Milano punta a 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030, Torino inaugura boschi urbani, l’Emilia Romagna regala piantine ai cittadini. Così le nostre città provano a respirare di più. Il 21 novembre, in tante scuole italiane, c’è ancora il rito della buca scavata nel cortile, delle mani dei bambini sporche di terra, della foto di classe accanto a un alberello che sembra troppo fragile per fare davvero la differenza. Eppure quella piantina è il simbolo di un cambio di passo che riguarda tutti, non solo i più piccoli.
Ogni anno, infatti, in Italia c’è una giornata dedicata proprio agli alberi. È stata istituita dal Ministero dell’Ambiente con la legge 14 gennaio 2013 n. 10 e serve, molto concretamente, a ricordarci quanto siano preziosi boschi, parchi e verde urbano per l’aria che respiriamo, per il clima e, in generale, per l’equilibrio del nostro ecosistema.
Negli ultimi anni, a questa ricorrenza si è affiancata una parola che fino a poco tempo fa sembrava tecnica e lontana: forestazione urbana. Non più solo boschi in montagna, ma alberi che entrano dentro le città, riempiono ex aree industriali, bordi di tangenziali, parcheggi, cortili scolastici. Un’idea che in Italia viaggia a velocità diverse, ma che sta lasciando segni concreti in diverse aree metropolitane, complice anche la spinta dei fondi PNRR dedicati proprio a nuovi alberi in città.
Ecco alcune delle esperienze più interessanti, che raccontano come, passo dopo passo, le nostre città stiano provando a trasformarsi in piccole foreste abitabili.
Milano, la città che punta a 3 milioni di alberi
Milano è diventata il laboratorio più visibile di questa trasformazione. Con il progetto ForestaMi, nato come ricerca scientifica nel 2019 e poi diventato grande cantiere urbano, l’area metropolitana si è data un obiettivo ambizioso: piantare 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030.
L’idea è semplice solo sulla carta: aumentare il capitale naturale distribuito tra città e hinterland per purificare l’aria, ridurre le isole di calore, assorbire CO₂ e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Dietro lo slogan ci sono scelte molto concrete:
- rigenerare aree marginali in piccoli boschi urbani
- creare corridoi verdi che colleghino parchi, orti urbani e impianti sportivi
- piantare alberi lungo strade e viali storicamente poveri di verde
In alcuni comuni dell’area metropolitana, come Zibido San Giacomo, sono nate nuove aree boscate grazie a collaborazioni tra ForestaMi e grandi realtà private, con migliaia di piante messe a dimora.
I numeri raccontano che la strada non è in discesa e che ci sono anche criticità, dagli alberi che non attecchiscono ai ritardi su alcune scadenze. Ma al di là delle cifre, è cambiato il modo di guardare allo spazio urbano: l’albero non è più un dettaglio decorativo, ma un’infrastruttura essenziale, al pari di una pista ciclabile o di una linea di tram.
Torino, i nuovi boschi urbani che fanno respirare i quartieri
Anche Torino negli ultimi anni sta sperimentando la via del bosco in città. Nel quartiere di Villaretto, per esempio, è nato un nuovo bosco urbano di 10 mila metri quadrati con 1.000 nuove piante messe a dimora in un’area finora marginale.
Non è solo un colpo d’occhio in più sulla mappa, questa piccola foresta urbana è pensata come un intervento di rigenerazione ambientale, capace di:
- assorbire CO₂
- migliorare il microclima locale
- offrire ombra e spazio di socialità ai residenti
- creare nuovi habitat per la biodiversità cittadina
Sul territorio metropolitano torinese è in corso anche il progetto “Un milione di alberi per il nostro futuro”, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente, che prevede la messa a dimora di circa 650 mila piante in cinque ambiti metropolitani strategici, con un finanziamento di oltre 22 milioni di euro.
Qui l’albero diventa un alleato della salute pubblica. Non a caso, in uno degli ultimi interventi cittadini, l’amministrazione ha parlato esplicitamente di un piano per far crescere Torino “nel verde e nella salute”, grazie a nuovi alberi lungo i viali e nei parchi.
Emilia Romagna, dove gli alberi si regalano
Se a Milano e Torino sono i grandi progetti di area metropolitana a fare da motore, in Emilia Romagna la rivoluzione verde passa anche da un gesto molto semplice: regalare alberi ai cittadini.
Con l’iniziativa “Mettiamo radici per il futuro”, la Regione ha avviato un programma di distribuzione gratuita di piantine attraverso una rete di vivai convenzionati. Dal 1º ottobre 2025 la campagna è ripartita, con la possibilità per famiglie, imprese e associazioni di ritirare gratuitamente alberi e arbusti da piantare nei giardini privati o in aree individuate dai comuni.
Parallelamente, nella cintura di Bologna sono stati finanziati progetti di riforestazione urbana che trasformano terreni agricoli, bordi stradali e lotti inutilizzati in nuove zone verdi, con centinaia di alberi e grandi arbusti a mettere radici in pochi anni.
Il messaggio che arriva da qui è chiaro: la forestazione urbana non è solo un affare da tecnici o amministrazioni, ma può diventare un processo condiviso, dove ogni cittadino può letteralmente portarsi a casa un pezzo di futuro.
Una festa che torna ogni anno, non solo sul calendario
La forza della Giornata nazionale degli alberi sta proprio nella sua ricorrenza. Ogni 21 novembre, scuole, associazioni, amministrazioni locali e organizzazioni ambientaliste organizzano centinaia di iniziative: lezioni all’aperto, messe a dimora collettive, laboratori per bambini. Nel 2025, ad esempio, Legambiente ha annunciato oltre 120 eventi di forestazione urbana in 14 regioni, con lo slogan eloquente: “Gli alberi ci danno tanto, ora tocca a noi”.
Dietro i numeri e gli slogan resta una verità semplice: ogni albero, che sia piantato in un grande parco metropolitano o nel cortile di una scuola, è un investimento a lungo termine. Assorbe CO₂, mitiga il caldo, filtra gli inquinanti, riduce il rumore, migliora il benessere psicologico delle persone che vivono vicino al verde.
Per questo, più che una festa di un giorno, la Giornata nazionale degli alberi è diventata l’occasione per prendere le misure al rapporto tra città e natura. Milano, Torino, Bologna e l’Emilia Romagna mostrano che trasformare le nostre aree urbane in città foresta non è un sogno da manifesto, ma un percorso già iniziato, fatto di boschi urbani, corridoi verdi e alberi regalati. Il resto lo farà il tempo. E la capacità, tutta italiana, di trasformare un gesto simbolico, come piantare un albero il 21 novembre, in una politica quotidiana radicata nei territori.
