Lo Stadio Renato Dall’Ara si prepara a riempirsi non solo di cori, ma di impegno civico: in occasione di Bologna-Cremonese, l’intera città sarà chiamata a trasformare una partita in un grande gesto condiviso contro la violenza sulle donne, unendo passione sportiva, responsabilità sociale e desiderio di cambiamento concreto.
Una partita che diventa manifestazione civile
Lunedì 1 dicembre 2025, in concomitanza con la giornata mondiale dedicata al contrasto della violenza sulle donne, il Renato Dall’Ara ospiterà quello che si annuncia come il più ampio evento mai organizzato in ambito sportivo sul tema. All’interno del progetto Bologna for Community, lo stadio diventerà il luogo simbolico in cui il tifo incontra l’impegno civile, trasformando una sfida di campionato, quella tra Bologna e Cremonese, in un’occasione collettiva per rifiutare ogni forma di violenza e ribadire che nessuna sopraffazione può trovare spazio nella comunità.
Il progetto Bologna for Community, promosso da PMG Italia e Io Sto Con ETS in collaborazione con il Bologna FC 1909, torna così al centro della scena cittadina, forte anche del patrocinio della Città Metropolitana di Bologna, del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna. Dal 2021, questa iniziativa affianca i Centri Antiviolenza del territorio metropolitano, ponendo al centro il sostegno concreto alle donne che vivono situazioni di abuso. La serata al Dall’Ara segna una nuova tappa di questo percorso, chiamando il pubblico degli spalti a condividere responsabilità e partecipazione oltre il novantesimo minuto.
Una rete di centri antiviolenza al cuore dell’iniziativa
Quest’anno l’appuntamento compie un passo ulteriore: per la prima volta sarà organizzata una raccolta fondi dedicata a sei Centri Antiviolenza della Città metropolitana di Bologna, con l’obiettivo di estendere il raggio d’azione della serata a tutta la rete territoriale. I servizi coinvolti sono CHIAMA chiAMA – MondoDonna Onlus, Casa delle Donne per non Subire Violenza APS, Trama di Terre APS, UDI – Unione Donne in Italia Bologna APS, Associazione PerLeDonne ODV e SOS Donna ODV. Realtà che ogni giorno, lontano dai riflettori, garantiscono ascolto, protezione e possibilità di ricominciare a chi vive situazioni di pericolo.
Durante la serata, allo stadio saranno allestite postazioni dedicate al sostegno di questi centri, collocate nei settori Distinti, Curva e Tribuna. I punti di raccolta, contraddistinti dal logo Io Sto Con ETS e presidiati dalle volontarie e dai volontari dei Centri Antiviolenza, offriranno a tifosi e tifose l’opportunità di lasciare un contributo diretto. Ogni donazione, piccola o grande che sia, diventa così parte di una catena di solidarietà concreta, capace di trasformare la presenza sugli spalti in un gesto di vicinanza reale verso chi chiede aiuto.
Le istituzioni sugli spalti
La serata vedrà la partecipazione di numerose figure istituzionali e rappresentanti del mondo sportivo e sociale. Saranno presenti Silvana Fusari, responsabile relazioni esterne di PMG Italia, e il presidente Marco Accorsi, insieme all’amministratore delegato del Bologna FC 1909 Claudio Fenucci e alla sustainability manager del club Valentina Vanicore. Accanto a loro, il questore di Bologna dott. Antonio Sbordone, la vicesindaca del Comune di Bologna Emily Clancy, responsabile del Piano per l’uguaglianza della Città metropolitana, l’assessora allo Sport del Comune Roberta Li Calzi, la consigliera comunale delegata alla disabilità Roberta Toschi, presidente della quinta commissione consiliare salute, welfare, politiche per le famiglie, la comunità e le fragilità, e il capo di Gabinetto della Città metropolitana Stefano Mazzetti.
Accanto a queste presenze istituzionali, sugli spalti troveranno posto anche le sindache e i sindaci della Città metropolitana di Bologna, insieme alle presidenti dei Centri Antiviolenza del territorio. La loro partecipazione congiunta racconta una scelta precisa: non lasciare sole le donne che subiscono violenza, costruendo una risposta che unisce amministrazioni, servizi, società civile e mondo dello sport in un’unica, chiara assunzione di responsabilità collettiva.
Testimonianze, Disability Pride e nuove generazioni in campo
A dare un volto simbolico all’iniziativa saranno le testimonial della serata, Valentina Tafuni e Bana Abreham, esponenti del Disability Pride Bologna. Con la loro presenza, scelgono di affiancare il progetto mettendo a disposizione il proprio impegno pubblico e la propria sensibilità, portando all’interno dello stadio una riflessione che intreccia diritti, inclusione e rifiuto di ogni forma di discriminazione. La loro voce si inserisce in un coro più ampio, che vede nello sport un terreno privilegiato per affermare la dignità di ogni persona.
La partecipazione non si limiterà alle rappresentanze ufficiali: all’evento sono attese delegazioni di tutti i Comuni della Città metropolitana, con sindaci, assessori, assessore e, soprattutto, giovani che negli ultimi anni si sono distinti per l’impegno civico e il desiderio di essere parte attiva della comunità. Ragazze e ragazzi considerati vere e proprie “promesse” del territorio condivideranno gli spalti con le istituzioni, in un intreccio di generazioni che dimostra come la lotta alla violenza non sia una battaglia di pochi, ma un patto collettivo tra chi governa e chi costruisce il futuro giorno dopo giorno.
Il sostegno del tessuto economico
A rendere possibile questa grande serata di sport e impegno sociale contribuiscono diverse realtà del territorio. Il progetto è sostenuto dal CBC – Centro Bologna Clubs, da Spazio Conad Via Indipendenza e dal Centro Commerciale Via Larga, insieme a Camst – Tavola Amica, Aleo Film e Cantarelli Group. La loro adesione conferma come il mondo economico e associativo bolognese scelga di affiancare iniziative che tengono insieme passione sportiva e tutela dei diritti fondamentali, offrendo supporto a un evento che parla a tutta la cittadinanza.
Il coinvolgimento di queste realtà dimostra quanto sia importante che la rete contro la violenza di genere non resti confinata alle sole istituzioni o ai servizi specializzati, ma trovi interlocutori anche tra imprese, associazioni di tifosi e operatori della grande distribuzione. Quando il sostegno arriva da più fronti, lo stadio si trasforma in uno spazio dove chi assiste alla partita può sentirsi parte di un’alleanza più ampia, capace di unire gradinate, città e territori in una responsabilità condivisa.
Quando lo sport rompe il silenzio della violenza
La violenza contro le donne continua a rappresentare una delle ferite più profonde e dolorose della nostra società, spesso consumata nel silenzio delle case, lontano dagli occhi degli altri. Per molte, chiedere aiuto è ancora un percorso irto di ostacoli, segnato dalla paura di non essere credute, dal timore del giudizio e da barriere che non dovrebbero esistere. In questo scenario, i Centri Antiviolenza diventano presidi essenziali: luoghi in cui ascolto, competenza e accoglienza si intrecciano per offrire protezione e la possibilità di immaginare un nuovo inizio. Entrare in quei servizi significa, per tante donne, compiere il primo passo fuori dall’isolamento.
La serata del 1 dicembre va ben oltre la semplice sensibilizzazione: è un atto pubblico collettivo in cui un’intera città sceglie di farsi vedere, insieme, sugli spalti, per affermare che la violenza non riguarda solo chi la vive direttamente, ma l’intera comunità. In questo contesto, lo sport diventa linguaggio civile, la partecipazione si trasforma in gesto politico e umano, la presenza si carica di significato. PMG Italia, Io Sto Con ETS e tutti i partner coinvolti esprimono gratitudine verso volontari, istituzioni, tifosi e cittadine e cittadini, perché una presenza così ampia non è solo simbolica, ma profondamente necessaria. Solo quando le voci si uniscono, il buio che circonda la violenza di genere può iniziare a incrinarsi, lasciando spazio alla chiarezza di un messaggio netto: questa realtà non è e non sarà mai accettabile.
