Per tre giorni di fine novembre, Roma apre le porte a un universo cinematografico quasi sconosciuto: le Giornate di Cinema Kazako. Alla Casa del Cinema, il pubblico italiano potrà incontrare storie, volti e immaginari del Kazakistan, in una prima edizione pensata come punto di partenza per un dialogo duraturo.
Uno sguardo inedito sul cinema del Kazakistan
Il Kazakistan, nodo nevralgico dell’Asia centrale, possiede una tradizione culturale stratificata che ancora fatica a raggiungere l’Italia. La sua produzione cinematografica, pur vivendo una fase di rapida espansione e di crescente diversificazione, resta quasi del tutto assente dai nostri schermi. Da questa distanza nasce la scelta di costruire una rassegna organica, capace di offrire uno sguardo diretto su autori, temi e linguaggi, restituendo al pubblico la complessità di un paese raramente raccontato attraverso il grande schermo. Un vuoto che la nuova iniziativa sceglie di affrontare con decisione.
Le Giornate di Cinema Kazako nascono proprio da questa urgenza: non propongono una semplice serie di proiezioni, ma un progetto pensato per intrecciare relazioni concrete tra Italia e Kazakistan. Ogni appuntamento viene immaginato come spazio di confronto tra chi i film li realizza e chi li guarda, creando contatti diretti fra professionisti delle due industrie, favorendo scambi di idee, percorsi comuni e possibili collaborazioni in ambito cinematografico e audiovisivo, in un’ottica di lungo periodo. Questa impostazione definisce fin da subito il carattere della manifestazione.
Varant Film, KazakhFilm e il sostegno istituzionale
A rendere possibile questo progetto è Varant Film, che firma l’iniziativa in qualità di produttore insieme alla KazakhFilm Studio e con il supporto dell’Ambasciata della Repubblica del Kazakistan in Italia. La prima edizione delle Giornate è concepita come evento di tre giorni, espressamente dedicato a far conoscere al pubblico italiano la cultura e la società del Kazakhstan, presentate attraverso opere che ne riflettono sensibilità, cambiamenti e aspirazioni contemporanee. Un obiettivo che guida ogni scelta curatoriale, dalla selezione dei titoli alla struttura degli incontri.
Al centro di questa impostazione ci sono i fondatori di Varant Film, Yeva Varenitsina e Jacopo Olmo Antinori, che firmano la rassegna come produttori. Nelle loro parole il Kazakhstan appare come un paese vibrante, dotato di un tessuto sociale dinamico e di un futuro ricco di prospettive, in particolare nei settori del cinema, dell’audiovisivo e dell’intrattenimento. Convinti che la collaborazione tra i due paesi possa generare risultati significativi, scelgono di muoversi da pionieri per valorizzare un potenziale ancora inesplorato, auspicando una partecipazione ampia, sia di operatori del settore sia di semplici cinefili curiosi, e immaginando queste giornate come primo passo verso uno scambio culturale ed economico realmente proficuo.
Tre pomeriggi alla Casa del Cinema
La sede scelta per questa prima edizione è la Casa del Cinema di Roma, in particolare la Sala Cinecittà, che dal 24 al 26 novembre ospiterà il cuore della manifestazione. In ciascuna delle tre date il programma occuperà la fascia oraria dalle 16:30 alle 20:00, trasformando il pomeriggio in un tempo dedicato all’ascolto e alla visione, lontano dalla frenesia quotidiana e adatto a un pubblico eterogeneo. Una scansione pensata per permettere agli spettatori di seguire con calma ogni attività proposta.
Questi tre appuntamenti consecutivi sono costruiti per accogliere gli spettatori in un contesto caldo e partecipato, in cui le proiezioni non restano isolate ma si affiancano a momenti di confronto con gli ospiti. L’idea è quella di far convivere, in uno stesso spazio e in un arco di tempo contenuto, il buio della sala e la parola condivisa, così che ogni film possa prolungarsi in riflessioni e racconti. Un modo per rendere il pubblico protagonista attivo dell’esperienza cinematografica di giornata.
Un formato pensato per il dialogo
Ogni giornata è interamente dedicata a un solo titolo, così da permettere un’immersione piena nell’universo narrativo proposto. Prima della proiezione è previsto un momento introduttivo che potrà assumere la forma di panel, conversazione o breve forum, pensato per offrire strumenti di lettura del film, del suo linguaggio e del contesto storico o sociale cui si riferisce. La struttura, volutamente semplice, mira a raccontare il Kazakistan attraverso il suo cinema e, allo stesso tempo, quel cinema attraverso le persone che lo realizzano.
Al termine di ciascuna proiezione è prevista una sessione di domande e risposte, durante la quale il pubblico potrà rivolgersi direttamente ai talent kazaki e italiani presenti in sala. Non si tratta di una semplice formalità, ma di uno spazio in cui curiosità, emozioni e perplessità trovano voce, permettendo a chi assiste di confrontarsi con registi, interpreti o produttori e di cogliere più da vicino i processi creativi e le scelte che stanno dietro ai film presentati nel corso della manifestazione.
Tre film per raccontare generazioni e storie
Il programma attraversa tre opere molto diverse tra loro, scelte per restituire la varietà del panorama kazako contemporaneo. “Ancora una volta” (2025) apre idealmente il percorso con una storia di formazione ambientata nel presente, che utilizza il meccanismo narrativo del tempo che si ripete per mettere un giovane protagonista di fronte alle proprie responsabilità e alle proprie radici, costringendolo a interrogarsi su ciò che vuole diventare e su ciò da cui proviene. Un viaggio interiore che approfondisce il legame tra scelte personali e memoria familiare.
Di tutt’altro respiro è “La strada verso la madre” (2016), che segue il destino di un’intera famiglia lungo decenni tumultuosi della storia kazaka. Attraverso le trasformazioni collettive, il film mantiene al centro la figura materna, presentata come forza silenziosa ma incrollabile, capace di attraversare guerre, separazioni e difficoltà senza perdere la propria capacità di proteggere e unire, fino a diventare il vero punto di riferimento emotivo per tutti i personaggi coinvolti. Una narrazione che intreccia memoria familiare e destino collettivo.
Epica storica e prospettive future
Con “I mille giovani eroi” (2012) lo sguardo si sposta nel XVIII secolo, in un racconto epico che mette al centro un gruppo di giovani guerrieri. Attraverso le loro imprese, il film celebra il coraggio e l’identità nazionale, offrendo una prospettiva storica che si affianca ai racconti più recenti e contribuisce a comporre un quadro ampio e sfaccettato delle vicende kazake nel tempo. Ponendo in dialogo il passato eroico con le narrazioni contemporanee proposte dalla rassegna nel corso delle tre giornate.
Al di là dei singoli titoli, le Giornate di Cinema Kazako nascono con un obiettivo preciso: presentare al pubblico italiano la profondità della storia, la ricchezza culturale e la bellezza dei paesaggi del Kazakistan, mettendo al tempo stesso in evidenza la qualità tecnica e l’energia creativa della sua industria cinematografica. È un appuntamento che guarda alle radici senza nostalgia, con l’intenzione di aprire una relazione stabile tra i due paesi, capace di proseguire ben oltre queste prime tre giornate romane e di generare nuovi percorsi condivisi.
