Identità, etica e innovazione non sono più parole astratte, ma diventano il filo conduttore di un appuntamento che chiama a raccolta il meglio dell’Italia produttiva. Federitaly sceglie Roma per aprire un confronto dal forte valore simbolico sul futuro del Made in Italy, tra radici da custodire e trasformazioni da governare.
Una giornata dedicata al nuovo volto del Made in Italy
Il 26 novembre 2025, la prestigiosa Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ospiterà il convegno intitolato “Identità, Etica e Innovazione: il nuovo paradigma del Made in Italy”, promosso da Federitaly. Attorno a questo tavolo di lavoro si ritroveranno rappresentanti delle istituzioni, del tessuto imprenditoriale, dell’università e del mondo culturale, chiamati a condividere esperienze e punti di vista. L’appuntamento si configura come un vero laboratorio di idee, in cui il sistema Paese si interroga con lucidità sulle proprie responsabilità e sulle proprie risorse.
Al centro dei lavori ci sarà il ruolo del Made in Italy nello scenario globale, osservato non solo nella sua dimensione economica, ma anche come espressione di valori, linguaggi e relazioni sociali. Il convegno propone un nuovo punto di vista: mettere in dialogo identità, etica e innovazione come criteri imprescindibili per orientare le scelte di chi produce, investe e progetta, in un contesto internazionale sempre più complesso e competitivo. Questo intreccio di dimensioni rappresenta il cuore del nuovo paradigma proposto, capace di ridefinire priorità e metriche di successo per l’intero sistema produttivo nazionale.
Il dialogo tra istituzioni, accademia e mondo produttivo
Ad inaugurare i lavori sarà il messaggio istituzionale del Ministro Adolfo Urso, cui seguiranno gli interventi di una serie di figure chiave dell’amministrazione e del mondo accademico. Prenderanno la parola il Sottosegretario Massimo Bitonci, il Capo di Gabinetto Federico Eichberg, la Vicecapo di Gabinetto Elena Lorenzini, l’onorevole Fabio Righi, già Segretario di Stato della Repubblica di San Marino, il Presidente UNINT Fabio Bisogni e il professor Fabio Pistella, alla guida del Comitato Scientifico del Centro Studi Federitaly. La sessione iniziale offrirà così una sequenza di sguardi complementari sulle politiche che interessano il tessuto produttivo italiano.
A coordinare e dare ritmo al dibattito sarà il giornalista Domenico Letizia, responsabile dell’Ufficio Stampa Federitaly, chiamato a presentare i lavori e a intrecciare gli interventi dei relatori. Nel corso della sessione introduttiva il Presidente Carlo Verdone illustrerà le principali linee d’azione della Federazione, impegnata nella tutela dell’identità produttiva italiana, nella promozione della tracciabilità e nella valorizzazione della qualità come leva competitiva. A chiudere i saluti istituzionali interverrà il Segretario Nazionale Lamberto Scorzino, che presenterà le iniziative studiate a sostegno delle micro e piccole imprese.
Il Premio Federitaly e i suoi protagonisti
Cuore simbolico della giornata sarà la Cerimonia di consegna del Premio Federitaly “Ambasciatori dell’Eccellenza Italiana nel Mondo”, giunto alla sua terza edizione. La selezione dei destinatari è stata affidata a una Commissione dedicata, presieduta dall’imprenditore Maurizio Marinella, Presidente Onorario di Federitaly, incaricato di sovrintendere all’intero percorso di valutazione. Il riconoscimento viene assegnato a personalità che, in contesti differenti, incarnano l’eccellenza italiana sulla scena internazionale. La cerimonia si svolgerà dopo i saluti istituzionali, segnando il passaggio dal momento di analisi a quello del riconoscimento pubblico delle esperienze più significative.
Tra i premiati figurano nomi di grande richiamo, espressione di percorsi diversi e complementari. Saranno insigniti Ottavio Missoni Jr. per MISSONI, Gerardo Cavaliere e Margherita Cardelli, fondatori di Giuliva Heritage, insieme a Mariangela Oliveri per OLIVERI. Riceverà il premio anche Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia, mentre per la scienza verrà riconosciuto l’impegno di Pierluigi Paracchi di Genenta Science. Per la cultura sarà premiato Stefano Zavattoni, mentre, per l’enogastronomia, il riconoscimento andrà al presidente di Mastroberardino Agricola Piero Mastroberardino e allo chef Gianfranco Vissani.
Blockchain, tracciabilità e valore simbolico del riconoscimento
Una delle novità più significative di questa edizione riguarda la dimensione tecnologica del riconoscimento. Il Premio sarà infatti registrato su piattaforma blockchain, grazie alla collaborazione con la Fondazione Dfinity e la Origyn Foundation. L’adozione di questa infrastruttura consente di associare agli attestati un sistema strutturato di tracciabilità e autenticità, introducendo una forma di innovazione digitale che dialoga direttamente con le esigenze di trasparenza espresse dal mondo produttivo. In questo modo il legame tra le imprese premiate e le istituzioni coinvolte assume anche una chiara dimensione documentale.
Questa soluzione digitale contribuisce a ridefinire il significato del premio, inserendolo in un contesto in cui il riconoscimento assume anche una valenza documentale. La certificazione diventa parte integrante del messaggio stesso dell’iniziativa, che mette in relazione la cura per l’identità del prodotto italiano con la consapevolezza che le modalità di attestazione stanno cambiando e incidono sulla competitività internazionale. In questo scenario il linguaggio dei dati affianca quello delle storie personali, offrendo a imprese e istituzioni un ulteriore strumento per raccontare il proprio impegno.
Il confronto su identità, etica e futuro del mercato globale
Conclusa la fase delle premiazioni, l’attenzione si sposterà su una tavola rotonda che vedrà protagonisti gli stessi Ambasciatori dell’Eccellenza Italiana nel Mondo. Il confronto sarà centrato sul tema “Identità, etica e innovazione” e sarà moderato dal giornalista Paolo Leccese, direttore editoriale di Casa Radio. La scelta di affidare la discussione ai premiati sottolinea il desiderio di trasformare il riconoscimento in un’occasione di riflessione condivisa, capace di tradurre le esperienze personali in elementi di analisi collettiva. In questo spazio di dialogo le storie individuali vengono messe al servizio di una lettura più ampia del presente.
Al centro del dibattito saranno approfonditi tre nodi essenziali per chi opera nel Made in Italy: la cultura d’impresa come orizzonte di riferimento, il ruolo della responsabilità nella tutela dell’autenticità dei prodotti e la ricerca di un equilibrio sostenibile tra continuità delle tradizioni e spinta all’innovazione nel mercato globale. Le esperienze dei partecipanti offriranno esempi concreti di come queste dimensioni incidano sulle scelte quotidiane, sui modelli organizzativi e sulle relazioni con i mercati internazionali. Un confronto che mette a nudo opportunità e limiti dei diversi approcci, chiedendo a ciascuno di interrogarsi sul proprio ruolo.
Musica, cultura e visione: il congedo della giornata
La chiusura dei lavori sarà affidata alla musica dal vivo, con l’esibizione del Quintetto d’Archi dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta guidato dal Maestro Emiliano Facchinetti. L’ensemble proporrà celebri brani del repertorio classico italiano, offrendo ai presenti un momento di ascolto e concentrazione dopo le molte voci della giornata. Le note diventeranno così un ponte emotivo tra le storie raccontate durante il convegno e la consapevolezza di appartenere a una tradizione culturale ancora capace di parlare al presente. Un finale che unisce rigore istituzionale e sensibilità artistica in un unico respiro.
In questo contesto la giornata promossa da Federitaly si presenta come un passaggio di rilevanza strategica e culturale, pensato per mettere al centro il valore del Made in Italy. Non solo come etichetta di successo, ma come patrimonio economico, identitario e valoriale dell’Italia, da considerare asse portante delle politiche industriali sostenute da Federitaly. Un momento che invita istituzioni, imprese e cittadini a riconoscersi in una storia comune e a farsene, ciascuno con i propri strumenti, custodi e interpreti nel tempo.
