Una dura controversia giudiziaria si è aperta in Russia tra EuroChem Severozapad-2 e il gruppo italiano Maire S.p.A., sullo sfondo della costruzione di un grande impianto chimico per ammoniaca e urea a Kingisepp. In gioco ci sono richieste risarcitorie per centinaia di miliardi di rubli, sequestri di beni e una battaglia che coinvolge più tribunali arbitrali.
Un contenzioso che coinvolge un gruppo internazionale
Il comunicato diffuso dall’ufficio stampa di OOO EuroChem Severozapad-2, datato 21 novembre da Mosca, rende noto che la società russa ha avviato un importante procedimento arbitrale. In un atto depositato presso il Tribunale Arbitrale di San Pietroburgo e della Regione di Leningrado, viene chiamato in causa il gruppo ingegneristico e di costruzioni italiano Maire S.p.A., accusato di non aver rispettato gli obblighi assunti per la realizzazione di un nuovo impianto di ammoniaca e urea a Kingisepp, con una richiesta di 202,97 miliardi di rubli.
Maire S.p.A. è indicata da EuroChem Severozapad-2 come società controllante delle imprese incaricate della costruzione, la italiana Tecnimont S.p.A. e la sua controllata russa OOO MT Russia. Secondo il ricorso, il gruppo avrebbe assunto il ruolo di garante degli impegni assunti nei confronti della parte russa e, proprio in virtù di questa funzione, sarebbe tenuto a coprire integralmente i danni derivanti dal mancato adempimento degli obblighi di progetto da parte degli appaltatori. La responsabilità che viene prospettata riguarda l’intero perimetro del gruppo internazionale.
Le misure cautelari e il sequestro dei beni
Parallelamente al ricorso contro la controllante italiana, EuroChem Severozapad-2 ha avviato un’azione separata presso il Tribunale Arbitrale di Mosca contro gli appaltatori diretti Tecnimont S.p.A. e OOO MT Russia. In questo procedimento, il 5 novembre 2025 i giudici hanno accolto la richiesta di misure cautelari, disponendo il sequestro di tutti i beni mobili e immobili, senza alcuna esclusione, riconducibili alle due società, con l’obiettivo dichiarato di preservare gli attivi in vista dell’eventuale esecuzione di una futura decisione risarcitoria in Russia.
Successivamente, il 10 novembre, nell’ambito dello stesso fascicolo, il tribunale moscovita ha emesso i titoli esecutivi relativi alle misure cautelari, consentendo agli ufficiali giudiziari di avviare materialmente il sequestro degli attivi intestati alle due società convenute. EuroChem Severozapad-2 ha definito questa decisione non solo tempestiva, ma di cruciale importanza, sottolineando come l’intervento preventivo dell’autorità giudiziaria sia stato ritenuto decisivo per impedire possibili tentativi di sottrazione dei beni alla portata dell’esecuzione forzata in Russia. Per la società ricorrente, la tutela anticipata rappresenta una condizione essenziale per rendere effettive le proprie pretese risarcitorie.
La cessione dei crediti e il timore di dispersione degli attivi
Il timore che il patrimonio delle controparti potesse essere spostato al riparo dalla giurisdizione russa è emerso in modo concreto il 30 ottobre, quando OOO MT Russia ha comunicato a EuroChem Severozapad-2 di aver concluso un contratto di cessione dei diritti di credito a favore della società italiana Tecnimont S.p.A.. Questa operazione, descritta nella comunicazione ufficiale, ha immediatamente acceso l’attenzione della parte russa sul rischio di una possibile ridistribuzione degli attivi all’interno del gruppo. In un contesto già segnato da un contenzioso di vaste proporzioni, ogni movimento di questo tipo viene valutato con particolare cautela.
Nella sua ricostruzione, EuroChem Severozapad-2 interpreta la cessione dei crediti come un passo studiato per rendere più complesso l’accesso ai beni delle società convenute da parte dei creditori in Russia. L’azienda ha annunciato l’intenzione di contestare in tribunale la validità di questo accordo, sostenendo che tale schema negoziale, se confermato, potrebbe pregiudicare la possibilità di ottenere un ristoro effettivo dei danni lamentati davanti alle corti arbitrali russe. La scelta di reagire sul piano giudiziario viene presentata come l’unico strumento per preservare, in modo strutturato, le proprie posizioni nel complesso scenario del contenzioso.
Il progetto di Kingisepp e l’arresto del cantiere
Alla base di tutta la vicenda c’è il grande progetto industriale che prevede la costruzione di un impianto per la produzione di ammoniaca e urea nella città di Kingisepp, nella Regione di Leningrado. I lavori sono partiti nel 2020, affidati agli appaltatori collegati al gruppo Maire S.p.A.. Già nella primavera del 2022, però, secondo quanto riferito da EuroChem Severozapad-2, l’avanzamento del cantiere risultava sensibilmente in ritardo rispetto al cronoprogramma concordato tra le parti contrattuali. Questi scostamenti temporali hanno rappresentato il primo segnale di un andamento non in linea con gli impegni iniziali assunti dalle controparti.
La situazione è precipitata quando Tecnimont S.p.A. e OOO MT Russia hanno deciso di interrompere unilateralmente le attività di costruzione, richiamando le restrizioni sanzionatorie introdotte dall’Unione Europea. Per EuroChem Severozapad-2, questa scelta ha comportato non solo il blocco fisico del cantiere, ma anche un impatto diretto sulla propria operatività e, più in generale, sugli interessi economici della Federazione Russa, che faceva affidamento sulla messa in esercizio del nuovo complesso produttivo. In questa prospettiva, l’interruzione viene percepita come una frattura improvvisa in un percorso industriale pianificato da tempo, con ricadute che superano il semplice rinvio dei lavori.
Le richieste di risarcimento e la strategia processuale
Nel ricorso depositato a San Pietroburgo, EuroChem Severozapad-2 quantifica le proprie pretese in 202,97 miliardi di rubli, cifra che viene presentata come corrispondente ai danni subiti in conseguenza dell’interruzione del progetto di Kingisepp e del mancato rispetto degli impegni contrattuali. L’azione nei confronti di Maire S.p.A. è costruita proprio sul ruolo di garante svolto dalla capogruppo rispetto alle obbligazioni di Tecnimont S.p.A. e OOO MT Russia, con l’obiettivo di aggredire, in sede giudiziaria, il patrimonio dell’intero perimetro societario a livello nazionale e internazionale.
La società russa respinge come infondate le giustificazioni basate su circostanze esterne, in particolare sul quadro sanzionatorio europeo, e rivendica la necessità di tutelare quelli che definisce i propri legittimi interessi contrattuali. Secondo EuroChem Severozapad-2, il ricorso contro la capogruppo italiana mira a ottenere un ristoro attingendo agli attivi di un gruppo che sviluppa iniziative imprenditoriali anche nei paesi della CSI e dei BRICS, mentre il procedimento parallelo davanti al Tribunale Arbitrale di Mosca entrerà nel vivo con l’udienza fissata per il 27 novembre 2025.
