In un contesto in cui la salute riproduttiva e materna è sempre più centrale nel dibattito pubblico, IVI RMA Global lancia un premio internazionale destinato al terzo settore. Un sostegno economico concreto pensato per dare slancio a chi, sul campo, difende ogni giorno il diritto alle cure e alla genitorialità.
Un riconoscimento globale per il non profit
Il nuovo Global Health Social Impact Award, promosso da IVI RMA Global, riferimento internazionale nel campo della medicina riproduttiva, nasce con un obiettivo preciso: sostenere un singolo progetto non profit dedicato alla salute riproduttiva e materna, mettendo a disposizione un contributo di 50.000 dollari. Il premio, finanziato dalla IVI Foundation, rappresenta uno strumento concreto per trasformare idee e programmi già avviati in interventi ancora più incisivi sui territori in cui operano. Non si tratta soltanto di un sostegno economico, ma di un riconoscimento pubblico al lavoro silenzioso e quotidiano di chi tutela l’accesso alle cure e alla genitorialità.
Il bando è rivolto a organizzazioni non profit che operano in Stati Uniti, Spagna, Italia, Regno Unito e Svezia, realtà impegnate da tempo sul fronte della salute riproduttiva e materna. Per candidarsi è richiesta un’esperienza documentata di almeno due anni, oppure risultati verificabili nel caso di strutture più giovani ma già attive con progetti significativi. Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2025 attraverso il sito ufficiale dell’iniziativa. L’intento è raggiungere realtà radicate nelle comunità locali, ma pronte a fare un salto di qualità grazie a un supporto mirato.
Criteri di valutazione, selezione finale e ruolo dei dipendenti
I progetti che arriveranno in valutazione saranno esaminati da una commissione multidisciplinare, chiamata a giudicare ogni proposta non solo sul piano tecnico ma anche per la sua capacità di produrre cambiamenti duraturi. L’analisi terrà conto dell’impatto sociale già generato o potenziale, della solidità del progetto, della sua sostenibilità nel tempo e del potenziale di crescita nelle comunità coinvolte. Ogni candidatura verrà letta come un tassello possibile di un sistema di cure più equo, inclusivo e accessibile per le persone che oggi faticano ad avvicinarsi ai servizi sanitari essenziali.
Al termine del processo di selezione, il progetto vincitore sarà proclamato nel primo trimestre del 2026, dopo un percorso che prevede anche una votazione interna tra i dipendenti del gruppo IVI RMA Global. Questo coinvolgimento diretto della comunità aziendale aggiunge una dimensione partecipativa alla decisione finale, affiancando la valutazione tecnica della giuria. Come spiega Vicky Vila Vives, responsabile Global ESG and Sustainability del gruppo, l’intento è individuare un’organizzazione che abbia già dimostrato risultati concreti e che, grazie al premio, possa ampliare il proprio raggio d’azione, ottenendo più forza, visibilità e strumenti operativi.
L’impegno di IVI RMA tra clinica, comunità e sostenibilità
Per IVI RMA Global, accompagnare le persone nel percorso verso la genitorialità non significa soltanto offrire trattamenti clinici di alta specializzazione. Come ricorda il Global CEO Javier Sánchez-Prieto, la missione del gruppo include la responsabilità di sostenere iniziative che migliorano in modo tangibile la qualità della vita nelle comunità. Il Global Health Social Impact Award va esattamente in questa direzione, estendendo l’impegno del gruppo al sostegno di realtà sociali che promuovono salute riproduttiva, benessere materno e accesso equo alle cure. L’ambizione è fare in modo che la competenza maturata nelle cliniche si traduca in benefici concreti per la società.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso ESG del gruppo, che nel 2024 ha scelto di aderire al Global Compact delle Nazioni Unite, rafforzando l’impegno a favore di salute, equità e sviluppo sostenibile. Il Global Health Social Impact Award rappresenta uno degli strumenti attraverso cui questa visione prende forma, trasformando principi e linee guida in progetti concreti a beneficio delle persone più vulnerabili. Mettere al centro pazienti, famiglie e comunità non è soltanto una dichiarazione di intenti, ma una strategia che orienta le decisioni e le priorità di investimento.
L’emergenza demografica italiana e la centralità dell’educazione alla fertilità
Il lancio del premio arriva in un momento particolarmente delicato per il nostro Paese, segnato da un calo continuo delle nascite. Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2024 in Italia sono venuti al mondo 369.944 bambini e il tasso di fecondità totale si è fermato a 1,18 figli per donna, un livello che racconta una dinamica demografica sempre più fragile. Dietro questi numeri ci sono scelte rinviate, opportunità mancate, progetti di vita che faticano a trovare le condizioni per realizzarsi. In questo scenario, iniziative capaci di rafforzare l’accesso alle cure e le politiche di informazione sulla fertilità assumono un significato ancora più profondo.
A sollecitare un cambio di passo è anche la SIFES-MR, che nel 2024 ha pubblicato sulla rivista Journal of Assisted Reproduction and Genetics un position statement dedicato alla preservazione della fertilità nel contesto della pianificazione familiare. Il documento richiama l’attenzione sull’esigenza di fornire alle donne indicazioni chiare sui fattori che influenzano la fertilità, sul naturale declino legato all’età e sui rischi associati alla maternità tardiva, affinché le scelte riproduttive siano davvero consapevoli e fondate su evidenze scientifiche solide. Su questa linea si colloca anche la riflessione di Blasco de Felice, Amministratore Delegato di IVI RMA Italia, che individua nel deficit informativo uno degli ostacoli principali: in molti casi le decisioni vengono rinviate senza piena coscienza delle conseguenze. Per questo, sottolinea, investire nell’educazione alla fertilità e sostenere le realtà non profit che se ne occupano diventa un passaggio decisivo per il cambiamento culturale di cui il Paese ha bisogno.
