A Napoli prende forma un nuovo appuntamento pensato per chi crede nella forza delle donne e nella cura di sé. Il Pink Up Festival debutta come spazio condiviso, dove esperienza, ascolto e partecipazione si intrecciano per costruire relazioni autentiche e offrire alle partecipanti strumenti concreti per guardare al futuro con maggiore consapevolezza.
Un esordio presentato alla città e un cambio di programma necessario
Si è tenuta oggi, nella Sala Guido Pepe della sede Sport e Salute Campania in via Alessandro Longo 46E, la conferenza stampa che ha ufficialmente presentato il Pink Up Festival. Nel corso dell’incontro è stato comunicato un aggiornamento essenziale per il pubblico: l’appuntamento, inizialmente fissato per il 22 novembre sulla Rotonda Diaz, è stato riprogrammato al 29 novembre 2025 e trasferito in Piazza Municipio, a causa delle previsioni meteo avverse legate alla data originaria, così da garantire uno svolgimento sereno dell’iniziativa.
La visione di un luogo pensato dalle donne per le donne
Al centro del progetto c’è l’intuizione di Rossella Montagna, ideatrice del festival e presidente dell’ASD S.E.B.S., realtà organizzatrice della Fiera dello Sport. Affiancata dal co organizzatore Tommaso Conte, ha spiegato come il Pink Up Festival nasca dalla volontà di offrire alle partecipanti uno spazio sicuro, concreto e accogliente, nel quale sentirsi sostenute, riconosciute e incoraggiate a esprimere la propria energia in tutte le fasi della vita. Una dimensione che punta a costruire relazioni basate sul rispetto reciproco e sulla condivisione di esperienze personali.
Montagna ha ricordato che il festival è stato ideato da donne per le donne, con l’ambizione di promuovere inclusione, autodeterminazione e benessere psicofisico. L’obiettivo dichiarato è trasformare parole spesso abusate, come prevenzione ed empowerment, in percorsi reali, costruiti passo dopo passo insieme alle partecipanti. Il Pink Up Festival vuole così diventare un momento di unione e di rinascita condivisa, in cui ogni storia personale trovi ascolto e spazio per generare nuova consapevolezza, all’interno di un contesto organizzato per accogliere dubbi, fragilità e desiderio di cambiamento.
Il contributo delle istituzioni e del mondo sportivo
Alla conferenza hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e professioniste provenienti da ambiti diversi, tutte accomunate dall’impegno per la tutela della salute femminile. Nel dialogo con la stampa è stato sottolineato come prevenzione, sostegno reciproco e partecipazione attiva possano diventare strumenti di vero empowerment. Mettere in rete competenze e sensibilità differenti è apparso il modo più efficace per offrire alle donne occasioni concrete di informazione, ascolto e orientamento, dentro e oltre i confini della giornata in piazza, rendendo il confronto pubblico un passaggio significativo del percorso avviato dal festival.
Il presidente del CONI Campania, dottor Sergio Roncelli, ha ricordato che lo sport non coincide soltanto con le grandi competizioni olimpiche e con i risultati agonistici. Ha definito l’attività motoria uno strumento fondamentale di tutela della salute, capace di incidere sul benessere complessivo delle persone. Nelle sue parole, iniziative come il Pink Up Festival dimostrano che il movimento può trasformarsi in una vera forma di cura, valorizzando sia l’individuo sia la comunità che partecipa e rafforzando, al tempo stesso, il legame tra cittadine, cittadini e territorio.
Contenuti della giornata e protagoniste in piazza
Il Pink Up Festival si presenterà come un evento totalmente gratuito, costruito su un programma denso e variegato. Nello spazio scelto per ospitare l’iniziativa prenderanno forma attività sportive e pratiche olistiche, momenti dedicati all’informazione sanitaria sulla salute femminile, laboratori di autodifesa pensati per aumentare sicurezza e consapevolezza, oltre a talk motivazionali guidati da esperte del mondo sociale, sanitario e sportivo. L’intreccio di queste proposte punta a offrire alle partecipanti strumenti diversi, ma complementari, per interpretare il proprio benessere in modo attivo, all’interno di una cornice accessibile e aperta a tutte.
Un’attenzione particolare sarà riservata alle discipline marziali, grazie alla presenza del presidente della Filkam settore karate, dottor Domenico Doria. Per la giornata inaugurale ha annunciato un percorso dimostrativo e formativo, rivolto soprattutto alle donne, pensato per mostrare come il karate e le arti affini possano diventare strumenti di sicurezza personale, consapevolezza corporea e autodeterminazione, rendendo più solido il senso di controllo sui propri confini fisici ed emotivi, all’interno di un contesto protetto, dove sperimentare tecniche e atteggiamenti utili anche nella vita quotidiana.
Benessere mentale e prevenzione sul territorio
Accanto alla dimensione fisica, un posto di rilievo sarà dedicato all’equilibrio psicologico, come ha ricordato la psicoterapeuta Mariella Di Vicino. Ha sottolineato che prendersi cura di sé significa ascoltare il corpo, ma anche riconoscere i propri bisogni emotivi e interiori. Il benessere è stato descritto come un viaggio intimo, che richiede attenzione costante, capacità di accoglienza verso se stesse e volontà di dare nome a emozioni spesso taciute, per poterle trasformare in risorse consapevoli, allineando dimensione psicologica e condizioni di salute generale.
Fondamentale sarà anche la partecipazione dell’ASL Napoli 1, presente con il Camper della Prevenzione. All’interno di questa unità mobile verranno affrontati temi cruciali per la salute pubblica: vaccinazione dell’adulto, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, diagnosi precoce dell’HIV, screening dell’epatite C e sensibilizzazione legata al progetto Passi d’Argento. Un presidio itinerante che porterà informazioni qualificate direttamente tra le persone, abbattendo distanze spesso percepite come insormontabili e rendendo più immediato l’accesso a chiarimenti, consigli e opportunità di controllo sulla propria condizione.
La conduzione e il racconto dal vivo
A guidare il pubblico lungo le varie tappe del programma saranno Magda Mancuso e Fabrizia Cerrito, chiamate a condurre la giornata in programma. La loro presenza accompagnerà il susseguirsi delle attività, favorendo un ritmo chiaro e partecipato tra interventi, momenti di confronto e proposte esperienziali. Attraverso la conduzione, il mosaico di voci e contenuti del festival troverà un filo narrativo unitario, capace di valorizzare ogni segmento dell’iniziativa, facilitando l’incontro tra chi sale sul palco e chi segue dagli spazi della piazza.
Il Primo Premio Pink Up: riconoscere l’eccellenza femminile
In occasione di questa prima edizione nasce il Primo Premio Pink Up, un riconoscimento pensato per celebrare donne che rappresentano un punto di riferimento nei rispettivi ambiti professionali e sociali. Al festival si darà spazio alle storie di chi, con impegno costante, talento e visione, contribuisce a innalzare il livello di qualità della vita comune. Il Premio Donna intende mettere in luce percorsi esemplari, capaci di ispirare altre donne e l’intera collettività, valorizzando risultati raggiunti spesso in contesti complessi e poco visibili.
La giornalista Maria Carla Palermo, coordinatrice del premio, ha illustrato l’impianto organizzativo di questa prima edizione, soffermandosi sull’accuratezza nella selezione delle candidature. Il lavoro del team punta a individuare storie autentiche e realmente impattanti, capaci di raccontare passione e resilienza. L’intento è riconoscere il contributo concreto di chi, ogni giorno, favorisce lo sviluppo della comunità e alimenta un cambiamento positivo nelle relazioni sociali e nel modo di vivere il proprio ruolo, offrendo modelli credibili e vicini alla quotidianità delle persone.
Un progetto destinato a crescere
Guardando oltre la singola giornata in piazza, il Pink Up Festival si propone di diventare una piattaforma stabile di sensibilizzazione. L’obiettivo è costruire una rete strutturata con associazioni, centri antiviolenza e professioniste del benessere, così da offrire un supporto continuativo alle donne che ne avranno bisogno. Non solo un evento, quindi, ma l’avvio di una comunità sempre più consapevole, capace di riconoscere i propri diritti e di chiedere aiuto senza sentirsi sola, mantenendo nel tempo il confronto aperto tra realtà diverse del territorio.
A sostegno di questa visione si è raccolto un ampio fronte istituzionale. Il festival gode dei patrocini di Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana, Sport e Salute, CONI Campania, ASL Napoli, Sinafi e Confartigianato. Un sostegno che conferma l’attenzione delle istituzioni verso iniziative capaci di mettere al centro il vissuto delle donne, creando alleanze operative tra mondo associativo, sportivo e sanitario e rafforzando la legittimazione pubblica di un progetto che nasce dal territorio e ne raccoglie bisogni e attese.
La rete di partner che sostiene l’iniziativa
Accanto ai patrocini istituzionali, numerosi partner hanno scelto di sostenere questa iniziativa. Tra questi figurano Kaze Club, Eurosup, Barrus, Snellife, Mood Salon, Excelsa, Yvonne, Roberta Torre, I Fioristi, Iam Ià Trattoria Napoletana, Empathy, Associazione Teniamoci per Mano Onlus, Distretto di Napoli, SSG Security Multiservice, Psico Paris di Titti Petrucci, Saka Caffè, Party Factory e Club Bikers Brotherhorder LEMC. Una rete eterogenea che testimonia la volontà di realtà diverse di mettersi a servizio di un progetto condiviso.
A completare il quadro della collaborazione c’è il ruolo di Pink Life Magazine, Media Partner dell’evento, chiamato ad amplificarne il messaggio e a raccontarne i momenti più significativi. Attraverso questa sinergia tra istituzioni, associazioni, professioniste e partner privati, il Pink Up Festival si prepara a offrire a Napoli una giornata che mette al centro sguardi, bisogni e desideri delle donne, con la promessa di non lasciarli più in secondo piano, trasformando un evento in piazza in un segnale concreto di attenzione collettiva.
