In “Ugualmente diversi”, debutto di Federika Ponnetti, il grande schermo diventa un luogo in cui nessuno resta fuori: persone cieche, sorde, neuro-divergenti e pubblico normodotato condividono la stessa sala, lo stesso tempo, lo stesso racconto. Un documentario che mette alla prova il nostro sguardo e l’idea stessa di normalità.
Il racconto di tre giovani camerieri e di una classe in ricerca
Al centro di “Ugualmente diversi” c’è un percorso condiviso tra tre giovani camerieri autistici e una classe di liceo. Il documentario di 84 minuti, realizzato in Italia nel 2024, segue Lorenzo, Andrea e Gabriele al lavoro in una nota pizzeria gestita da ragazzi autistici, mentre insegnano il mestiere a studenti che, attraverso il Mobile-FilmMaking e un vivace confronto in aula, scoprono quanto la diversità interroghi le proprie certezze e ribalti il concetto di normalità. L’incontro diventa una piccola rivoluzione per tutti.
Gabri studia Storia all’università e alterna gli esami ai turni in pizzeria, Lori affronta due ore di mezzi pubblici a ogni turno sognando un contratto a tempo indeterminato, Andrea in pochi anni è diventato violinista e suona per la prima volta a un matrimonio. Il loro modo di stare al mondo, tra inciampi e conquiste, costruisce una commedia piena di ironia e tenerezza che lascia lo spettatore più ottimista, con l’idea che conti l’unicità di ciascuno più che l’etichetta di “diverso”.
L’esperienza personale della regista e uno sguardo che si fa invisibile
Federika Ponnetti arriva a questo progetto portando con sé una storia familiare complessa: è madre di figli con dislessia e ADHD e conosce bene la fatica di crescere in un sistema scolastico modellato su uno standard da cui loro, e in parte lei stessa, si discostano. Da questo percorso di accettazione nasce il desiderio di raccontare le differenze in modo positivo, come occasione di evoluzione culturale e di cambiamento dello sguardo, soprattutto per chi ancora si percepisce “normale” rispetto a qualcun altro.
La regista sceglie una messa in scena discreta, con una camera che diventa quasi invisibile, in stile Wiseman, per seguire le giornate di questi tre ragazzi autistici e dei loro coetanei in classe. Il film osserva con attenzione i gesti quotidiani, i momenti di difficoltà e quelli di soddisfazione, senza commenti esterni. A questa dimensione d’osservazione si intreccia il linguaggio diretto degli adolescenti, che si raccontano davanti alla fotocamera del proprio smartphone, offrendo confidenze, dubbi e pensieri nella forma più spontanea e intima possibile.
Un’esperienza di sala pensata per essere davvero condivisa
L’obiettivo dichiarato di “Ugualmente diversi” è permettere a tutti di sedersi nella stessa sala e seguire lo stesso film, senza distinzioni. La campagna d’impatto legata all’opera ruota proprio intorno a questa idea di esperienza collettiva, in cui persone cieche, ipovedenti, sorde e ipoudenti possano partecipare insieme al resto del pubblico. Regista e casa di produzione hanno lavorato perché nessuno dovesse chiedere versioni separate o proiezioni dedicate, ma potesse vivere il cinema come un luogo naturalmente accessibile.
Per raggiungere questo traguardo, il film utilizza l’app MovieReading, che consente a persone cieche e ipovedenti di ascoltare l’audiodescrizione in cuffia direttamente in sala, mentre sullo schermo scorrono i sottotitoli per sordi e ipoudenti impressi sulla copia del film. Sottotitoli, audiodescrizioni e titoli di testa sono stati curati con particolare attenzione: è stato scelto il carattere ad alta leggibilità Biancoenero, pensato anche per chi ha dislessia o ADHD, e si è optato per cartelli fissi, più chiari e riposanti dei tradizionali titoli scorrevoli. La durata dei titoli è stata ampliata e resa udibile oltre i primi nomi, trasformandoli in un vero cartello-manifesto contro ogni forma di esclusione degli ipovedenti.
Una spinta al cambiamento per produttori, esercenti e festival
L’esperienza di “Ugualmente diversi” vuole diventare anche un modello per l’intera filiera cinematografica. Attraverso incontri con il pubblico e con gli operatori del settore, la regista sollecita produttori, distributori, esercenti e direttori di festival a programmare le copie dei film già dotate di sottotitoli per non udenti e a considerare queste versioni come standard, non eccezioni. Allo stesso tempo, invita chi comunica le uscite in sala a segnalare sempre in modo chiaro l’accessibilità delle opere su tutti i canali, affinché persone con disabilità sensoriali possano scegliere consapevolmente e partecipare pienamente alla vita culturale.
Dalla Giornata sull’autismo al viaggio nelle sale di tutta Italia
Il percorso pubblico del film prende slancio il 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, quando Sky Documentaries lo programma in prima serata, rendendolo poi disponibile on demand su NowTv. Da quella stessa data parte un tour nelle sale italiane, con la regista presente alle proiezioni. Il documentario viene presentato come un viaggio nelle vite di tre ragazzi autistici che, insegnando il lavoro di cameriere a una classe di liceo, mettono in discussione abitudini, pregiudizi e modi di stare insieme, invitando il pubblico a uscire dalla sala con lo sguardo spostato di qualche grado.
Nel tempo il viaggio si allarga, toccando quaranta cinema e sette festival dal nord al sud del paese. Tra le tappe più significative c’è Trento, con la partecipazione al Festival Religion Today, dove Ponnetti tiene anche una masterclass dal titolo “La cultura cinematografica dell’accessibilità”, dedicata alle frontiere sociali del cinema. A Modena, l’Università di Modena e Reggio Emilia sceglie per la prima volta di proporre un film privo di barriere a studenti con e senza disabilità sensoriali, coinvolgendo nella comunicazione dell’evento anche una studentessa cieca. A Napoli il documentario viene selezionato come unico titolo del Capability Festival, curato da Arci Movie in collaborazione con Astradoc, mentre al Meet the Docs Forlì viene presentato come film dedicato alle scuole.
Produzione, riconoscimenti ambientali e un intenso percorso nei festival
“Ugualmente diversi” è scritto e diretto dalla stessa Federika Ponnetti ed è prodotto dalla società Zoom srl, con il sostegno della Direzione Cinema del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna tramite Emilia-Romagna Film Commission e di BPER Banca. Hanno concesso il loro patrocinio il Comune di Modena, FIADDA, UICI, FISH Onlus e Banca Etica. Il documentario ha ottenuto la certificazione Green Film rilasciata dalla Trentino Film Commission e il riconoscimento di Film d’Essai, a testimonianza di una particolare attenzione sia alla sostenibilità ambientale della produzione sia alla qualità culturale del progetto.
Prima di arrivare nelle sale, il progetto è stato selezionato al Pitch Forum Vision Incontra, trovando lì un primo spazio di confronto con il mercato. La sua anteprima mondiale si è tenuta a Milano, al festival internazionale del documentario Visioni dal Mondo nel settembre 2024, sotto i patrocini del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e del Ministero per le disabilità. Successivamente, il film è entrato nel programma di rassegne e festival come i Job Film Days di Torino, il Modena Via Emilia Doc Fest organizzato da Arci-Ucca, il Fondi Film Festival di Fondi in provincia di Latina e la rassegna Visioni d’Autore, che lo ha ospitato nel programma per il decennale del cinema Pegasus di Spoleto.
La prima romana al cinema Tiziano e il dialogo con la città
Dopo aver attraversato molte città italiane, il documentario approda finalmente nella sua città d’origine per la prima romana: giovedì 27 novembre al cinema Tiziano, con due proiezioni alle 19:45 e alle 21:15. La serata-evento è quasi completamente esaurita, grazie al lavoro congiunto di tredici associazioni locali che hanno sostenuto e promosso l’appuntamento. Per Federika Ponnetti, regista romana, riportare questo film a casa significa chiudere simbolicamente un cerchio e condividere con il proprio territorio un progetto nato proprio dall’ascolto delle fragilità quotidiane.
Dopo la proiezione delle 21:15 è previsto un confronto aperto tra pubblico, rappresentanti delle tredici associazioni coinvolte e la regista. Sarà un momento per entrare dietro le quinte del progetto, ascoltare come è nata la campagna collegata al film e raccogliere le voci di chi, ogni giorno, lavora sul territorio per i diritti delle persone con disabilità e per una partecipazione culturale davvero inclusiva. Il dialogo permetterà di restituire il senso concreto di quanto visto sullo schermo da ciascuno spettatore presente.
