Una comunità che sceglie di guardarsi negli occhi e di interrogarsi sulla violenza di genere. Il Learning Sciences institute, insieme al Comune di Monte Sant’Angelo, promuove una giornata di impegno condiviso in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, intrecciando formazione, confronto e testimonianze per rafforzare una cultura di rispetto reciproco.
Una giornata condivisa per dire basta
Mercoledì 26 novembre il Learning Sciences institute dell’Università di Foggia rinnova in modo concreto il proprio impegno contro la violenza di genere, organizzando insieme al Comune di Monte Sant’Angelo una giornata interamente dedicata a questo tema. L’iniziativa nasce come percorso unitario che unisce momenti di approfondimento, attività formative e spazi di racconto collettivo, per tradurre il significato della ricorrenza internazionale in azioni rivolte alle persone che vivono e lavorano sul territorio. Ogni scelta organizzativa, dagli orari ai luoghi, è pensata per rendere accessibile la partecipazione e favorire un coinvolgimento reale.
Alla costruzione di questo percorso sono chiamate realtà diverse, che raramente hanno occasione di lavorare fianco a fianco. Scuole, istituzioni, mondo accademico e realtà del territorio saranno parte di un’unica trama, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla violenza di genere e di promuovere una autentica cultura del rispetto. Ogni soggetto porterà il proprio sguardo e la propria esperienza, così che ragazze, ragazzi e adulti possano confrontarsi con racconti, strumenti e prospettive capaci di lasciare un segno concreto nella vita quotidiana.
Il confronto del pomeriggio tra ricerca e istituzioni
Nel pomeriggio, il cuore della cittadinanza si ritroverà negli spazi della Sala conferenze della Biblioteca Comunale “Ciro Angelillis”, in Piazza De’ Galganis. Qui, alle ore 18.00, sono previsti i saluti istituzionali che apriranno il momento pubblico; alle 18.30 prenderà forma una tavola rotonda che riunirà studiose e studiosi, rappresentanti dei centri antiviolenza e delle istituzioni locali. Sarà un luogo di parola strutturato, dove competenze scientifiche ed esperienze operative potranno intrecciarsi, illuminando le molte facce della violenza contro le donne oggi.
Durante il dibattito, i partecipanti analizzeranno le dinamiche che alimentano gli abusi e illustreranno le possibilità di supporto presenti sul territorio, insieme alle strategie educative e istituzionali considerate più efficaci. Il professor Luigi Traetta, associato di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Foggia, insisterà sulla natura strutturale della violenza contro le donne, invitando la comunità a decostruirla giorno dopo giorno. Ricerca, formazione e intervento sul territorio, sottolinea, devono procedere uniti, perché solo una rete coesa può generare trasformazioni profonde e durature.
La mattinata nelle scuole, tra parole e consapevolezza
La prima parte della giornata sarà dedicata alle generazioni più giovani, chiamate a confrontarsi in modo diretto con il tema della violenza di genere. Nei locali dell’I.I.S.S. “Gian Tommaso Giordani” e dell’I.C. “Giovanni XXIII” si svolgeranno laboratori didattico formativi condotti da dottorandi e ricercatrici del Learning Sciences institute. Gli incontri aiuteranno le studentesse e gli studenti a riconoscere i segnali della violenza, a rafforzare le competenze emotive e relazionali e a sentirsi parte attiva di un cambiamento sociale necessario.
A guidare l’impianto pedagogico dei laboratori è la riflessione della professoressa Giusi Antonia Toto, ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Foggia. La docente ricorda come la prevenzione inizi sempre dall’educazione: è essenziale che ragazze e ragazzi sappiano dare un nome a ciò che sperimentano in prima persona e a ciò che osservano intorno a loro. Solo quando le esperienze vengono nominate e condivise, diventa possibile affrontare davvero le radici culturali della violenza e scardinarle nel tempo, passo dopo passo.
La chiusura in musica al Museo Tancredi
A suggellare il percorso della giornata sarà il momento conclusivo delle 19.30, ospitato negli spazi del Museo Etnografico “Giovanni Tancredi”. Qui la rete “Non chiamateci muse” proporrà un intervento musicale che utilizza l’arte come strumento di consapevolezza e di rivendicazione della libertà. Sul palco saliranno giovani e giovanissime cantautrici pugliesi, che con le loro voci racconteranno il desiderio di libertà, dignità e autodeterminazione delle donne, trasformando l’ascolto in partecipazione emotiva e offrendo uno spazio condiviso in cui riconoscersi e sentirsi meno sole.
La giornata è aperta a tutta la cittadinanza, chiamata a essere presente nei diversi momenti e nei diversi luoghi dell’iniziativa. Partecipare significa contribuire a un messaggio netto e condiviso: la violenza sulle donne non è un destino inevitabile, ma una realtà che può essere trasformata. Solo un impegno collettivo, vissuto nelle relazioni quotidiane e negli spazi pubblici, permette di cambiare il corso delle cose e di costruire un futuro più giusto per tutte e tutti, a partire dal presente, insieme.
