Nel cuore di Caltanissetta, la terza edizione del Concorso Teatrale “Peppe Nasca” – Targa “Michele Abbate” continua a riempire il Teatro Regina Margherita di voci, dialetti e risate. Una rassegna che intreccia passione amatoriale e memoria popolare, preparando il pubblico a nuove serate di comicità e incontri destinati a lasciare il segno.
Un concorso in crescita
Il percorso del terzo Concorso Teatrale “Peppe Nasca” – Targa “Michele Abbate” si sta rivelando un mosaico di accenti e sensibilità diverse. La manifestazione, pensata per dare spazio alle migliori compagnie amatoriali dell’Isola, accoglie a Caltanissetta gruppi provenienti da ogni provincia siciliana, tutti legati dalla passione per il teatro comico e per il dialetto. In platea e sul palco, la città si riscopre crocevia di tradizioni popolari, linguaggi espressivi e storie capaci di parlare direttamente alla quotidianità del pubblico più ampio.
Edizione dopo edizione, il concorso ha consolidato il ruolo di Caltanissetta come punto di riferimento per il teatro amatoriale di qualità. Le compagnie che calcano il palcoscenico del Teatro Regina Margherita portano in scena testi che attingono alla tradizione comica e dialettale, restituendo al pubblico il suono delle parlate locali e il sapore delle storie di paese. È un modo concreto per tenere vive le radici popolari, offrendo al tempo stesso un intrattenimento curato e professionale, pensato per tutta la cittadinanza.
La rassegna che fa dialogare le compagnie di tutta la Sicilia
Tra le voci che stanno animando questa stagione spicca quella del regista David Amalfa, della compagnia Dietro le Quinte. Amalfa ha sottolineato quanto sia prezioso, per chi fa teatro amatoriale, poter partecipare a una rassegna che metta a confronto linguaggi e stili diversi. Secondo lui, queste occasioni consentono alle compagnie di crescere, di verificare mesi di prove davanti a un pubblico nuovo e di capire con lucidità cosa riesce a colpire davvero e cosa invece va ripensato nel proprio percorso.
Il regista ha anche evidenziato l’aspetto umano di questa esperienza: portare uno spettacolo in una città lontana dal proprio territorio significa, per la compagnia, vivere un piccolo viaggio di prestigio e responsabilità. Per Amalfa, si va in scena innanzitutto per le persone sedute in sala, e misurarsi con sguardi sconosciuti restituisce un’emozione diversa rispetto al pubblico abituale. Da qui nasce anche la sua gratitudine per essere stato scelto da chi ha creduto nel lavoro della compagnia, sin dagli inizi del progetto.
Una domenica di grande comicità
La prossima tappa del concorso è fissata per domenica 23 novembre alle ore 18.00, quando salirà sul palco del Teatro Regina Margherita la compagnia Le Maschere di Canicattini Bagni (SR). Il gruppo porterà in scena la brillante farsa comica “Amaru cu si marita”, testo scritto e diretto da Salvatore Di Mauro. Un appuntamento che incarna perfettamente lo spirito della rassegna, in cui ironia, dialetto e situazioni paradossali diventano il veicolo privilegiato per raccontare la vita quotidiana siciliana.
Lo spettacolo si inserisce nella tradizione della farsa brillante, con un ritmo pensato per mantenere costante l’attenzione del pubblico e suscitare risate a più riprese. La scelta di un copione improntato alla leggerezza, ma attento ai dettagli comici della convivenza quotidiana, promette una serata dal tono frizzante. In sala, gli spettatori troveranno un intreccio di situazioni imprevedibili e un linguaggio immediato, capace di far emergere con naturalezza le sfumature più ironiche delle relazioni umane, così come degli equivoci, delle gelosie e degli imprevisti.
La trama brillante di “Amaru cu si marita”
La commedia ruota attorno a due uomini di mezza età, entrambi separati, che la vita costringe a dividere lo stesso appartamento. L’abitazione, tutt’altro che confortevole, è resa ancora più instabile dalla presenza di un’attrice esuberante e invadente, che irrompe nelle loro giornate con comportamenti imprevedibili. In questo spazio ristretto, ogni gesto si amplifica, le abitudini si scontrano e la convivenza diventa il terreno fertile su cui si costruisce un susseguirsi di situazioni dal forte potenziale comico, davanti agli occhi degli spettatori.
In questo contesto, i personaggi sono costretti a fare i conti non solo con l’altro, ma anche con se stessi, in una continua ricerca di equilibrio. La leggerezza della scrittura permette di affrontare temi come la solitudine, i rapporti dopo una separazione e la difficoltà di adattarsi a nuove abitudini senza mai appesantire il tono. Il risultato è una farsa vivace che invita a sorridere delle contraddizioni quotidiane, lasciando al pubblico la libertà di riconoscersi o di prendere le distanze.
Artisti e ruoli in scena
A dare volto e corpo ai personaggi di “Amaru cu si marita” è un cast nutrito. Sebastiano Cascone compare sia nel ruolo di attore protagonista sia come interprete caratterista, affiancato da Vincenzo Lentini, impegnato in una parte non protagonista. Sul versante femminile, Ludovica Cartelli guida la scena come attrice principale, mentre Giusi Emmanuele assume il ruolo di non protagonista e cura anche i costumi. Completa il quadro interpretativo Mariangela Scirpo, chiamata a valorizzare le sfumature caratteriali di uno dei personaggi.
Accanto agli interpreti, un ruolo decisivo è affidato alla regia, che orchestra tempi e dinamiche della farsa e guida il lavoro degli attori. La costruzione visiva dello spettacolo porta invece la firma dello scenografo Nunzio Mozzicato, chiamato a definire spazi e atmosfere dell’appartamento in cui si svolge l’azione. In questo intreccio di competenze diverse, il copione trova il suo pieno compimento scenico, trasformandosi in un’esperienza teatrale compatta e riconoscibile, capace di restituire al pubblico un ambiente coerente con la natura comica del racconto.
La squadra creativa dietro lo spettacolo
Il semplice elenco di ruoli tecnici racconta già quanto lavoro si nasconda dietro una messinscena come questa. Ogni scelta visiva, ogni movimento degli attori, ogni dettaglio dell’arredo contribuisce a restituire credibilità alla storia di convivenza forzata. Il teatro amatoriale vive proprio di questa dedizione silenziosa, fatta di mesi di prove, di correzioni continue e di un ascolto reciproco che permette al gruppo di trovare un respiro comune prima di incontrare il pubblico in sala, nel momento più atteso della rassegna.
Quando si alza il sipario, questo lavoro condiviso trova la sua ricompensa più concreta. Per le compagnie che partecipano al concorso, esibirsi fuori dal proprio contesto abituale significa affrontare una prova artistica, ma anche vivere un’esperienza umana intensa. Lontano da casa, gli attori scoprono nuovi pubblici e nuove reazioni, imparano a leggere i silenzi e le risate della sala, e riportano con sé un bagaglio di emozioni che alimenta il loro percorso teatrale, anche dopo la chiusura definitiva del sipario.
Date da segnare in agenda
Il cartellone del concorso si snoderà per diversi mesi, sempre con appuntamento fissato alla domenica. Il 7 dicembre 2025 sarà la volta del Teatro Stabile Tremestieri Etneo (CT) con “Appuntamento al Grand Hotel” di R. Coney, per la regia di Santo Di Natale. Il 21 dicembre 2025 salirà sul palco la Nuova Compagnia Teatrale Cassibile (SR) con “Frittata di cipolle e mezza palafitta” di A. Serra, diretta da Alessandro Serra. Il 4 gennaio 2026 toccherà invece alla Compagnia del Tempo Relativo di Canicattì (AG) con “L’altro figlio” di Pirandello, regia di Lella Falzone.
Il percorso proseguirà il 18 gennaio 2026 con gli Amici del Teatro Chiaramonte Gulfi (RG), impegnati in “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, per la regia di Vito Cultrera. Il 1 febbraio 2026 sarà la volta della Compagnia Teatrale A. Musco di Riesi (CL) con “Una questione delicata” di A. Zucchini, diretta da Guglielmo Gallè. Il 15 febbraio 2026 arriverà l’Associazione Teatro Arte e Cultura S. Cattafi di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) con “Il Bell’Antonio” di V. Brancati, per la regia di Pippo e Maria Rosa Bucca.
Da marzo il testimone passerà a nuove realtà: il 1 marzo 2026 sarà impegnata la compagnia In Valigia di Palermo con “The Prudes” di A. Neilson, per la regia di Dario Scarpati; l’8 marzo 2026 toccherà alla compagnia Thèatron di Caltanissetta con “Voci di donna”, spettacolo di teatro e musica. Il 15 marzo 2026 arriverà la compagnia Sipario di Marsala (TP) con “Teresa… Il musical” di Vito Scarpitta, che firma anche la regia. Il 19 aprile 2026 la stessa Thèatron tornerà in scena con “La magia dell’inganno”, farsa musicale di Ernesto Cerrito diretta da Totò Cannistraci, mentre il 26 aprile 2026 la rassegna si chiuderà con il Galà di Premiazione.
Un teatro aperto e accessibile alla comunità
Tutti gli appuntamenti del concorso si svolgono al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta, sempre la domenica alle ore 18.00. L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione ai numeri 349 1597197 e 328 6573846, scelta organizzativa che permette di gestire al meglio i posti in sala. Offrire dodici spettacoli senza biglietto assume un significato particolare in un periodo in cui non tutti possono concedersi momenti di svago, trasformando la rassegna in un’occasione concreta di partecipazione culturale per l’intera comunità locale.
Le serate del concorso diventano così un invito a ritrovarsi, a condividere risate e storie che parlano di famiglie, separazioni, convivenze difficili e sogni quotidiani, filtrati dal linguaggio del teatro comico e dialettale. Sedersi in platea significa partecipare a un rito collettivo che valorizza le tradizioni popolari e, allo stesso tempo, apre uno spazio di leggerezza. In questo equilibrio tra memoria e divertimento si riconosce l’anima più autentica della rassegna dedicata a Peppe Nasca e alla targa intitolata a Michele Abbate.
