Raccontare la salute mentale attraverso il cinema significa aprire uno spazio di ascolto e di confronto che spesso manca nella vita quotidiana. La sedicesima edizione di Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale invita autori, operatori e appassionati a partecipare a un appuntamento che unisce impegno civile, sguardo artistico e partecipazione collettiva.
Un festival che racconta la salute mentale
Da anni Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale è diventato uno spazio in cui le immagini del cinema e dell’audiovisivo danno voce a vissuti, fragilità, speranze e percorsi spesso relegati ai margini del discorso pubblico. In sala si intrecciano racconti personali e dimensioni collettive che mettono al centro il rapporto con il disagio psichico e le sue molteplici forme. L’idea di fondo è semplice e radicale: offrire uno schermo a ciò che di solito resta invisibile, permettendo a chi guarda di riconoscersi, interrogarsi, cambiare prospettiva sulle esperienze legate alla salute mentale.
Questa esperienza nasce dal lavoro congiunto del Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e di Roma Capitale, affiancati dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che ospita le proiezioni e gli incontri del festival. Nel 2026 l’evento tornerà a Roma dal 15 al 18 aprile, proprio al MAXXI, confermando la vocazione a intrecciare cura, ricerca e linguaggi artistici contemporanei. La direzione scientifica è affidata a Federico Russo, mentre la guida artistica porta la firma di Franco Montini, a testimonianza di un dialogo costante tra competenze cliniche, riflessione sui contenuti e cultura cinematografica.
Le iscrizioni alla sedicesima edizione e chi può partecipare
Le iscrizioni per partecipare al prossimo appuntamento di Lo Spiraglio sono già aperte e offrono a molti la possibilità di vedere il proprio lavoro proiettato al MAXXI. Fino al 19 gennaio 2026 autori e strutture potranno inviare le opere senza alcun costo di iscrizione. Il bando accoglie sia i lavori realizzati dai centri di produzione integrata, che quotidianamente operano a contatto con il disagio psichico, sia quelli firmati da videomaker e registi indipendenti. Le opere concorreranno in due sezioni distinte: cortometraggi con una durata massima di 30 minuti e lungometraggi oltre i 30 minuti, in modo da valorizzare sia i racconti brevi sia i progetti narrativi più ampi.
Non esistono confini rigidi per quanto riguarda il linguaggio espressivo: al concorso possono partecipare opere di ogni genere, dalla fiction al documentario fino all’animazione. L’unica condizione imprescindibile è che la salute mentale sia al centro del racconto, affrontata in modo diretto oppure attraverso chiavi simboliche e metaforiche capaci di parlare allo spettatore. La selezione punta su lavori che sappiano unire rigore e creatività, offrendo punti di vista inattesi, storie mai ascoltate, personaggi tratteggiati con delicatezza e precisione. L’originalità dello sguardo e la qualità del risultato finale diventano così il vero criterio di scelta, indipendentemente da mezzi produttivi e provenienza degli autori.
Modalità di invio delle opere e materiali richiesti
Per partecipare è necessario compilare l’apposita scheda di partecipazione, disponibile sul sito ufficiale del festival. Il modulo dovrà essere riempito in ogni sua parte, firmato dall’autore o dagli autori e successivamente scansionato. Una volta pronto, andrà inviato tramite posta elettronica all’indirizzo spiragliofest@gmail.com, insieme a tutti i materiali richiesti dal regolamento. Questa procedura, semplice ma precisa, consente alla segreteria di avere fin da subito un quadro chiaro delle opere in concorso e di seguire in modo puntuale ogni fase, dall’ammissione alla selezione, fino alla possibile proiezione durante le giornate romane al MAXXI.
Insieme alla scheda vanno inviati alcuni materiali indispensabili per presentare al meglio il progetto. Sono richieste tre fotografie del film e due immagini dell’autore o degli autori, in formato jpeg con una risoluzione minima di 300 dpi, così da garantire una buona resa in eventuali pubblicazioni e comunicati. Occorre inoltre allegare una sinossi dell’opera di massimo cinque righe, le note di regia sempre entro il limite di cinque righe e una breve biografia dell’autore, o del gruppo di lavoro, della stessa lunghezza. Completa il dossier la scheda tecnica del film, fondamentale per fornire alla commissione di selezione tutte le informazioni su durata, formato e caratteristiche produttive. Ogni dettaglio contribuisce a restituire l’identità del progetto prima ancora della visione.
I riconoscimenti ufficiali della giuria
La giuria del festival è chiamata a valutare le opere finaliste e a conferire diversi riconoscimenti economici e simbolici. Per i cortometraggi è previsto il Premio “Fausto Antonucci”, del valore di 1.000 euro, destinato al lavoro breve che meglio saprà distinguersi per forza narrativa e qualità complessiva. Tra i lungometraggi verrà assegnato il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre”, anch’esso pari a 1.000 euro. A questi si aggiunge il Premio “Luciano De Feo”, sempre di 1.000 euro, attribuito dal Comitato di Selezione al film che dimostrerà la maggiore attenzione ai contenuti scientifici, all’accuratezza delle informazioni e alla serietà dell’approccio ai temi trattati.
Un’attenzione specifica viene riservata anche al tema delle migrazioni e degli incontri tra culture diverse, grazie al Premio “SAMIFO” (Salute Migranti Forzati). Questo riconoscimento, pari a 1.000 euro, potrà andare a un cortometraggio oppure a un lungometraggio selezionato tra i finalisti. La giuria lo assegnerà all’opera che saprà raccontare con maggiore intensità gli aspetti legati alla transculturalità, al confronto o allo scontro tra società differenti, alle storie di migrazione umana, al trauma vissuto dai rifugiati, alla violazione dei diritti umani, alle molte forme di discriminazione e razzismo, mettendo in luce l’impatto che tutto ciò esercita sulla salute mentale delle persone coinvolte.
Il coinvolgimento del pubblico e il Premio Lo Spiraglio
Oltre alla giuria ufficiale, il festival prevede anche la partecipazione diretta degli spettatori attraverso una giuria popolare, aperta al pubblico degli appassionati che seguiranno le proiezioni. Saranno loro ad attribuire il Premio del Pubblico de Lo Spiraglio, offrendo un punto di vista diverso e complementare rispetto a quello degli addetti ai lavori. Le modalità per entrare a far parte di questa giuria e il regolamento dettagliato saranno comunicati in un secondo momento sul sito del festival, così da permettere a chi lo desidera di organizzarsi e prendere parte attivamente all’esperienza.
Nel corso della serata conclusiva verrà conferito anche il Premio Lo Spiraglio, dedicato a una personalità particolarmente significativa del mondo cinematografico che, con il proprio lavoro, abbia saputo raccontare la vita, i sentimenti e le emozioni di persone e gruppi legati alla salute mentale. Nel tempo questo riconoscimento ha coinvolto figure come Paolo Genovese, Matteo Garrone, Roberto Andò, Elio Germano, Claudio Santamaria, Saverio Costanzo, Fabrizio Bentivoglio, Anna Foglietta, Paolo Virzì, Sergio Rubini, Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia. Un elenco che restituisce la continuità di un dialogo intenso tra le opere e i temi della salute mentale.
Un invito agli autori che raccontano la fragilità e la cura
Al di là dell’aspetto competitivo, il cuore di Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale sta nella volontà di avvicinare il pubblico a un tema che spesso viene affrontato con paura o superficialità. Il festival intende promuovere salute mentale e consapevolezza, offrendo momenti di approfondimento e di confronto condiviso. Uno degli obiettivi dichiarati è ridurre il peso dello stigma, che ancora oggi rappresenta la principale ragione per cui molte persone si allontanano dai servizi o arrivano tardi alle cure offerte dal sistema pubblico. L’appuntamento romano vuole essere ogni anno una vera festa dedicata alla cultura della salute mentale, in Italia e oltre i confini nazionali.
Per chi realizza opere audiovisive dedicate o ispirate all’universo della salute mentale, il festival rappresenta un’occasione preziosa per mettere in luce le proprie risorse creative e la cura riposta nei progetti. Corti e lunghi trovano qui un contesto attento, in cui lo sguardo degli addetti ai lavori si intreccia con quello del pubblico, generando nuove curiosità e una partecipazione emotiva profonda. Portare un film a Lo Spiraglio significa inserirlo in una comunità che riconosce valore alle storie di fragilità, resistenza e rinascita, offrendo a chi le racconta la possibilità di vederle risuonare nella sala, davanti a persone che scelgono di esserci e di lasciarsi toccare da ciò che scorre sullo schermo.
