Arriva a dicembre l’autobiografia di Valerio Zezur, giovane artista italo ucraino che, in Dentro l’incubo, oltre il buio, ripercorre un cammino di ferite precoci e rinascite possibili. Un racconto che attraversa confini geografici ed emotivi, mettendo al centro la lotta per ritrovare voce, appartenenza e dignità.
Un’autobiografia in arrivo
In dicembre il volume autobiografico di Valerio Zezur farà il suo ingresso ufficiale nel panorama editoriale, con una scansione di uscite pensata per raggiungere lettori diversi. Dal 15 dicembre il testo sarà disponibile in versione ebook e in audiolibro, per chi preferisce l’ascolto o la lettura su dispositivi digitali, mentre dal 20 dicembre arriverà nelle librerie in forma cartacea, con una distribuzione estesa a livello nazionale. La storia viene raccontata in prima persona, con una voce che accompagna passo dopo passo il lettore dentro una vita segnata da fratture profonde e tentativi ostinati di ricostruzione.
Questo libro non si limita a ripercorrere una sequenza di ricordi, ma costruisce un intreccio che tocca il vissuto personale, le dinamiche sociali e uno sguardo lucido sulla condizione giovanile. Il risultato è un testo che parla tanto a chi cerca una storia vera quanto a chi lavora nel campo della cultura, della psicologia e delle questioni sociali, compresi i temi dell’arte contemporanea, delle adozioni oltre confine e delle pressioni che gravano sulle nuove generazioni, offrendo numerosi spunti di approfondimento e confronto.
Infanzia spezzata e nuovi inizi tra quattro terre
Alle origini del racconto c’è un bambino che nasce nelle campagne della Ucraina, dove la povertà non è un concetto astratto ma una presenza quotidiana. A tre anni perde la madre in circostanze drammatiche, un trauma che apre la strada all’ingresso in orfanotrofio e a una crescita segnata da mancanze affettive e materiali. In quelle pagine iniziali, Valerio Zezur restituisce con precisione ciò che significa trovarsi improvvisamente solo, senza protezione, in un contesto dove anche il minimo gesto di cura diventa eccezione, e non regola.
Dall’istituto parte un percorso di accoglienza che lo porta in Italia, all’interno di progetti di adozione che gli aprono la possibilità di una nuova famiglia. La sua storia si snoda così tra Sicilia, Lombardia e Veneto, territori che diventano tappe successive di un cammino complesso, fatto di viaggi, lingua da imparare, regole diverse da comprendere. In queste pagine il tema dell’emigrazione si intreccia con quello dell’appartenenza: la ricerca di una casa possibile si scontra con la fatica di sentirsi accettato e di trovare un’identità che tenga insieme origini, affetti e integrazione in contesti sempre nuovi.
Legami fragili, dipendenza affettiva e bisogno di una nuova prospettiva
Nella parte centrale del libro emerge un capitolo particolarmente delicato: una storia d’amore vissuta in adolescenza che l’autore guarda oggi con estrema lucidità. Quel rapporto nasce come rifugio, come tentativo di proteggersi dalle ferite accumulate, ma col tempo si trasforma in qualcosa di oppressivo. Le dinamiche di dipendenza emotiva e di manipolazione psicologica che attraversano quella relazione vengono analizzate senza sconti, con un linguaggio diretto che mette a nudo quanto sia sottile il confine tra bisogno di essere amati e perdita progressiva di sé.
Da questi episodi privati prende forma una riflessione più ampia su cosa significhi crescere con un passato così ingombrante. Pagina dopo pagina, Valerio Zezur descrive la fatica di costruirsi un’immagine stabile di sé, dopo anni segnati da silenzi, strappi e rapporti sbilanciati. Il tono resta sempre asciutto, privo di compiacimento, e proprio per questo risulta ancora più incisivo: attraverso la sua vicenda personale il libro diventa uno specchio della fragilità contemporanea, un tentativo ostinato di immaginare un futuro diverso pur portando sul corpo e nella memoria le cicatrici del passato.
L’arte visiva come riscatto e prolungamento della memoria
Il racconto non segue una linea temporale rigida, ma si muove avanti e indietro tra infanzia, adolescenza, anni della formazione e presente, creando continui rimandi tra luoghi e periodi diversi. Oggi Valerio Zezur vive nel Nordest, dove lavora come artista visivo in uno studio con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo. Negli ultimi anni ha preso parte a numerose esposizioni e collettive, anche oltre i confini nazionali, portando lavori dal forte impatto materico, basati su texture, pigmenti e inserimenti simbolici che dialogano direttamente con gli snodi più significativi della sua autobiografia.
Nel testo l’attività artistica non appare mai come elemento accessorio, ma come il punto in cui le esperienze vissute trovano finalmente una forma. Ogni opera diventa la traduzione visiva di un passaggio biografico, un modo per attraversare l’incubo senza soccombere al buio evocato dal titolo. In questo senso il libro racconta un autentico cammino di cambiamento interiore, in cui la creazione di immagini e materiali si fa mezzo di riscatto personale, occasione per trasformare dolore e mancanza in linguaggi nuovi, condivisibili, capaci di generare dialogo anziché isolamento.
Una voce che non cerca compassione, ma verità
A spingere Valerio Zezur alla scrittura non è stato il desiderio di suscitare commiserazione, ma l’urgenza di mettere ordine in ciò che non riusciva più a restare taciuto. Racconta come il lavoro sul libro gli abbia permesso di dare un nome alle esperienze che lo hanno segnato e di condividerle con chi possa riconoscersi in vicende analoghe. Al centro c’è la ricerca di una verità personale, esposta senza veli, non per chiedere pietà, ma per offrire una testimonianza onesta, capace di risuonare in altre vite.
Nei prossimi mesi il libro diventerà il centro di un calendario di incontri pubblici nelle stesse regioni che hanno scandito il suo percorso in Italia, affiancato da iniziative culturali che metteranno in dialogo pagina scritta e ricerca visiva. Presentazioni, confronti con il pubblico e occasioni di approfondimento accompagneranno l’uscita dell’autobiografia, offrendo ulteriori spazi di ascolto e condivisione. Per informazioni e richieste di contatto è disponibile il numero 3791502276, punto di riferimento per chi desidera seguire da vicino le tappe di questo progetto.
