La voce ruvida e appassionata di Pia Tuccitto torna con “Come Sto? Non lo so”, brano disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio. Una canzone che mette a nudo il sentimento, trasformando le domande più intime in un viaggio sonoro diretto e senza filtri.
Il racconto di un sentimento che non si lascia definire
Nel nuovo singolo, la cantautrice rock interroga la natura stessa del sentimento che anima le nostre vite. Il testo si chiede perché una relazione possa nascere con slancio e poi spegnersi, pur essendo ciò che dà senso al respiro quotidiano. L’amore appare come una forza indispensabile e al tempo stesso inafferrabile, capace di capovolgere certezze e lasciare dietro di sé soltanto domande. La voce di Pia Tuccitto attraversa questi interrogativi con un timbro diretto, senza difese, trasformando la vulnerabilità in energia espressiva.
All’interno del brano il percorso emotivo è frastagliato: si parte dal tormento del chiedersi se l’altra persona sia davvero il grande amore o soltanto un passaggio fugace, per poi aggrapparsi all’idea che possa esistere qualcosa di migliore. Quando le aspettative si incrinano, subentra la tentazione di rifugiarsi nel piacere più immediato, quasi a voler stordire il cuore. Così la romanticità lascia spazio alla dimensione più concreta e fisica del sentimento, dove talvolta si mescolano affetto, vino e desiderio. Sbagliando, la protagonista impara a riconoscersi, ma alla fine resta sospesa nella stessa domanda che dà il titolo alla canzone: “Come sto? Non lo so”.
Una veste sonora che unisce cinema e rock
La struttura musicale di “Come Sto? Non lo so” nasce dall’incontro tra la scrittura di Pia Tuccitto e la chitarra di Luca Longhini, storico collaboratore. Insieme hanno costruito un tessuto sonoro rock, dove le chitarre sostengono con decisione l’alternanza tra fragilità e rabbia, creando un andamento che segue da vicino le oscillazioni del testo. Ogni passaggio sembra cucito per accompagnare le parole, esaltandone i contrasti e le improvvise aperture emotive. La musica non consola, ma amplifica le crepe e le possibilità del sentimento raccontato.
Gli arrangiamenti, curati insieme a Frank Nemola, richiamano esplicitamente l’immaginario di Pulp Fiction, con scelte timbriche che disegnano un’atmosfera rarefatta e quasi allunata. Le registrazioni si svolgono all’interno del Montecalvo Studio (Bo), dove il lavoro di produzione modella ogni dettaglio sonoro perché aderisca al clima inquieto del brano. La distribuzione è affidata a Distrokid, che ne accompagna l’uscita al pubblico, proiettando questa canzone in uno spazio che unisce suggestioni cinematografiche e urgenza rock, senza snaturarne l’impronta personale nel panorama contemporaneo.
Quindici anni di palchi condivisi con Vasco Rossi
Il percorso di Pia Tuccitto affonda le sue radici nel 1993, quando entra a far parte del team di Vasco Rossi. Da quel momento prende forma una collaborazione durata quindici anni, nel corso della quale la cantautrice ha potuto misurarsi con la dimensione dei grandi eventi e con un pubblico abituato a un rock viscerale. Quei palchi condivisi hanno rappresentato una palestra irripetibile, dove affinare presenza scenica, scrittura e capacità di trasformare le emozioni in canzoni dal forte impatto live.
In quegli anni, l’artista calca i palchi di appuntamenti di primo piano, come tre edizioni dell’Heineken Jammin’ Festival e il Rock R’evolution, oltre ai concerti in cui apre le date dei tour di Vasco Rossi. Questa esperienza la mette di fronte alla realtà dei grandi numeri, tra folle oceaniche e ritmi serrati, imponendole una disciplina professionale rigorosa. L’abitudine a confrontarsi con contesti così esigenti segna in profondità il suo modo di intendere il rock, sempre pensato per essere vissuto anche dal vivo, in un rapporto diretto con chi ascolta.
Dischi, scrittura per altri e una voce riconoscibile
Parallelamente all’attività sul palco, Pia Tuccitto costruisce un catalogo autoriale importante, che attira l’attenzione di interpreti di primo piano. Alcune sue canzoni entrano nel repertorio di Patty Pravo, Irene Grandi e dello stesso Vasco Rossi, confermando la capacità di scrivere brani che altri artisti sentono propri. La cantautrice pubblica anche tre album, “Un segreto che”, “Urlo” e “Romantica io”, affiancati da numerosi singoli che ne raccontano le diverse stagioni artistiche. Ogni uscita discografica aggiunge un tassello a un’identità che rimane sempre ancorata a un rock emotivo e diretto.
Nuovi brani, progetti trasversali e un album all’orizzonte
Negli ultimi anni la ricerca espressiva di Pia Tuccitto si allarga oltre i confini della musica registrata, abbracciando arte, fotografia e teatro. Nasce così lo spettacolo “ioelei”, realizzato in collaborazione con Federica Lisi Bovolenta, che intreccia parole, immagini e suono mettendo al centro l’esperienza personale e ottenendo un riscontro significativo. Questa dimensione multidisciplinare le permette di esplorare nuove forme di racconto, senza rinunciare all’energia rock che l’ha sempre contraddistinta, ma declinandola in contesti diversi e spesso più intimi rispetto ai grandi palchi, dove il contatto con il pubblico assume sfumature nuove.
All’interno di questo percorso trovano spazio brani come Cento e 1000 lacrime, Ora puoi volare, W la Libertà con Augusta Melisi, Un aiuto speciale con Rosy Velasco, Le corna in testa ed È inutile parlare, fino al singolo “Come Sto? Non lo so”. Queste tracce, diverse per atmosfere ma unite da una stessa urgenza espressiva, preparano il terreno a una serie di nuove pubblicazioni che condurranno al prossimo album dell’artista. È un cammino in continua evoluzione, nel quale ogni canzone apre una porta sulle sfumature più segrete dei sentimenti.
