata strategica, e non solo un aspetto tecnico da presidiare.
Architettura verde e gestione dell’acqua
Non è solo ciò che avviene all’interno dei reparti a raccontare la svolta ambientale di Grisport. Anche l’architettura industriale viene ripensata in chiave ecologica, come dimostra l’installazione di oltre 700 metri quadrati di verde sul tetto dello stabilimento. Questa scelta ha tre funzioni precise: attenuare l’impatto visivo del complesso produttivo, contribuire a un processo di pulizia dell’aria e trattenere quasi 14 litri di acqua per metro quadrato in caso di pioggia. Si tratta di un intervento che mette in relazione paesaggio, comfort e gestione delle risorse idriche, trasformando una superficie solitamente inattiva in un elemento utile al territorio.
Il tetto verde non vive isolato, ma dialoga con gli altri interventi messi in campo dall’azienda. Accanto alle scelte sulle fonti energetiche rinnovabili, questo manto vegetale contribuisce a definire un complesso industriale che prova a ridurre il proprio segno sul paesaggio circostante. È un modo per ricordare che anche le parti meno visibili di uno stabilimento possono diventare alleate nella protezione dell’ambiente, se progettate con consapevolezza. L’insieme di questi elementi costruisce un’immagine di fabbrica in cui tecnologia e natura convivono, offrendo un messaggio immediato anche a chi osserva l’azienda dall’esterno.
Processi produttivi e gestione responsabile degli scarti
All’interno dei reparti produttivi, la gestione dei rifiuti è stata ripensata alla radice. Tutti gli scarti generati durante le diverse fasi di lavorazione vengono sottoposti a una raccolta differenziata accurata, pensata per consentirne il recupero ogni volta che sia possibile. Questa impostazione evita che materiali ancora utili finiscano confusi nei rifiuti indifferenziati e rappresenta un tassello fondamentale nel disegno di un’industria più responsabile verso ciò che esce, oltre che verso ciò che entra in fabbrica. In questo quadro, lo scarto non è più visto solo come un costo da gestire, ma come una risorsa da valorizzare con strumenti adeguati.
Un esempio concreto di questo approccio riguarda gli scarti di poliuretano, materiale complesso da trattare se abbandonato ai circuiti tradizionali. Invece di destinarli semplicemente allo smaltimento, Grisport li affida a un’azienda esterna specializzata, che li sottopone a un processo di trasformazione in combustibile alternativo. Questa scelta consente di dare nuova vita a residui di lavorazione che altrimenti peserebbero sull’ambiente, inserendoli in un ciclo diverso e riducendo il volume complessivo di rifiuti da gestire. È un tassello importante di quella logica di recupero che caratterizza l’intero sistema produttivo dello stabilimento.
Materiali e imballaggi pensati per durare
Anche il modo in cui il prodotto lascia l’azienda è stato rivisto con occhi nuovi. Gli imballaggi, a partire da cartone e scatole, sono realizzati con materiali riciclati e a loro volta riciclabili, così da non interrompere il ciclo virtuoso una volta terminato il trasporto. Le scatole utilizzate per le calzature adottano un sistema brevettato automontante che riduce l’ingombro durante la movimentazione e permette di eliminare ogni anno circa 400 camion dalle strade, con benefici tangibili in termini logistici e ambientali.
Lo stesso principio guida la scelta dei materiali che compongono le calzature. L’azienda impiega un’ampia gamma di componenti eco compatibili: pelle riciclata; lacci, fettucce, fodere e tessuti in PET riciclato e riciclabile; tessuti in poliestere riciclato; suole in gomma con il 30% di materiale riciclato. Anche sottopiedi e parti interne della scarpa sono realizzati con materiali riciclati e riciclabili, mentre i mastici utilizzati sono a base d’acqua, così da contenere ulteriormente l’impatto ambientale delle fasi di incollaggio. Ogni componente viene selezionato con l’idea che la qualità del prodotto possa convivere con una riduzione significativa delle risorse vergini impiegate.
Le persone e le scelte quotidiane in azienda
Il cambiamento non riguarda solo strutture, impianti e materiali. In Grisport viene richiesto uno sforzo quotidiano anche a chi lavora nei diversi reparti, perché le buone pratiche ambientali diventino parte della normalità. All’interno degli stabilimenti la gestione corretta dei rifiuti per il riciclo è curata con la massima attenzione, l’uso della carta è ridotto al minimo lungo tutta la filiera produttiva e, per l’utilizzo interno, sono privilegiate stoviglie realizzate in materiale riciclato, in coerenza con la filosofia aziendale. L’attenzione all’ambiente entra così nei gesti più semplici, dagli uffici alle linee di produzione.
Queste scelte organizzative hanno un valore che va oltre il loro impatto immediato. Contribuiscono a creare una cultura condivisa, in cui ogni persona si sente parte di un obiettivo comune e riconosce il proprio ruolo nella tutela dell’ambiente. Quando la sostenibilità entra nelle abitudini quotidiane non resta più confinata nei documenti ufficiali, ma diventa un modo concreto di vivere il lavoro, coerente con la direzione intrapresa dall’azienda sul piano energetico e produttivo e capace di rafforzare nel tempo l’efficacia di tutte le altre iniziative.
Economia circolare e Green Gear Alliance
L’attenzione al fine vita del prodotto porta Grisport a guardare oltre i confini dello stabilimento e a collaborare con altri attori del settore. L’azienda è partner della Green Gear Alliance (GGA), associazione europea nata con l’obiettivo di dare vita a una calzatura di sicurezza completamente circolare, realizzata con materiali riciclati e progettata per poter essere nuovamente riciclata anche dopo l’utilizzo, così da estendere il valore delle risorse impiegate nella sua produzione. Si tratta di un terreno di confronto che spinge le aziende coinvolte a ripensare il prodotto già in fase di progettazione, immaginandone i possibili riutilizzi futuri.
Nell’ambito di questa alleanza è stato definito un sistema concreto, pensato per coinvolgere direttamente anche i consumatori. Chi utilizza calzature da lavoro e di sicurezza potrà recarsi presso punti di raccolta dedicati, dove verranno installati i GGA Box, e depositare le proprie scarpe usate. Le calzature raccolte saranno inviate a una postazione centrale, dove verranno smistate, scomposte nei diversi componenti e predisposte per il riciclo. L’obiettivo è contribuire in modo volontario alla creazione e al mantenimento di un sistema di riciclaggio efficace per questo tipo di prodotti.
