Chiude un anno intenso e guarda già al futuro l’Ordine dei Fisioterapisti delle province di Belluno, Treviso, Vicenza e Verona, che nel 2025 registra un forte aumento di iscritti, approva all’unanimità il bilancio e mette a fuoco un 2026 ricco di progetti, tra cui una grande iniziativa legata alle Olimpiadi invernali.
Una comunità in crescita
Nel corso dell’assemblea che si è svolta a Silea, nel Trevigiano, il 25 novembre 2025, l’Ordine ha presentato un quadro aggiornato della propria realtà professionale: nel Veneto settentrionale risultano oggi iscritti 3.104 fisioterapisti, di cui 1.365 uomini e 1.739 donne. Una comunità numerosa e composita, che testimonia il dinamismo di una professione sempre più richiesta e riconosciuta, capace di rappresentare in modo capillare i territori di Belluno, Treviso, Vicenza e Verona. I dati sono stati illustrati in apertura, prima dell’esame del bilancio previsionale.
Il 2025 viene descritto dall’Ordine come un anno particolarmente favorevole, segnato da un intenso lavoro di costruzione di rapporti con il mondo sanitario, con i livelli della politica e con la più ampia società civile. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle associazioni dei pazienti, interlocutori decisivi per comprendere bisogni e aspettative delle persone che vivono la malattia, e per orientare l’azione dei fisioterapisti a un servizio sempre più vicino alle comunità locali. Questo percorso ha consolidato la presenza dell’Ordine come riferimento stabile nel territorio.
Le priorità strategiche indicate dalla presidente Laura Melotti
Alla guida dell’Ordine c’è la presidente Laura Melotti, che davanti all’assemblea ha delineato con chiarezza la rotta per i prossimi mesi. Tra le priorità ha posto il rafforzamento del dialogo con il sistema sanitario, con il mondo della formazione universitaria e con i rappresentanti istituzionali. Obiettivi che mirano a garantire regole chiare, tutela dei cittadini e una crescita ordinata della professione. Solo attraverso relazioni solide, ha sottolineato, è possibile costruire percorsi assistenziali realmente efficaci. Un confronto costante, infatti, consente di far emergere criticità e proposte direttamente dall’esperienza quotidiana dei professionisti.
Guardando al 2026, Melotti ha spiegato che sarà l’anno in cui l’Ordine dovrà consolidare il cammino intrapreso e definire una visione strategica di lungo periodo per la fisioterapia. La presidente considera quella del fisioterapista una professione indispensabile per rispondere ai bisogni di salute sempre più articolati dei cittadini, con interventi efficaci e sostenibili che tengano conto della persona nella globalità delle sue esigenze riabilitative, non solo di un singolo distretto corporeo. Una cura, dunque, che mette al centro la storia, le fragilità e le potenzialità di ciascuno.
Bilancio previsionale 2026 e investimenti per la fisioterapia
La relazione sul bilancio di previsione, presentata nel corso dell’assemblea e approvata all’unanimità dagli iscritti presenti, accompagnata dalla descrizione delle principali attività programmate per il 2026, ha restituito l’immagine di un anno appena trascorso fitto di iniziative, con un progressivo aumento delle azioni messe in campo dall’Ordine. All’interno del documento economico spicca un investimento straordinario, pensato come occasione irripetibile per promuovere la fisioterapia e il suo ruolo sociale, in stretta connessione con le vicine Olimpiadi invernali, che faranno da sfondo a molte delle attività programmate. Una scelta che manifesta la volontà di collocare i fisioterapisti al centro del dibattito pubblico sulla salute e sullo sport.
Tra le linee di lavoro fissate per il prossimo anno figurano il consolidamento delle relazioni con la Regione del Veneto, con le Aziende Sanitarie e con gli altri Ordini professionali, con l’obiettivo di contribuire all’implementazione di modelli organizzativi innovativi nei servizi riabilitativi. Accanto a questo, il programma prevede un ulteriore sviluppo della formazione per gli iscritti e un rafforzamento della lotta alle pratiche abusive, considerate un rischio concreto per la sicurezza dei pazienti e per la credibilità della professione. Una sfida che richiede coesione interna e capacità di incidere sui processi decisionali.
Collaborazioni con il mondo accademico e le associazioni dei pazienti
La presidente ha ricordato come, nel corso del 2025, siano state avviate e consolidate numerose azioni per costruire sinergie virtuose con il mondo accademico e con le realtà che rappresentano i malati. Tra queste spiccano le collaborazioni con l’Associazione Italiana Malati di Sclerosi Multipla e con Parkinson Italia, che hanno contribuito ad ampliare la gamma di iniziative rivolte agli iscritti e a mantenere costante il confronto con chi vive quotidianamente la sfida della malattia. Questi rapporti hanno dato voce in modo diretto alle esigenze dei pazienti nelle sedi in cui si progettano servizi e percorsi riabilitativi.
Le collaborazioni con università e associazioni hanno inoltre arricchito l’offerta interna dell’Ordine, con opportunità di formazione continua e con la messa a disposizione di nuovi servizi per i professionisti iscritti. Accompagnare la crescita delle competenze significa, per la comunità dei fisioterapisti, disporre di strumenti sempre più adeguati per prendersi cura delle persone, sostenendo in modo concreto percorsi di cura e di recupero che puntano a restituire autonomia e benessere a chi affronta malattie croniche o degenerative. Un impegno che si traduce ogni giorno in gesti professionali e attenzione alle singole storie.
Il fisioterapista al fianco dello sport paralimpico
Tra le iniziative più attese del prossimo anno spicca un grande evento pubblico che si terrà nel mese di febbraio a Verona, capoluogo scaligero. Organizzato dall’Ordine delle province di Belluno, Treviso, Vicenza e Verona, sarà strettamente connesso alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina e porterà il titolo “Paralimpiadi 2026: il fisioterapista al fianco degli atleti”. L’appuntamento sarà aperto a tutti e offrirà l’occasione di raccontare al pubblico il valore di questa figura nello sport. La scelta di una cornice così significativa punta a raggiungere non solo gli addetti ai lavori, ma anche famiglie, appassionati e cittadini curiosi.
L’iniziativa sarà dedicata in particolare al ruolo del fisioterapista nello sport paralimpico professionistico, mettendo in luce il contributo offerto nell’accompagnare gli atleti durante la preparazione, la prevenzione degli infortuni e i percorsi di recupero. Un altro obiettivo centrale sarà la promozione dell’attività sportiva per tutte le persone affette da patologie croniche e degenerative, valorizzata come occasione di partecipazione, socialità e miglioramento della propria condizione di salute. In questo modo l’Ordine intende sottolineare il legame profondo tra movimento, dignità della persona e possibilità di perseguire i propri obiettivi, indipendentemente dalle limitazioni fisiche.
Una professione al servizio della qualità della vita
Alla base dell’azione dell’Ordine restano due obiettivi ritenuti decisivi. Da un lato, mettere a disposizione della comunità le competenze dei fisioterapisti nella cura e nel recupero funzionale, con l’intento di migliorare la qualità di vita dei pazienti che si confrontano con sintomi, limitazioni e percorsi di riabilitazione spesso lunghi. Dall’altro, valorizzare e tutelare la professione, difendendone l’identità, le responsabilità e il riconoscimento sociale in ogni contesto. Un equilibrio che richiede ascolto costante delle istanze dei cittadini e una presenza vigile nei luoghi in cui si definiscono le politiche sanitarie.
In questa prospettiva, la fisioterapia viene considerata una componente essenziale dei percorsi di cura rivolti a una popolazione dai bisogni di salute sempre più complessi. La professione del fisioterapista è chiamata a fornire risposte efficaci ed efficienti, capaci di integrare competenza tecnica e attenzione globale alla persona, tenendo conto dell’insieme delle sue esigenze riabilitative. Ogni intervento diventa così parte di un progetto condiviso, che mira a restituire autonomia e dignità alla vita quotidiana. È in questo orizzonte che l’Ordine colloca le scelte compiute nel 2025 e la programmazione per il 2026.
