Connect with us
20:51 Cirò Marina, un giorno per ascoltare la Calabria dell’olio e dei ricordi 20:50 Posillipo, Real Estate Revolution apre il suo nuovo presidio di pregio 18:37 Roma, l’hotel che trasforma la lobby in galleria d’arte 18:37 Minosse, il nuovo viaggio pop di Manuel Santini tra inferni interiori 18:37 Junkan Dojo, medaglie e crescita alla Coppa Shotokan di Bassano 18:37 Tre notti di musica e sapori: il weekend del Frontemare Rimini 18:37 ABBA e solidarietà: Torre del Lago canta per gli ospedali 18:36 Konstantin Lifschitz a Roma: un viaggio pianistico dentro Bach 13:06 “Resta qui è Natale”, il canto di Don Cosimo per chi soffre 12:58 7Even, il manifesto dei peccati generazionali di Luca Taglioni 12:57 Nuova era per The Beach Luxury Club: Sharm si accende nel 2026 12:57 Dieci party di dicembre accendono il Circus beatclub Brescia 12:57 Alberico Lombardi, una notte tra voci e coscienze 12:57 CityLife chiama i giovani artisti digitali nel segno di Zaha Hadid 12:57 Sicilitudine, il nuovo viaggio di Saitta tra radici e lontananza 12:56 Nuova sede AIC a Roma, laboratorio delle sfide agricole italiane 12:06 Un posto al sole, anticipazioni dal 15 al 19 dicembre 2025 09:48 Lupin e i Nerd Bori: notte di cinema al The Space Roma 09:47 Norimberga in anteprima a Firenze, dialogo in sala con Michela Ponzani 09:47 Fashion Gold Christmas illumina il Natale glamour di Gragnano 22:04 Vite allo specchio nella stanza d’albergo di Camera 701 21:41 Musk contro l’UE: “Va abolita”, la reazione alla maxi multa da 120 milioni contro X 21:23 Solidarietà dell’8 dicembre per i bambini ucraini di Cascina Torta con FIGC e... 20:04 Napoli, storie in pellicola: libri, comunità e digitale a Porta Capuana 20:03 TellyWine, il vino italiano diventa racconto digitale in tasca 20:03 Capodanno a teatro, a Roma una festa di famiglia con Babbo Natale 14:45 La Promessa, anticipazioni dal 15 al 21 dicembre 2025 11:39 A Maddaloni il talento dei futuri maitre illumina l’AMIRA School Prize 11:37 Napoli, un Natale di incontri sul mare: teatro, musica e racconti 11:37 A Grottaglie il presepe diventa specchio del nostro tempo 09:32 Napoli in un bicchiere: Casolaro trasforma i simboli in design 23:44 Il Paradiso delle Signore non va in onda lunedì 8 dicembre 2025 22:42 La forza di una Donna, anticipazioni dall’8 al 13 dicembre 2025 21:18 Chiude il PENNY Market di Curti: domenica 7 dicembre 2025 serrande abbassate, a breve... 21:01 Alex Gargano, la voce partenopea che conquista palchi e schermi 14:05 Terza edizione del Premio Rispetto e Amore in Campidoglio per i diritti degli animali 13:12 Il Paradiso delle Signore, anticipazioni dal 15 al 19 dicembre 2025 11:28 Mille proiettili sul velo: la sposa di Molaro sfila per la pace 11:28 Demons live show, Maldestro trasforma il Teatro Arcas in rito collettivo 11:28 Vietri sul Mare celebra cucina, artigiani e biodiversità verso l’UNESCO 23:54 A teatro Napoli ricorda Lino Romano e le vittime innocenti 23:54 Salgari e la fantascienza, lezione aperta nel cuore di Napoli 23:53 Natale in vinile tra le vigne vulcaniche delle Cantine Astroni 20:27 Verduno, scontro politico sul primo atto di nascita omogenitoriale 19:53 Librerie.cloud, il nuovo hub digitale solidale per le librerie indipendenti 19:53 Meka Home Design, dove l’arredo diventa progetto di vita 16:39 Natale in scena a Massarosa: bambini, musica e sogni al Manzoni 16:39 Al Cinema delle Provincie, quattro film tra ferite e coraggio 16:39 Natale solidale alla Galleria Alberto Sordi, tra luci e sorrisi di bimbi 22:07 Al Cinema Adriano la regia secondo Mainetti conquista gli studenti 22:06 Steve McCurry racconta l’Umbria: sessanta scatti a Montefalco 22:06 Immagini in cattedra: un webinar per ridisegnare il racconto della ricerca 22:06 Nuovo volo Wizz Air: Roma Fiumicino apre la porta su Oradea e Transilvania 22:06 Federitaly premia le Frecce Tricolori, icona del Made in Italy 22:05 Capire i contratti per comprare arte: webinar il 16 dicembre 22:05 A Edenlandia il Natale si gioca in scatola 22:05 Natale al Campania: shopping in gioco con gift card fino a 3.000€ 22:05 Inside Gargano, il promontorio si accende di storie e di luce 13:12 Dicembre al River House: cinque notti per salutare l’anno in pista 13:11 Ben DJ, dicembre a tutto ritmo tra club esclusivi e party di lusso 13:10 Iris Global debutta in Italia con l’assistenza viaggio su misura 13:07 Roma DOC, il nuovo sigillo di Stato che racconta e difende il vino laziale 13:07 Dario Gay, il deserto e le scelte: nasce L’Effetto 13:06 Radio Kiss Kiss accende l’onda solidale del Natale 13:06 Tecnocasa accelera: semestre positivo trainato da credito e case 12:35 R3V@LUT1@N, il thriller immersivo di Corrado Ardone che si vive in prima persona a Napoli 12:27 Il cammino interiore di Ivan Leonardo Velardi nel libro L’essenza Divina che vive dentro... 12:15 AFF25 ad Afragola, edizione da record tra cinema, arti visive e memoria civile 11:31 Roma riscopre il grottesco di Mrożek tra pagina e scena 11:31 Bonus elettrodomestici, dicembre decisivo tra fondi residui e attese 11:31 A Milano il nuovo master in intelligence firmato Pollari-Bacini 11:31 Tra farina e filari: una mattina di gusto alle Cantine Astroni 11:31 Ercole Olivario, a Perugia sfilano le migliori olive d’Italia 11:30 Marco Masini, 35 anni di musica e oro per T’innamorerai 11:30 Italo-discendenti tra Italia e Usa, cittadinanza a un bivio globale 11:30 Il femminile che trasforma: il viaggio di Una donna potente 23:02 Da Laura: una cena vesuviana tra baccalà, calici e racconti 23:01 Il Golfo rilancia Rabat: via politica per il Sahara marocchino 19:48 Caduta Libera riparte con una nuova faccia in preserale: cosa cambia e cosa aspettarsi 19:44 Tommy Parisi lancia “Malasuerte” dal carcere: il singolo del 20 dicembre e la forza di... 19:40 Ponte dell’Immacolata 2025: l’8 dicembre di lunedì e quel bisogno improvviso di staccare 19:36 Jodie Foster torna in sala con Vita privata: quando un “suicidio” non convince più nessuno 19:32 Farmaci anti-obesità e OMS: la guida globale sui GLP-1 che rimette al centro cura e... 18:10 Dal fondo Vita Nascente al Reddito di maternità: il piano piemontese 18:09 Dal bullismo alla rinascita: la scrittura che rende visibili 17:00 EuroChem chiama in causa MAIRE: dubbi sulla trasparenza dei rischi russi 16:59 Salvatore Palermo canta l’amore che resiste alle prove della vita 16:39 Bari, un patto condiviso per ripensare l’educazione da 0 a 6 anni 16:37 Nerone, un nuovo inverno di fuoco: annunciato il Winter Tour 2026 16:36 Il labirinto muto dei libri: Meneghello dialoga con Borges 16:11 Natale di stile da Nalì: regali brillanti a Via Chiaia 16:07 Dodici gioielli, dodici storie: il nuovo calendario 2026 Ileana della Corte 16:07 Skifidol Brainrot, l’alleanza con Panini che punta a conquistare l’Europa 14:50 Dall’Italia ad Abu Dhabi: tre voci che ridisegnano i media globali 13:51 Roma, il mare in fiera: il salone della piccola nautica italiana 13:28 Una canzone per la Terra: Save Soil dà voce alla crisi del suolo 13:18 Cheetah e non solo: ponte dell’Immacolata all’Hotel Costez 13:17 Mario Ermito porta il suo “ME” sul palco del Teatro Sala Raffaello 13:16 Il Pagante accende il River House: notte di Winter tour a Soncino 13:16 Veloce, il nuovo viaggio di Mauro Ermanno Giovanardi nel tempo 20:51 Cirò Marina, un giorno per ascoltare la Calabria dell’olio e dei ricordi 20:50 Posillipo, Real Estate Revolution apre il suo nuovo presidio di pregio 18:37 Roma, l’hotel che trasforma la lobby in galleria d’arte 18:37 Minosse, il nuovo viaggio pop di Manuel Santini tra inferni interiori 18:37 Junkan Dojo, medaglie e crescita alla Coppa Shotokan di Bassano 18:37 Tre notti di musica e sapori: il weekend del Frontemare Rimini 18:37 ABBA e solidarietà: Torre del Lago canta per gli ospedali 18:36 Konstantin Lifschitz a Roma: un viaggio pianistico dentro Bach 13:06 “Resta qui è Natale”, il canto di Don Cosimo per chi soffre 12:58 7Even, il manifesto dei peccati generazionali di Luca Taglioni 12:57 Nuova era per The Beach Luxury Club: Sharm si accende nel 2026 12:57 Dieci party di dicembre accendono il Circus beatclub Brescia 12:57 Alberico Lombardi, una notte tra voci e coscienze 12:57 CityLife chiama i giovani artisti digitali nel segno di Zaha Hadid 12:57 Sicilitudine, il nuovo viaggio di Saitta tra radici e lontananza 12:56 Nuova sede AIC a Roma, laboratorio delle sfide agricole italiane 12:06 Un posto al sole, anticipazioni dal 15 al 19 dicembre 2025 09:48 Lupin e i Nerd Bori: notte di cinema al The Space Roma 09:47 Norimberga in anteprima a Firenze, dialogo in sala con Michela Ponzani 09:47 Fashion Gold Christmas illumina il Natale glamour di Gragnano 22:04 Vite allo specchio nella stanza d’albergo di Camera 701 21:41 Musk contro l’UE: “Va abolita”, la reazione alla maxi multa da 120 milioni contro X 21:23 Solidarietà dell’8 dicembre per i bambini ucraini di Cascina Torta con FIGC e... 20:04 Napoli, storie in pellicola: libri, comunità e digitale a Porta Capuana 20:03 TellyWine, il vino italiano diventa racconto digitale in tasca 20:03 Capodanno a teatro, a Roma una festa di famiglia con Babbo Natale 14:45 La Promessa, anticipazioni dal 15 al 21 dicembre 2025 11:39 A Maddaloni il talento dei futuri maitre illumina l’AMIRA School Prize 11:37 Napoli, un Natale di incontri sul mare: teatro, musica e racconti 11:37 A Grottaglie il presepe diventa specchio del nostro tempo 09:32 Napoli in un bicchiere: Casolaro trasforma i simboli in design 23:44 Il Paradiso delle Signore non va in onda lunedì 8 dicembre 2025 22:42 La forza di una Donna, anticipazioni dall’8 al 13 dicembre 2025 21:18 Chiude il PENNY Market di Curti: domenica 7 dicembre 2025 serrande abbassate, a breve... 21:01 Alex Gargano, la voce partenopea che conquista palchi e schermi 14:05 Terza edizione del Premio Rispetto e Amore in Campidoglio per i diritti degli animali 13:12 Il Paradiso delle Signore, anticipazioni dal 15 al 19 dicembre 2025 11:28 Mille proiettili sul velo: la sposa di Molaro sfila per la pace 11:28 Demons live show, Maldestro trasforma il Teatro Arcas in rito collettivo 11:28 Vietri sul Mare celebra cucina, artigiani e biodiversità verso l’UNESCO 23:54 A teatro Napoli ricorda Lino Romano e le vittime innocenti 23:54 Salgari e la fantascienza, lezione aperta nel cuore di Napoli 23:53 Natale in vinile tra le vigne vulcaniche delle Cantine Astroni 20:27 Verduno, scontro politico sul primo atto di nascita omogenitoriale 19:53 Librerie.cloud, il nuovo hub digitale solidale per le librerie indipendenti 19:53 Meka Home Design, dove l’arredo diventa progetto di vita 16:39 Natale in scena a Massarosa: bambini, musica e sogni al Manzoni 16:39 Al Cinema delle Provincie, quattro film tra ferite e coraggio 16:39 Natale solidale alla Galleria Alberto Sordi, tra luci e sorrisi di bimbi 22:07 Al Cinema Adriano la regia secondo Mainetti conquista gli studenti 22:06 Steve McCurry racconta l’Umbria: sessanta scatti a Montefalco 22:06 Immagini in cattedra: un webinar per ridisegnare il racconto della ricerca 22:06 Nuovo volo Wizz Air: Roma Fiumicino apre la porta su Oradea e Transilvania 22:06 Federitaly premia le Frecce Tricolori, icona del Made in Italy 22:05 Capire i contratti per comprare arte: webinar il 16 dicembre 22:05 A Edenlandia il Natale si gioca in scatola 22:05 Natale al Campania: shopping in gioco con gift card fino a 3.000€ 22:05 Inside Gargano, il promontorio si accende di storie e di luce 13:12 Dicembre al River House: cinque notti per salutare l’anno in pista 13:11 Ben DJ, dicembre a tutto ritmo tra club esclusivi e party di lusso 13:10 Iris Global debutta in Italia con l’assistenza viaggio su misura 13:07 Roma DOC, il nuovo sigillo di Stato che racconta e difende il vino laziale 13:07 Dario Gay, il deserto e le scelte: nasce L’Effetto 13:06 Radio Kiss Kiss accende l’onda solidale del Natale 13:06 Tecnocasa accelera: semestre positivo trainato da credito e case 12:35 R3V@LUT1@N, il thriller immersivo di Corrado Ardone che si vive in prima persona a Napoli 12:27 Il cammino interiore di Ivan Leonardo Velardi nel libro L’essenza Divina che vive dentro... 12:15 AFF25 ad Afragola, edizione da record tra cinema, arti visive e memoria civile 11:31 Roma riscopre il grottesco di Mrożek tra pagina e scena 11:31 Bonus elettrodomestici, dicembre decisivo tra fondi residui e attese 11:31 A Milano il nuovo master in intelligence firmato Pollari-Bacini 11:31 Tra farina e filari: una mattina di gusto alle Cantine Astroni 11:31 Ercole Olivario, a Perugia sfilano le migliori olive d’Italia 11:30 Marco Masini, 35 anni di musica e oro per T’innamorerai 11:30 Italo-discendenti tra Italia e Usa, cittadinanza a un bivio globale 11:30 Il femminile che trasforma: il viaggio di Una donna potente 23:02 Da Laura: una cena vesuviana tra baccalà, calici e racconti 23:01 Il Golfo rilancia Rabat: via politica per il Sahara marocchino 19:48 Caduta Libera riparte con una nuova faccia in preserale: cosa cambia e cosa aspettarsi 19:44 Tommy Parisi lancia “Malasuerte” dal carcere: il singolo del 20 dicembre e la forza di... 19:40 Ponte dell’Immacolata 2025: l’8 dicembre di lunedì e quel bisogno improvviso di staccare 19:36 Jodie Foster torna in sala con Vita privata: quando un “suicidio” non convince più nessuno 19:32 Farmaci anti-obesità e OMS: la guida globale sui GLP-1 che rimette al centro cura e... 18:10 Dal fondo Vita Nascente al Reddito di maternità: il piano piemontese 18:09 Dal bullismo alla rinascita: la scrittura che rende visibili 17:00 EuroChem chiama in causa MAIRE: dubbi sulla trasparenza dei rischi russi 16:59 Salvatore Palermo canta l’amore che resiste alle prove della vita 16:39 Bari, un patto condiviso per ripensare l’educazione da 0 a 6 anni 16:37 Nerone, un nuovo inverno di fuoco: annunciato il Winter Tour 2026 16:36 Il labirinto muto dei libri: Meneghello dialoga con Borges 16:11 Natale di stile da Nalì: regali brillanti a Via Chiaia 16:07 Dodici gioielli, dodici storie: il nuovo calendario 2026 Ileana della Corte 16:07 Skifidol Brainrot, l’alleanza con Panini che punta a conquistare l’Europa 14:50 Dall’Italia ad Abu Dhabi: tre voci che ridisegnano i media globali 13:51 Roma, il mare in fiera: il salone della piccola nautica italiana 13:28 Una canzone per la Terra: Save Soil dà voce alla crisi del suolo 13:18 Cheetah e non solo: ponte dell’Immacolata all’Hotel Costez 13:17 Mario Ermito porta il suo “ME” sul palco del Teatro Sala Raffaello 13:16 Il Pagante accende il River House: notte di Winter tour a Soncino 13:16 Veloce, il nuovo viaggio di Mauro Ermanno Giovanardi nel tempo

La voce di “Senza fine” si è spenta: addio a Ornella Vanoni, leggenda della musica italiana

Junior Cristarella
Junior Cristarella

Fa un certo effetto scriverlo: Ornella Vanoni non c’è più. Se n’è andata a 91 anni, nella sua casa di Milano, la sera di venerdì 21 novembre, per un arresto cardiocircolatorio. La notizia ha fatto il giro del Paese in un attimo e ha stretto lo stomaco a chiunque sia cresciuto con la sua voce in sottofondo. In un solo momento abbiamo realizzato che la “signora” della canzone italiana se n’è andata davvero, e il mondo dello spettacolo si è zittito. Vi sentite un po’ svuotati anche voi, come se mancasse un pezzo di colonna sonora? È normale: stiamo salutando un’artista che, con le sue canzoni, ha attraversato settant’anni di vita italiana e ha trasformato sentimenti piccolissimi e privati in qualcosa che abbiamo cantato tutti insieme.

Raccontare cosa sia stata Ornella Vanoni per tutti noi è quasi impossibile. Cantante, attrice, donna di palcoscenico in ogni senso, ha cambiato pelle tante volte senza perdere mai se stessa. Dai primi passi a metà anni Cinquanta fino alle ultime uscite, ha inciso più di cento dischi, 112 lavori fra album, live e raccolte, e ha venduto oltre 55 milioni di copie, numeri che la mettono di diritto tra gli interpreti italiani più importanti di sempre. La sua voce morbida, piena di angoli e sfumature, bastava una nota e la riconoscevate subito, ha segnato la canzone d’autore attraversando mode, decenni, rivoluzioni musicali senza perdere autenticità. Quanti di voi hanno sussurrato “Senza fine” davanti a un tramonto, o si sono persi in “L’appuntamento”? E ancora “Che cosa c’è”, “Tristezza”, “Una ragione di più”, “Io ti darò di più”, “La musica è finita”: pezzi che ormai fanno parte del nostro bagaglio emotivo. Lei ce li ha consegnati con una raffinatezza rara e una passione vera, di quelle che non devono alzare la voce per arrivare dritte al cuore.

La scomparsa improvvisa di un’icona

La morte di Ornella Vanoni è giunta improvvisa e ha lasciato tutti sgomenti. Solo pochi giorni fa nulla lasciava presagire un epilogo così rapido, anche se col senno di poi affiorano segnali di fragilità affrontati con la consueta ironia. La cantante si è spenta nella sua Milano, la città dov’era nata il 22 settembre 1934, poco prima delle 23 di venerdì. Un malore improvviso – un arresto cardiocircolatorio – non le ha lasciato scampo, e i sanitari accorsi non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Proprio nel giorno del suo 91° compleanno, lo scorso settembre, Ornella rifletteva con disincanto sulla propria lunga vita: «Sono una donna libera, non mi sono mai lasciata imbrigliare da niente e da nessuno. E ho pagato tutto con gli interessi». Parole pronunciate con fierezza da chi sentiva di aver vissuto da leonessa, combattendo e scherzando persino con l’idea della fine. E infatti, appena due settimane fa, l’avevamo vista in TV sorridere della morte, regalando l’ennesima battuta tagliente: ospite di Fabio Fazio, aveva ironizzato sulle bare da regalare alle amiche coetanee, sdrammatizzando con quello humor un po’ caustico che era diventato il suo marchio. Chi l’avrebbe detto che stava davvero scrivendo l’ultimo capitolo della sua storia?

La notizia dell’addio di Ornella ha immediatamente scatenato un’ondata di emozione e cordoglio. Il mondo della musica e dello spettacolo si è fermato per renderle omaggio. Da ieri sera, tributi affettuosi e parole commosse si rincorrono ovunque: colleghi, amici, artisti di ogni età ricordano la grandezza umana e artistica di Vanoni. Il presentatore Fabio Fazio, che di recente l’aveva voluta presenza fissa a Che tempo che fa, ha confessato di sentirsi “senza parole” di fronte alla sua scomparsa.

Cantanti di diverse generazioni – da veterani come Renato Zero e Gianni Morandi ai più giovani come Elodie e Mahmood – stanno condividendo aneddoti e ricordi, a testimonianza di quanto Ornella fosse amata trasversalmente. Del resto, negli ultimi anni il pubblico televisivo si era affezionato a questa diva senza retorica, fragilissima e pungente allo stesso tempo. La vedevamo scherzare su tutto, anche sulla vecchiaia: alla domanda “Come si sente alla sua età?”, rispondeva con un sorriso sornione: «Sono vecchia? Sì. Ma sono unica». Unica lo era davvero, e così la ricorderemo.

Dagli esordi al teatro di Strehler e alle “canzoni della mala”

Se torniamo un attimo indietro, prima dei dischi, dei premi e dei teatri pieni, Ornella è innanzitutto una ragazza di Milano. Una Milano che le rimarrà addosso per tutta la vita, come un profumo. Nasce in una famiglia benestante, cresce tra collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra, con un’idea in testa che fa sorridere se la pensiamo adesso: voleva fare l’estetista. Poi, pian piano, capisce che il vero richiamo è un altro. Il palco, la scena, le parole. Così nel 1953, neanche ventenne, prende una decisione che le cambia il destino e si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, la “casa” di Giorgio Strehler.

Lì succede tutto. Strehler la nota, la prende sotto la sua ala, la porta in teatro e tra loro nasce anche una relazione complicata, intensa, che lei non ha mai finto di edulcorare. Ornella si butta in quel mondo con la testa e con il cuore: di giorno assorbe prove, indicazioni, silenzi in platea, di notte studia come una forsennata. Raccontava che guardava le prove, imparava così, e poi restava sveglia fino alle cinque del mattino a leggere di tutto, persino Trotskij in tedesco. Eppure, nonostante il talento, per un po’ Strehler non la lancia davvero come attrice “pura”. La tiene soprattutto a cantare sul palco, in quelle ballate dure e poetiche che parleranno di mala, di periferie, di amori storti. È lì che nasce la prima immagine di lei: una ragazza elegante che canta storie scomode, con una voce che non si dimentica più.

Fu proprio in quel contesto, a cavallo tra teatro di prosa e musica, che nacquero le celebri “Canzoni della mala”, brani ispirati al mondo della malavita milanese che Strehler e altri autori scrissero traendo spunto da antiche ballate popolari. Ornella ne divenne l’interprete ideale: Ma mi…, Le mantellate, Hanno ammazzato il Mario – canzoni intrise di atmosfere cupe e struggenti – risuonavano con forza nelle sue esibizioni, a metà strada fra il recital teatrale e il concerto. Il pubblico rimase affascinato da quella figura elegante che cantava di ladri, carcerati e donne perdute con voce appassionata. Fu presto battezzata la “cantante della mala”, un’etichetta che le regalò notorietà sin dagli ultimi anni ’50 e l’inizio dei ’60. Eppure, Ornella iniziò ben presto a stare stretta in quel ruolo: desiderava spaziare oltre, esplorare nuove sfumature musicali e non essere identificata solo con quel repertorio. «Mi ero un po’ stufata di essere la cantante della mala» avrebbe ammesso più tardi, spiegando la voglia di cambiamento che già fermentava in lei.

Nel frattempo però il talento di Vanoni brillava anche su altri palcoscenici: nel 1963, ad esempio, sostituì l’attrice Lea Massari nel ruolo di Rosetta nella commedia musicale Rugantino, e l’anno dopo volò persino a Broadway con quella produzione. Insomma, mentre interpretava le ballate della mala, Ornella stava già costruendo le fondamenta di una carriera poliedrica.

L’amore con Gino Paoli e la consacrazione in musica

La vera svolta arrivò nel 1960, sotto il segno di un incontro destinato a cambiare per sempre la vita artistica e personale di Ornella: quello con Gino Paoli. Paoli, cantautore genovese emergente, aveva poche anni più di lei e un talento cristallino per la scrittura di canzoni. Tra i due scoppiò subito una fortissima intesa, sia sentimentale che professionale. Ornella se ne innamorò perdutamente – un amore grande e tormentato – e al tempo stesso trovò in Gino l’autore capace di cucire su di lei brani indimenticabili.

Dal loro sodalizio nascono alcune delle canzoni più belle di quegli anni: su tutte “Senza fine”, scritta da Paoli pensando proprio a Ornella, una delicata poesia in musica destinata a diventare il simbolo di un’epoca. E poi “Che cosa c’è”, altro pezzo di straordinaria eleganza sentimentale uscito nel 1963. Quei brani portarono Vanoni a un successo travolgente, facendola conoscere e amare dal grande pubblico anche fuori dall’Italia. Erano gli anni del boom economico e delle grandi speranze, e la voce intensa di Ornella – con le sue sfumature di malinconia e desiderio – ne divenne la colonna sonora romantica.

La relazione con Paoli, per quanto passionale, fu tutt’altro che semplice: lui era sposato, lei stessa finì per sposare un altro uomo nel tentativo di sfuggire a quella situazione complicata. Nel giugno 1960 Ornella andò all’altare con Lucio Ardenzi, impresario teatrale ed ex cantante, nonché amico di Paoli. Ma quel matrimonio nacque sotto una cattiva stella. “Io volevo ancora bene a Gino e lui mi aveva sconsigliato di sposarmi sino all’ultimo” confidò poi la Vanoni, ammettendo che il giorno delle nozze forse non avrebbe dovuto presentarsi. Difatti, l’unione con Ardenzi durò pochissimo: nel 1962 nacque il loro figlio Cristiano, ma la coppia era già in crisi e si separò quasi subito.

Ornella stessa ha ricordato con franchezza: “Ero ancora innamorata di Paoli… sarebbe stato più leale dire la verità fin da subito”. Insomma, una vita sentimentale intensa e sofferta, che però non offuscò la sua ascesa artistica – anzi, forse la alimentò di ulteriore profondità emotiva. Nonostante i cuori infranti, Ornella e Gino Paoli rimasero legati da un affetto profondo per tutta la vita. Anche dopo la fine dell’idillio amoroso, avrebbero continuato a frequentarsi sul palco e a collaborare, in una complicità artistica indissolubile.

Intanto la carriera musicale di Vanoni decollava definitivamente. Già nel 1961 aveva pubblicato il primo album (contenente la canzone “Cercami”, suo primo successo commerciale), ma è la metà degli anni ’60 a consacrarla tra le grandi interpreti italiane. Ornella approda al Festival di Sanremo – il tempio della canzone italiana – e vi partecipa ripetutamente, collezionando canzoni memorabili. In totale saranno otto le sue partecipazioni a Sanremo in carriera: debutta nel 1965 con “Abbracciami forte”, torna nel ’66 con “Io ti darò di più”, nel 1967 emoziona tutti con “La musica è finita” (splendido pezzo firmato da Franco Califano, classificato quarto) e nel 1968 sfiora la vittoria con “Casa Bianca”, che ottiene il secondo posto.

Se la guardiamo nel tempo, anche l’immagine di Ornella è quasi un romanzo a parte. All’inizio ha quell’aria un po’ sofferta, ribelle, da ragazza che canta storie amare e non fa sconti a nessuno. Poi piano piano cambia, cresce, si affina: diventa una figura elegantissima, sensuale, molto avanti per i canoni di quegli anni. Quando arriva a Sanremo porta sul palco una cosa che non si vede spesso: classe senza freddezza. Sta lì, ferma, con quei gesti misurati, e riesce a fare una cosa difficile: rendere “pop” la raffinatezza. Negli anni continua a sfornare canzoni che restano. Nel 1970 porta “Eternità” al Festival e arriva ancora quarta. Nel 1976 esplode con “L’appuntamento”, quel brano pieno di nostalgia che profuma di Brasile ma resta italianissimo nel modo in cui racconta l’attesa. Anni dopo finirà persino dentro Ocean’s Twelve e tornerà in classifica, come se il tempo per lei contasse meno. A quel punto il nome di Ornella Vanoni è già una garanzia: quando lo leggete pensate subito a qualità, stile, personalità. Non a caso cominciano a chiamarla davvero “la signora della canzone italiana”, ed entra lì, in quel momento, dentro l’immaginario di tutti.

Tra sperimentazioni, scandali e successi internazionali

Negli anni ’70 Ornella non si accontenta dei trionfi già ottenuti: il suo spirito inquieto la spinge a cercare nuove strade musicali e a mettersi continuamente in gioco. Chi l’ha conosciuta lo sa: Vanoni era incapace di stare ferma, curiosa come un’artista esordiente anche al culmine della fama. Così, dopo aver lasciato l’etichetta Ricordi e poi la Ariston, compie un atto audace per l’epoca: fonda una propria casa discografica, la Vanilla, diventando pioniera dell’autoproduzione indipendente.

A un certo punto, si capisce davvero che testa aveva. Non le bastava più fare “solo” la cantante di successo. Così nel 1976 prende e va in Brasile, e lì mette insieme qualcosa che oggi definiremmo senza pensarci due volte un azzardo meraviglioso: un disco con Vinícius de Moraes e Toquinho, “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria”. Lo registrano dal vivo, in presa diretta, senza troppe reti di sicurezza.

Dentro quel lavoro c’è un miscuglio pazzesco: la canzone d’autore italiana e i ritmi morbidi della bossa nova che ti avvolgono piano. Il risultato? Un album che viene considerato un capolavoro e finisce pure nella lista dei 100 migliori dischi italiani di sempre secondo Rolling Stone. Per Ornella, che già adorava il jazz e le sonorità straniere, è la prova che può stare ovunque, senza perdere se stessa. E da lì in poi la musica brasiliana non sarà più una parentesi: diventa una sorta di filo personale, che la seguirà in tante tappe della sua storia artistica.

Vanoni in quegli anni infrange anche qualche tabù e mostra un lato di sé più audace. Alla fine dei ’70 fece scalpore posando senza veli per Playboy, avvolta però dalla solita eleganza. Era il 1977 quando apparve in copertina sulla celebre rivista patinata, ma di volgare non c’era nulla: Ornella incarnava una sensualità raffinata, ben lontana dalla mera provocazione. Anzi, affrontò quell’esperienza a modo suo: invece di un cachet, chiese come compenso una scultura, la celebre Sfera di Arnaldo Pomodoro, instaurando così un’amicizia con l’artista che avrebbe persino curato le scenografie di un suo tour successivo.

Anche questo era Vanoni: capace di trasformare uno shooting osé in un’occasione per celebrare l’arte. Intanto la sua carriera proseguiva a ritmi incessanti. Nei primi anni ’80 Ornella ottiene riconoscimenti prestigiosi: nel 1980 vince il Premio Tenco come miglior cantautrice (prima donna a riceverlo), suggellando il fatto che ormai non è solo interprete ma anche autrice di livello. Pubblica album ambiziosi come “Ricetta di donna” (1980), “Duemilatrecentouno parole” (1981, con brani culto come “Musica musica” e “Vai Valentina”) e “Uomini” (1983), in cui esplora temi intimi con nuova consapevolezza. Collabora con mostri sacri del jazz – George Benson, Herbie Hancock, Gil Evans, Ron Carter – portando la sua voce su palcoscenici internazionali. E naturalmente continua a condividere studio e scena con tanti cantautori italiani: oltre all’amico di sempre Paoli, lavora con Lucio Dalla, Paolo Conte, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Renato Zero, Riccardo Cocciante… l’elenco è impressionante. Ogni collaborazione aggiungeva un tassello al mosaico di un’artista in perenne evoluzione.

Nel 1985 avviene un evento che i fan aspettavano da tempo: Ornella ritrova Gino Paoli e i due partono insieme per la tournée “Insieme”, registrando ovunque il tutto esaurito. Quella serie di concerti culmina in un doppio album dal vivo, VanoniPaoli Insieme, che resta a testimonianza di un sodalizio unico e di un’intesa sul palco che il tempo non aveva scalfito. Sono anni d’oro: Ornella vola anche oltreoceano, tiene concerti in Europa e in America, sperimenta nuovi stili. La sua città, Milano, le rende onore: nel 2008 riceve il Premio Milano Donna per le figure femminili che hanno dato lustro alla città, e anche il Premio Speciale alla Carriera Marisa Bellisario per il suo contributo artistico.

In quegli anni c’è anche una scena che resta impressa: Ornella che festeggia i suoi 50 anni di palcoscenico in Piazza Duomo, a Milano, davanti a una distesa di gente. Si parla di decine di migliaia di persone, circa 35 mila, tutte lì per lei, per quella voce che ormai sentono un po’ di casa. Non è solo un concerto, è una specie di abbraccio collettivo, come se la città volesse dirle “grazie” a modo suo.

In quel periodo esce anche “Più di me”, un disco di duetti in cui riprende i suoi brani storici insieme ad artisti di generazioni diversissime: Eros Ramazzotti, Carmen Consoli, Jovanotti, Giusy Ferreri e altri ancora. Una foto perfetta di ciò che è sempre stata: un ponte tra mondi e tempi diversi. E la cosa curiosa è che, proprio mentre lei guarda avanti, un pezzo del passato torna improvvisamente a galla. “L’appuntamento”, incisa molti anni prima, finisce in un film di Hollywood e rientra in classifica come se fosse appena uscita. È lì che ti rendi conto che la voce di Ornella non appartiene a una sola epoca: parla ai ragazzi dei Duemila esattamente come parlava ai loro genitori.

Gli ultimi anni: autoironia, nuovi traguardi e un addio a testa alta

Arriviamo così alla fase più recente, quella in cui Ornella Vanoni avrebbe potuto adagiarsi sugli allori e invece ha continuato a mettersi in gioco con l’entusiasmo di una debuttante. Negli anni 2010 e 2020 l’abbiamo vista più vivace che mai. A dispetto dell’età, nel 2018 – a 83 anni compiuti – è tornata in gara a Sanremo cantando “Imparare ad amarsi” in trio con Bungaro e Pacifico, e ha conquistato una standing ovation del teatro insieme al Premio della Critica per la migliore interpretazione. Un riconoscimento che suona quasi scontato per un’artista della sua classe, eppure lei l’ha accolto con l’emozione sincera di chi non dà nulla per dovuto.

Negli ultimissimi anni, Ornella ha dimostrato una curiosità quasi giovanile verso le nuove tendenze: nel 2024, ad esempio, ha partecipato a una sorprendente rivisitazione del suo brano “Ti voglio” insieme alle giovani cantanti Elodie e Ditonellapiaga, un progetto che ha entusiasmato pubblico e critica segnando un abbraccio simbolico tra generazioni. Inoltre, da quando Fabio Fazio l’aveva voluta come presenza fissa nel suo Che tempo che fa (nell’edizione 2023-2024 in onda sul Nove), Ornella era tornata settimanalmente nelle case degli italiani con la sua irriverente saggezza. Il pubblico televisivo l’adorava: i suoi interventi a ruota libera, pieni di battute e riflessioni senza filtri, ci hanno fatto ridere e pensare allo stesso tempo. La schiettezza e l’autoironia di Ornella Vanoni, se possibile, hanno accresciuto ancora di più l’amore della gente negli ultimi anni. A 90 anni suonati, era diventata una sorta di saggia matriarca pop che non temeva di dire la sua su qualsiasi argomento, dalla musica alla vita privata, sempre con quel mix di profondità e leggerezza che la rendeva unica.

Non sono mancati, in questa fase finale, i riconoscimenti ufficiali a coronamento di una carriera semplicemente monumentale. Ornella Vanoni detiene un piccolo grande record: è l’unica artista in assoluto ad aver vinto per due volte il Premio Tenco, il più importante premio d’autore italiano, traguardo mai raggiunto da nessun altro (oltre a ciò ha ottenuto anche una Targa Tenco, arrivando quindi a tre riconoscimenti dal Club Tenco). Proprio nel 2022 le hanno perfino conferito un Premio Tenco Speciale creato apposta per celebrarla e ringraziarla del suo contributo alla musica italiana.

E ancora, a dimostrazione che non si smette mai di crescere, nel giugno di quest’anno – 2025 – Ornella ha ricevuto una laurea honoris causa dall’Università Statale di Milano in Musica, Culture, Media, Performance, un tributo accademico alla sua statura culturale. Ricordiamo il suo sorriso emozionato durante la cerimonia: “Se i miei genitori potessero vedermi, impazzirebbero di gioia” ha detto Vanoni in quell’occasione, confessando con la sua solita sincerità disarmante di essere stata “una cialtrona a scuola” ma di aver poi colmato le lacune studiando da autodidatta durante la vita con Strehler. Un altro momento che ce la rende profondamente umana: dietro la diva c’era una donna che sapeva ridere di sé e delle proprie debolezze, senza mai prendersi troppo sul serio.

Proprio questo candore la faceva amare così tanto. Del resto, lei stessa ha sempre dichiarato di non aver paura della morte, ma solo del decadimento fisico: “Capirò quando sarà il momento di andarmene, quando io non servirò più alla vita e la vita non servirà più a me” rifletteva lucidissima, ricordando la sofferenza di una sua zia ultracentenaria che pregava il Signore di portarla via. Parole forti, che oggi suonano come un testamento spirituale. Ornella Vanoni se n’è andata davvero a modo suo: senza clamori inutili, con eleganza e piena consapevolezza di sé fino all’ultimo.

Un’eredità “senza fine” nel cuore di tutti

Ora che Ornella non c’è più, resta però tutto quello che ha seminato in decenni di attività. Ed è un’eredità immensa, impossibile da riassumere in poche righe. Ci restano le sue canzoni, certo: quelle non moriranno mai. Chiudiamo gli occhi e possiamo ancora sentirla sussurrare «Senza fine, tu trascini la nostra vita, senza un attimo di respiro…», con quella voce che sapeva essere insieme carezza e graffio. Quella voce ha attraversato intere generazioni, adattandosi ai tempi che cambiavano ma rimanendo sempre fedele alla propria anima artistica. La musica italiana perde una protagonista assoluta, una leggenda che ha accompagnato il nostro Paese dagli anni del dopoguerra fino al nuovo millennio.

Ma il patrimonio culturale ed emotivo che Ornella Vanoni ci lascia è inestimabile: nelle sue interpretazioni ci sono pezzi di vita di ognuno di noi. È come se un’ultima nota delicata e malinconica si fosse appena dissolta nell’aria, ma l’eco di quella nota risuonerà per sempre nei nostri cuori. Non dimenticheremo la sua eleganza e il suo rigore in musica, la sua capacità di mescolare malinconia e ironia, rigore e sensualità in un equilibrio tutto suo. Non dimenticheremo le risate che ci ha strappato con le sue battute imprevedibili, né le lacrime dolci di certe sue canzoni che sembravano capire i nostri sentimenti più di quanto sapessimo fare noi stessi.

Ornella Vanoni ha vissuto una vita intensa, libera e coraggiosa, e altrettanto intensamente ha voluto anche congedarsi. Con sorprendente lungimiranza, aveva immaginato e persino scherzosamente pianificato il suo ultimo saluto. Lo raccontò in TV, a Che tempo che fa, un paio d’anni fa: «Ho già scelto il vestito, è di Dior… la bara deve costare poco perché tanto voglio essere bruciata. Poi buttatemi in mare, magari a Venezia» confidò con un sorriso, spiegando di aver chiesto al suo amico Paolo Fresu – trombettista jazz – di suonare al suo funerale. Sembra quasi di vederla, Ornella, mentre pronuncia queste frasi con leggerezza: parlare della propria morte come si organizza uno spettacolo, con gusto estetico e un pizzico di provocazione. È un’immagine che commuove e fa sorridere insieme, perché rispecchia esattamente il suo modo di affrontare la vita: senza paura, con ironia e con amore per la bellezza. E allora, nel rispettare le sue volontà, immaginiamola così: avvolta in un elegante abito Dior color del cielo, le note della tromba che la accompagnano dolcemente e le sue ceneri che si confondono con le onde della Laguna di Venezia, libere e leggere.

Addio, Ornella. Hai cantato che “domani è un altro giorno” e per noi lo sarà – ma oggi, concedetecelo, è un giorno un po’ più vuoto. Ci mancherai, cantante senza fine, ma ti ritroveremo ogni volta che una tua canzone tornerà a farci vibrare l’anima. E, in fondo, non smetterai mai di cantare insieme a noi.

Hai riscontrato un'inesattezza? In conformità con la normativa vigente, garantiamo il diritto di rettifica.

📝 Richiedi rettifica
Junior Cristarella
Scritto da

Junior Cristarella

1558 articoli

Animato da un’indomabile passione per il giornalismo, Junior ha trasceso il semplice ruolo di giornalista per intraprendere l’avventura di fondare la sua propria testata, Sbircia la Notizia Magazine, nel 2020. Oltre ad essere l’editore, riveste anche il ruolo cruciale di direttore responsabile, incarnando una visione editoriale innovativa e guidando una squadra di talenti verso il vertice del giornalismo. La sua capacità di indirizzare il dibattito pubblico e di influenzare l’opinione è un testamento alla sua leadership e al suo acume nel campo dei media.

Vedi tutti gli articoli

Ultime Notizie

Resta aggiornato con le nostre storie più recenti