Il 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne diventa, con Telefono Rosa e Scarpe&Scarpe, un’occasione per trasformare le parole in scelte concrete: educazione al consenso, responsabilità condivise, opportunità di lavoro per chi ha alle spalle percorsi di violenza e sta ricostruendo autonomia e dignità.
Un’alleanza che diventa lavoro e libertà
Al centro di questo impegno condiviso c’è la collaborazione tra Telefono Rosa e Scarpe&Scarpe SpA, che trova nel progetto Scelta D la sua espressione più concreta. L’iniziativa offre a donne che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza la possibilità di un inserimento lavorativo nei negozi dell’azienda, restituendo prospettive di autonomia economica e quotidiana. La giornata del 25 novembre al Teatro Orione si chiuderà proprio con la presentazione di questa sinergia, alla presenza di Jenni Marrone, direttrice delle Risorse Umane di Scarpe&Scarpe, chiamata a raccontare come un’azienda possa diventare spazio reale di ripartenza e non solo luogo simbolico di sostegno.
Come sottolinea il CEO Marcello Pace, Scelta D nasce dalla volontà di trasformare la responsabilità sociale in azioni quotidiane e misurabili, capaci di sostenere l’indipendenza delle donne che escono da situazioni di violenza. Nella rete di punti vendita Scarpe&Scarpe, durante tutto l’anno, è attiva una raccolta fondi basata su donazioni spontanee della clientela. A questa si aggiunge una capsule collection dedicata, sempre firmata Scelta D, attraverso cui vengono finanziate in modo diretto le esigenze concrete delle case rifugio gestite da Telefono Rosa, affinché i luoghi di protezione possano contare su risorse stabili e continuative.
Nel racconto di Pace emerge anche un’altra convinzione centrale: per prevenire la violenza di genere non basta intervenire quando il danno è già avvenuto, occorre lavorare sulla cultura e sui modelli che i giovani interiorizzano. Per questo Scarpe&Scarpe sceglie di dialogare con ragazze e ragazzi, ascoltarne i bisogni, contribuire alla costruzione di una consapevolezza nuova. In questa prospettiva, lavoro retribuito, supporto qualificato e reale libertà economica vengono indicati come elementi decisivi per interrompere il ripetersi della violenza, in un impegno che l’azienda rivendica come scelta di responsabilità e coerenza, non come semplice operazione d’immagine.
Una giornata per parlare di consenso con le nuove generazioni
L’appuntamento del 25 novembre rientra nel progetto ventennale di prevenzione e formazione intitolato “Le donne: un filo che unisce mondi e culture diverse”, che da anni impegna Telefono Rosa in un percorso costante. Al Teatro Orione di Roma, dalle 9.30 alle 13, si svolgerà l’evento “Consenso: educazione e prevenzione per combattere la violenza”, pensato in particolare per le nuove generazioni: in platea sono attese 800 studentesse e studenti degli Istituti Superiori di Roma e provincia, mentre molte altre classi seguiranno i lavori collegandosi da remoto.
A guidare il pubblico in questa mattinata intensa saranno la giornalista Sabika Shah Povia e Luciano Cantoni, executive, career & business coach, chiamati a moderare gli interventi e a tessere un dialogo costante con la platea. L’avvio dei lavori è affidato a un videomessaggio della dottoressa Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, il cui contributo istituzionale apre simbolicamente una giornata che vuole unire sguardo politico, responsabilità sociale e vissuti personali delle persone presenti in sala.
Il filo conduttore del consenso dopo la riforma dell’articolo 609 bis
Ogni anno Telefono Rosa individua un tema centrale che collega e dà coerenza all’intero programma. Per questa edizione la scelta è caduta sul consenso, reso ancora più attuale dalla recente modifica dell’articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale. Il focus della giornata è far emergere, davanti alle ragazze e ai ragazzi, quanto il consenso debba essere libero, informato e rispettato in ogni contesto, dal privato al pubblico, e come la sua mancanza produca conseguenze profonde nelle relazioni, nella società e nella vita di chi subisce abusi.
Per rendere questo concetto tangibile, l’associazione ha costruito un programma che affronta il consenso in molte delle sue declinazioni. Si parlerà di consenso online, analizzando cosa significhi davvero autorizzare la condivisione di immagini, dati e contenuti personali sul web. Verranno presentati dati e statistiche sugli stereotipi di genere e sulla cyber violence, si rifletterà sulla forza di dire no in situazioni di pressione sociale o affettiva, sui matrimoni forzati e sulla libertà di scelta, mettendo al centro le conseguenze concrete di queste violazioni nella vita delle persone.
Le voci che si alterneranno sul palco
La mattinata sarà attraversata da testimonianze molto diverse tra loro, pensate per offrire ai ragazzi punti di vista plurali. Amani El Nasif, autrice di “Siria Mon Amour”, dialogherà con le studentesse e gli studenti partendo dal suo ultimo libro “Sulla nostra Pelle”, intrecciando biografia e riflessioni sul corpo, sulle scelte e sui confini che ciascuno ha diritto di porre. L’onorevole Stefania Ascari interverrà sulla Legge Saman, ritenuta un passaggio normativo decisivo nella tutela dei diritti, mentre il magistrato Valerio de Gioia, consigliere presso la prima sezione penale della Corte d’appello di Roma e consulente giuridico della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, proporrà un intervento dal titolo “Consenso e rispetto”.
Dati, testimonianze e linguaggi diversi per parlare ai ragazzi
Un altro momento centrale sarà affidato a Claudia Villante, primo ricercatore presso ISTAT ed esperta nazionale distaccata presso EIGE, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di genere: attraverso i numeri, traccerà una vera e propria mappa degli stereotipi e delle forme di violenza sul web, restituendo alle ragazze e ai ragazzi strumenti per leggere la realtà digitale. Sul palco salirà anche l’attrice e content creator Jenny De Nucci, che ha scelto di sostenere Telefono Rosa condividendo la propria esperienza, inclusi i fatti legati a phica.eu. A chiudere questo segmento ci sarà il comico e podcaster Daniele Tinti, con un monologo dedicato al tema del consenso, pensato per usare il linguaggio dell’ironia senza sminuire la serietà dell’argomento.
Educare al rispetto: le parole della presidente di Telefono Rosa
Nel suo intervento la presidente di Telefono Rosa, Antonella Faieta, richiama con forza l’urgenza di un lavoro condiviso per costruire un futuro in cui donne e ragazze possano vivere libere da violenze e discriminazioni. Ricorda come, fin dall’infanzia, le bambine vengano spesso indirizzate verso scelte e comportamenti prestabiliti e finiscano per interiorizzare stereotipi di genere che limitano desideri, opportunità, persino l’immagine che hanno di sé. Per Faieta è essenziale che le giovani non delegino a nessuno la gestione della propria libertà o dei propri progetti, ma maturino consapevolezza del proprio valore e della forza insita nella propria voce.
Il valore del “no” e la responsabilità degli adulti
La presidente insiste sul fatto che dire no rappresenti uno strumento potentissimo, oggi finalmente riconosciuto anche a livello normativo. Sottolinea come le donne impegnate in politica si siano nuovamente ritrovate dalla stessa parte per ottenere una modifica decisiva dell’articolo 609 bis del codice penale: viene stabilito che senza libero consenso si configura il reato di stupro, una conquista che Faieta considera patrimonio di tutte. Allo stesso tempo richiama la responsabilità degli adulti, chiamati a vigilare perché i traguardi raggiunti non vengano messi in discussione e perché ragazze e ragazzi vengano educati al rispetto reciproco e alla parità, così da diventare essi stessi protagonisti del cambiamento. È proprio questo l’obiettivo del progetto storico di Telefono Rosa: creare un ponte tra presente e futuro, verso una società più giusta e rispettosa.
Un ponte tra aula, istituzioni e mondo del lavoro
La struttura della giornata al Teatro Orione restituisce con chiarezza il senso di un’alleanza ampia: sullo stesso palco si incontrano scuola, mondo associativo, istituzioni, professionisti della giustizia, aziende, ricercatori, artiste e artisti. È un intreccio di competenze e sensibilità che permette di affrontare la violenza di genere da angolazioni diverse, mostrando alle ragazze e ai ragazzi che il cambiamento culturale non è affidato a una sola voce, ma nasce dall’assunzione di responsabilità di soggetti differenti, uniti da un obiettivo comune.
L’evento, seguito non solo in presenza ma anche tramite la diretta sul canale YouTube di Telefono Rosa, amplia così il raggio d’azione ben oltre le mura del teatro, raggiungendo chi non può essere fisicamente a Roma. In questo 25 novembre, la combinazione tra riflessione sul consenso, racconti personali, approfondimenti giuridici e un progetto come Scelta D offre al pubblico un’immagine concreta di cosa significhi intervenire contro la violenza: non limitarsi alla denuncia, ma costruire ogni giorno condizioni di rispetto, ascolto e autonomia reale.
