La candidatura della Città Caudina a Capitale italiana della cultura 2028 prende corpo in un percorso condiviso che unisce istituzioni, associazioni e cittadini. Un cammino che, tra incontri pubblici, laboratori e iniziative diffuse, prova a reinventare il futuro di una valle interna, trasformando fragilità antiche in un progetto collettivo di cultura e sviluppo.
Una valle che si riconosce in un’unica città
La candidatura ufficiale della Città Caudina a Capitale Italiana della Cultura 2028 è stata depositata presso il Ministero della Cultura nel settembre 2025 e oggi corre accanto ad altre ventitré realtà del Paese. L’obiettivo dichiarato è entrare nella rosa delle dieci finaliste che saranno annunciate il 18 dicembre, per poi continuare il percorso di selezione fino alla proclamazione prevista per marzo 2026. In questo arco di tempo il territorio ha scelto di raccontarsi non con slogan, ma con processi concreti di partecipazione, mettendo alla prova idee, alleanze e responsabilità condivise.
La Città Caudina nasce dall’alleanza tra quattordici comuni delle province di Avellino e Benevento: Montesarchio, Cervinara, Airola, Sant’Agata de’ Goti, Bucciano, Arpaia, Pannarano, Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Forchia, Paolisi, Moiano, Bonea e Rotondi. Non si tratta più di una semplice denominazione geografica, ma di una vera città diffusa che sceglie di riconoscersi come unica comunità. Qui l’identità metrorurale, insieme rurale e policentrica, diventa occasione per superare antiche frammentazioni amministrative e provare modelli di governo condiviso, capaci di restare in eredità oltre il traguardo del 2028.
Il cuore del progetto «Città Caudina. Terra Futura. Europa abita qui»
Al centro di questo percorso c’è il progetto «Città Caudina. Terra Futura. Europa abita qui», raccontato nel dossier curato da Leandro Pisano, Giacomo Porrino e Alessandra Panzini. In queste pagine la parola Europa non è un fondale generico, ma una presenza che affonda le radici nella storia del territorio. La Valle Caudina dialoga da secoli con il continente attraverso grandi opere e patrimoni riconosciuti: dalla via Appia all’Acquedotto Carolino, fino al celebre Vaso di Assteas con il “Ratto di Europa”, testimonianze di un luogo che è stato corridoio naturale di scambi tra Tirreno e Adriatico.
Su questa eredità si innesta una visione che guarda al futuro. La candidatura propone la Valle Caudina come laboratorio territoriale in cui sperimentare, in scala concreta, le grandi sfide europee: transizione ecologica e digitale, coesione sociale, innovazione dei sistemi agroalimentari e dei paesaggi rurali. Qui la cultura non è ornamento, ma leva per rigenerare le aree interne, trasformando una posizione percepita come marginale in risorsa. Con un programma culturale articolato, una governance partecipativa e una prospettiva di lungo periodo, Città Caudina 2028 ambisce a diventare un modello replicabile per altre comunità italiane ed europee, dimostrando che “Europa abita qui” può essere una promessa mantenuta.
Questa tensione verso il futuro è racchiusa anche nel nuovo logo, ideato da Hammer Design Brand Experience, che rappresenta graficamente l’identità policentrica del territorio caudino. Una costellazione di luoghi e comunità, collegati tra loro da linee dinamiche, suggerisce l’immagine di una rete viva che produce cultura, innovazione e progetto. Ogni nodo di questa rete è un paese, una storia, una competenza che entra in relazione con le altre, disegnando una mappa in cui il senso di appartenenza si intreccia con l’apertura verso l’esterno.
Una comunità in movimento e una governance condivisa
Attorno alla candidatura si è raccolta una comunità ampia e composita. Il Comitato Civico della Città Caudina riunisce più di novanta associazioni del territorio, impegnate a condividere esperienze e a costruire percorsi davvero collaborativi. Nei loro incontri la cultura e le competenze diventano il centro di un lavoro paziente di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale. Non è solo un sostegno formale alla candidatura, ma un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva, in cui ognuno porta una parte di sé e del proprio sapere.
Accanto al tessuto associativo opera un articolato Comitato promotore, composto da oltre cinquanta soggetti pubblici e privati. Nel tempo questo nucleo si è allargato, accogliendo realtà di grande rilievo come l’Archivio di Stato di Benevento e Caserta, il Museo Campano di Capua, diverse università italiane ed europee, la Reggia di Caserta, il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, la Fondazione Pietà de Turchini, i Parchi Regionali e il Museo Nazionale del Sannio Caudino. Una trama di istituzioni che intreccia ricerca, memoria, musica e paesaggio.
A coordinare questo sistema complesso è stata istituita una Cabina di Regia che accompagna la candidatura passo dopo passo. Di recente ne fanno parte anche il GAL Partenio e il GAL Taburno, realtà che da anni lavorano sullo sviluppo locale e che oggi portano nella Città Caudina competenze strategiche sulla dimensione rurale. L’idea è costruire una governance capace di tenere insieme visioni differenti, far dialogare amministrazioni, imprese e terzo settore e predisporre strumenti che, dopo il percorso per il 2028, possano rafforzare l’architettura istituzionale dell’intera valle.
Verso la Comunità di Pratica: agricoltura, cultura e innovazione a Cervinara
In questo quadro si inseriscono le giornate del 28 e 29 novembre presso la Sala della Cultura di Cervinara, dedicate all’incontro intitolato «Verso la Comunità di Pratica: agricoltura, cultura e innovazione». Per due giorni esperti di rilievo nazionale, attivi nei campi della rigenerazione territoriale, comunitaria ed economica, si confronteranno con gli stakeholder locali. Al centro del dialogo ci saranno agricoltura, innovazione digitale, cultura, turismo e welfare, letti da prospettive inedite. L’iniziativa è aperta a tutti e vuole costruire una rete multiattoriale capace di immaginare un modello di sviluppo metrorurale che metta in relazione operatori economici, istituzioni ed enti del terzo settore.
L’appuntamento è promosso da Marchingegno, in collaborazione con la Fondazione Symbola, il GAL Partenio e il GAL Taburno, con il supporto delle associazioni Terra Mia APS e Interzona APS, nell’ambito del programma «Transizione Ecologica degli Organismi Culturali e Creativi», finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU. Il confronto mira ad affrontare le tante sfide condivise dalla valle: la progressiva marginalizzazione, il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, il patrimonio che rischia l’abbandono, la crisi climatica in corso e la necessità di individuare modelli di sviluppo più sostenibili, coerenti con le risorse del territorio e con i desideri delle comunità che lo abitano.
Ad aprire i lavori di venerdì 28 novembre, alle 9.30, saranno i saluti istituzionali di Salvatore Guerra, commissario straordinario del Comune di Cervinara, di Pasquale Fucci, presidente dell’Unione dei Comuni Città Caudina, di Carmine Fusco, presidente del GAL Taburno, e di Luca Beatrice, presidente del GAL Partenio. A seguire interverranno gli autori del dossier di candidatura, Leandro Pisano, Giacomo Porrino e Alessandra Panzini, insieme a esperti nazionali come Fabio Renzi, Alessandro Leon, Serena Tarangioli, Antonio Leoni, Franco Bianchini, Emma Taveri, Vincenzo Tenore e Maurizio Reveruzzi, portando sguardi e competenze differenti sul futuro della valle.
La sessione di sabato 29 novembre, sempre alle 9.30, sarà coordinata da Filippo Tantillo, ricercatore di INAPP e consulente SNAI. Al centro ci sarà una tavola rotonda di buone pratiche locali e nazionali, con la partecipazione di associazioni di categoria, imprese e operatori dei settori agricolo, vitivinicolo, culturale, turistico e tecnologico. Nel corso delle due giornate ampio spazio sarà dedicato ai laboratori per definire visione, valori e road map della nascente Comunità di Pratica. Per prendere parte agli incontri è richiesta la registrazione tramite il sito ufficiale della candidatura Città Caudina 2028.
Un calendario diffuso tra arte, natura e innovazione
Accanto alle giornate di Cervinara, la candidatura della Città Caudina si arricchisce di un programma di eventi diffusi, in calendario dal 28 novembre al 14 dicembre, che abbracciano le province di Caserta, Avellino e Benevento. Gli appuntamenti toccano luoghi simbolici come la Reggia di Caserta, Airola, Rotondi, Sant’Agata de’ Goti, Moiano e la Valle di Maddaloni. Incontri, camminate, conferenze e attività culturali mettono al centro arte e storia, cultura e ambiente, natura e agricoltura, innovazione digitale, turismo e welfare, aprendo spazi di confronto aperti alla cittadinanza.
Questo calendario non è una semplice sequenza di appuntamenti, ma il tentativo di dare forma, giorno dopo giorno, a una comunità di pratica che sta nascendo sul territorio. Ogni incontro diventa occasione per mettere in relazione mondi diversi, far emergere competenze spesso silenziose, ascoltare voci che raramente trovano spazio nei contesti istituzionali. Attraverso il movimento tra paesi, vallate e luoghi simbolici, la candidatura prende corpo come esperienza condivisa, e il pubblico è chiamato a esserne parte, non solo spettatore, ma protagonista.
Le iniziative dedicate alle nuove generazioni
Particolare attenzione è riservata ai più giovani. Il 26 e 27 novembre, in occasione dell’evento nazionale «FAI per le scuole», gli studenti di Sant’Agata de’ Goti, Moiano e Airola vestiranno i panni di piccole guide per accompagnare altri studenti alla scoperta dei monumenti del territorio. In questa esperienza di educazione tra pari, i ragazzi raccontano luoghi che spesso vedono ogni giorno, ma che grazie allo studio e alla narrazione assumono nuovi significati, rafforzando il senso di appartenenza e la consapevolezza del valore del proprio paesaggio.
La cultura che guarda all’Europa: Airola e la Reggia di Caserta
Il 6 dicembre la candidatura farà tappa ad Airola, nella suggestiva Chiesa dell’Annunziata, dove alle 19 è in programma l’incontro curato da Giacomo Porrino dal titolo «Col naso all’insù vedi l’Europa. Giacomo del Po’ e la Città Caudina». L’appuntamento invita il pubblico a sollevare lo sguardo, a leggere nelle opere di Giacomo del Po’ il dialogo tra il territorio caudino e l’orizzonte europeo evocato dal progetto. Una riflessione sul modo in cui l’arte può raccontare, prima delle parole, i legami profondi tra luoghi diversi.
Un altro momento chiave è previsto per il 10 dicembre, alle 11, alla Reggia di Caserta, con l’iniziativa «La Reggia di Caserta incontra la Città Caudina». La direttrice Tiziana Maffei presenterà l’evento e, insieme ad altri esperti, approfondirà i temi della candidatura, offrendo riflessioni inedite sul legame tra la Reggia e la Valle Caudina. L’incontro intreccia la dimensione monumentale di uno dei complessi più rappresentativi del patrimonio italiano con la sfida delle aree interne, dimostrando come la cultura possa tenere insieme centro e periferia, passato e futuro.
Paesaggi in cammino tra Rotondi, Valle di Maddaloni e Reggia
Gli amanti della natura troveranno nel calendario due appuntamenti proposti dalle sezioni del CAI di Benevento, Avellino e Caserta. Il primo è in programma il 30 novembre, alle 18, al Teatro comunale di Rotondi, dove si terrà l’incontro intitolato «Del paesaggio in cammino», dedicato al recupero della nozione di naturalismo. Sarà un momento per interrogarsi sul modo in cui il paesaggio, con i suoi sentieri e le sue stratificazioni, può diventare esperienza consapevole e non semplice sfondo, intrecciando sguardo ecologico, storia locale e desiderio di cura dei luoghi.
Il secondo appuntamento è previsto per il 14 dicembre, con una passeggiata patrimoniale che dal Ponti della Valle, nella Valle di Maddaloni, condurrà fino alla Reggia di Caserta. L’iniziativa, su prenotazione attraverso i canali del CAI Caserta, permetterà ai partecipanti di attraversare paesaggi che raccontano il rapporto tra opere d’ingegneria, campagna e insediamenti umani. Camminare lungo questo percorso diventa un modo per sentire sulla propria pelle la continuità tra storia e presente. Tutti gli eventi del programma sono a ingresso gratuito, scelta che rende davvero accessibile a tutti questo cammino condiviso verso il 2028.
