Coinvolgere chi vive in Campania nelle scelte dei primi cento giorni del nuovo governo regionale: è l’obiettivo della nuova iniziativa civica promossa da Polity Design, che invita i cittadini a indicare tre impegni prioritari per il presidente Roberto Fico attraverso una consultazione online anonima e aperta a tutto il territorio.
Una consultazione per la Campania
Nel cuore di questa mobilitazione c’è un questionario digitale, intitolato «Tre impegni per i primi cento giorni del nuovo governatore campano», pensato dagli allievi della Scuola di classe dirigente di Caserta. Lo strumento è anonimo, accessibile a tutti gli abitanti della Campania e chiede di selezionare tre priorità che il nuovo presidente della giunta regionale dovrebbe realizzare nel suo avvio di mandato. La rilevazione è diffusa sui canali social e sul sito di Polity Design e resterà attiva fino a sabato 29 alle ore 12, con l’intento di restituire un quadro puntuale delle attese espresse dalla comunità regionale.
L’iniziativa guarda in particolare ai primi passi del nuovo presidente regionale, Roberto Fico, invitando i cittadini a indicare tre impegni concreti da assumere fin dall’insediamento. Quando il progetto è stato concepito, non era ancora noto il nome del vincitore della competizione elettorale, ma oggi la consultazione si propone di offrire al nuovo governatore una traccia di lavoro chiara e condivisa, frutto di un ascolto diffuso. A promuoverla è Polity Design, scuola del disegno delle relazioni di livello nazionale con sede a Caserta.
Un percorso nato dal confronto sul voto
Alla base di questa esperienza c’è il lavoro della Scuola di classe dirigente di Caserta, che ha promosso un confronto pubblico sul tema «Come voteranno i campani?». All’incontro hanno partecipato Livio Gigliuto, presidente del Consorzio Opinio, e Domenico Giordano di Arcadia, chiamati a leggere gli orientamenti dell’elettorato regionale. Dal dibattito, incentrato sull’analisi dei flussi e sulle dinamiche del consenso, è maturata l’idea di trasformare la riflessione teorica in uno strumento concreto di coinvolgimento dei cittadini, dando così origine alla consultazione promossa da Polity Design.
Durante la lezione di domenica 16 novembre, gli allievi della scuola e gli ospiti presenti sono stati invitati a esprimere in anticipo le proprie preferenze sul rinnovo della giunta regionale, depositando una scheda in un’urna predisposta per l’occasione. Quel contenitore simbolico verrà aperto solo dopo la conclusione dello scrutinio ufficiale, per verificare in che misura il campione raccolto in aula si avvicini al risultato reale e per misurare l’accuratezza di questa simulazione rispetto al voto espresso dall’intero corpo elettorale campano.
Giovani protagonisti e politica regionale
A illustrare la filosofia del progetto è il direttore di Polity Design, Luigi Ferraiuolo, che descrive la rilevazione come un invito alla classe dirigente campana a mettersi in gioco in modo nuovo. L’obiettivo, spiega, è sollecitare il sistema politico regionale, spingendolo a diventare più attento, aggiornato ed efficiente, partendo dalle indicazioni che emergeranno dalla partecipazione popolare. In questa prospettiva, le scelte suggerite per i primi cento giorni del presidente Roberto Fico diventano un banco di prova per misurare la capacità delle istituzioni di accogliere le sollecitazioni provenienti dalla società civile.
Per gli allievi della scuola, questa esperienza non è solo un esercizio tecnico, ma un modo concreto per avvicinarsi all’agone politico. I giovani vengono chiamati a studiare i dati, a interpretarli e a discuterli come analisti, senza rinunciare al proprio ruolo di cittadini coinvolti. Dopo la tornata elettorale, infatti, gli studenti esamineranno i risultati regionali provincia per provincia, all’interno di un laboratorio intenso e strutturato, che consentirà di confrontare le tendenze emerse nella consultazione interna con quelle espresse dall’insieme dell’elettorato e di chiudere idealmente il progetto avviato il 16 novembre.
Identità e guida di Polity Design
La realtà formativa che ha dato vita a questo percorso partecipativo è definita «Polity Design, scuola del disegno delle relazioni» e si richiama in modo esplicito alla dottrina sociale della Chiesa. L’istituzione nasce per offrire strumenti di comprensione e di azione nel campo delle relazioni pubbliche, con particolare attenzione alla qualità della classe dirigente. Il suo sguardo va oltre le dinamiche locali e punta a costruire competenze utili all’intero Paese, intrecciando riflessione teorica, laboratori pratici e momenti di confronto con studiosi ed esperti del settore.
A guidare questa scuola è un Collegio di Direzione che vede al centro il direttore Luigi Ferraiuolo, affiancato da Gianmarco Carozza, Sergio Carozza, Valentina D’Andria, Monica Ippolito, Stefania Lanni, Gianni Maggio, dal sacerdote don Gianmichele Marotta, indicato come assistente, e da Biagio Narciso. Insieme, questi nomi compongono il gruppo che assume le principali responsabilità di indirizzo della scuola, ne segue da vicino l’evoluzione e si fa carico delle decisioni più rilevanti legate alla programmazione e alla vita quotidiana dell’esperienza formativa.
La rete di partner che sostiene la scuola
Accanto al lavoro della scuola c’è una rete di partner che ne accompagna il cammino. Tra questi figurano la casa editrice Il Mulino, la Rete di Trieste, il caseificio La Baronia, la società Saidi advertising, Caffè Pompeii e la Cantina di Lisandro. La presenza di realtà così differenti per storia e settore di attività esprime l’intenzione di coinvolgere mondi culturali, associativi e produttivi diversi, offrendo agli allievi un contesto di riferimento che intreccia riflessione intellettuale, impegno sociale e radicamento nel tessuto economico.
Per chi segue da vicino le attività di Polity Design, sapere che dietro la scuola si muovono soggetti come una casa editrice, una rete cittadina, un caseificio, una realtà di comunicazione, un marchio di caffè e una cantina significa percepire un sostegno concreto, fatto di storie e sensibilità differenti. È anche attraverso queste presenze che il percorso formativo si apre alla società reale, dialogando con chi ogni giorno vive la responsabilità di produrre cultura, servizi e lavoro nei diversi territori.
