Quando si parla di investimenti e risparmio, si sente spesso menzionare l’acronimo BTP. Ma cosa sono esattamente? I BTP, o Buoni del Tesoro Poliennali, sono delle obbligazioni, emesse dallo Stato italiano attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze allo scopo di finanziare il debito pubblico, con una scadenza di medio o lungo periodo, che può variare dai 3 ai 50 anni.
I BTP prevedono un interesse periodico, noto come “cedola”, che viene pagato semestralmente all’investitore. Esistono numerose emissioni con scadenze e tassi diversi; un esempio specifico è il btp2037 sul sito di SoldiExpert SFC, un titolo con una scadenza fissata al 1° febbraio 2037, che corrisponde una cedola semestrale fissa del 2% (pari al 4% annuo) e prevede la restituzione del capitale alla scadenza.
L’acquisto sul mercato primario e secondario
Per entrare in possesso di BTP, un risparmiatore ha principalmente due strade. La prima è partecipare all’emissione sul “mercato primario“, ovvero acquistarli nel momento in cui vengono offerti dallo Stato per la prima volta. Questo avviene tramite un meccanismo di asta, riservato principalmente agli intermediari finanziari autorizzati. Queste aste avvengono con cadenza regolare: Borsa Italiana specifica che, normalmente, le aste di metà mese sono dedicate ai titoli a 3 e 7 anni e alle scadenze più lunghe (dai 15 ai 50 anni), mentre le aste di fine mese si concentrano sui BTP a 5 e 10 anni.
La seconda modalità, più comune per il singolo risparmiatore, è l’acquisto sul “mercato secondario”. Una volta emessi, infatti, i BTP vengono quotati e scambiati quotidianamente sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni), un mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana. Qui, gli investitori possono comprare e vendere i BTP già in circolazione ai prezzi determinati dall’incontro tra domanda e offerta, in qualsiasi giorno di borsa aperta, attraverso il proprio intermediario finanziario (come la banca).
Il rendimento
Il rendimento o guadagno per l’investitore deriva da due componenti: la cedola, ovvero l’interesse fisso pagato semestralmente, calcolato sul valore nominale del titolo, mentre la seconda componente è legata al prezzo di acquisto e vendita (o rimborso). Il valore di rimborso alla scadenza è sempre pari a 100 (valore nominale).
Tuttavia, sul mercato secondario, il prezzo del BTP oscilla in base a vari fattori, come ad esempio l’andamento dei tassi di interesse. Se un BTP viene acquistato “sotto la pari” (cioè a un prezzo inferiore a 100) e tenuto fino alla scadenza, l’investitore otterrà un guadagno aggiuntivo. È importante notare che, come per gli altri titoli di Stato, i BTP godono di una tassazione di vantaggiosa, pari a un’imposta del 12,5%, sia sugli interessi percepiti sia sull’eventuale guadagno in conto capitale.
Le diverse tipologie di BTP
Negli ultimi anni, l’offerta dei titoli di Stato italiani si è ampliata per rispondere a diverse esigenze degli investitori, affiancando ai BTP tradizionali a tasso fisso nuove tipologie. Come riporta Borsa Italiana, esistono, ad esempio, i BTP€i, che sono indicizzati all’inflazione europea, offrendo così una protezione dall’aumento dei prezzi. Similmente, i BTP Italia sono indicizzati all’inflazione nazionale. Altre emissioni, come i BTP Futura e i BTP Valore, sono state pensate specificamente per i risparmiatori individuali (il mercato “retail”) e spesso includono caratteristiche come un premio fedeltà per chi detiene il titolo fino alla scadenza o cedole crescenti nel tempoInfine, sono stati introdotti anche i BTP Green, titoli i cui proventi sono destinati a finanziare spese statali con un positivo impatto ambientale.
