L’accordo siglato tra Confagricoltura e Costa d’Oro dà nuova forza all’olio extravergine di oliva 100% italiano, con una sperimentazione che prende avvio in Puglia e Calabria e un orizzonte che guarda lontano. Qualità, sostenibilità e giusto riconoscimento al lavoro degli olivicoltori diventano gli assi portanti di un progetto che coinvolge l’intera filiera.
Un patto che parte dal Sud e guarda all’intera filiera
Il nuovo percorso condiviso nasce nei territori ad altissima vocazione olivicola di Puglia e Calabria, scelti come banco di prova per un modello che punta a diventare riferimento per l’olio extravergine di oliva 100% italiano. La fase iniziale ha un chiaro significato strategico: valorizzare aree dove l’olivo è storia, economia e identità, per poi estendere il progetto alle altre regioni con forte tradizione olivicola. In questa logica, l’intesa non si limita a favorire la commercializzazione, ma costruisce una traiettoria di crescita condivisa, capace di aggregare produttori che credono in un futuro fatto di qualità certificata e di relazioni stabili lungo tutta la filiera.
L’intesa è stata formalizzata a Palazzo della Valle, a Roma, sede nazionale di Confagricoltura, dove il presidente Massimiliano Giansanti e il CEO di Costa d’Oro, Pascal Pinson, hanno apposto la firma a un accordo che si inserisce in una collaborazione ormai consolidata. Questo passaggio rappresenta l’evoluzione naturale di un lavoro congiunto sviluppato da tempo all’interno del programma di sostenibilità Planet O-live. La firma romana, in un luogo simbolo della rappresentanza agricola italiana, sottolinea la volontà di trasformare una partnership tecnica in un progetto di sistema, che tiene insieme istituzioni, imprese e mondo produttivo.
I contenuti dell’accordo tra Confagricoltura e Costa d’Oro
Nel cuore dell’intesa c’è l’impegno di Costa d’Oro ad acquistare olio extravergine di oliva 100% italiano, riconoscendo la specificità e l’eccellenza del prodotto nazionale. L’accordo mira ad aumentare la presenza di olio interamente italiano sul mercato, creando condizioni economiche vantaggiose per tutti gli attori della filiera. Il riconoscimento di volumi e prezzi equi diventa uno strumento concreto per dare stabilità al reddito degli olivicoltori e per premiare chi investe nella qualità. La logica è quella di un patto di lungo periodo, che lega responsabilmente produzione, trasformazione e distribuzione, superando logiche puramente speculative.
Parallelamente, Confagricoltura si impegna a sostenere le attività divulgative della Planet O-live Academy, il progetto formativo e informativo che rappresenta il braccio culturale del programma di sostenibilità. L’organizzazione agricola fa parte, fin dal 2022, del comitato scientifico dell’Academy, insieme ad Assoprol Umbria, al Centro Ricerca Produzioni Vegetali della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia. Questo coinvolgimento assicura un collegamento costante tra ricerca, rappresentanza degli agricoltori e imprese, con l’obiettivo di fornire alle aziende strumenti concreti per affrontare le sfide del settore, dalle tecniche colturali alla gestione economica.
Planet O-live, la sostenibilità che parte dal campo
Il programma Planet O-live costituisce la cornice nella quale si inserisce l’accordo con Confagricoltura. Come evidenziato nel Report ESG 2024, lo sviluppo della filiera olivicola italiana è considerato uno dei pilastri più rilevanti del piano di sostenibilità di Costa d’Oro. Nell’ultimo anno le vendite di olio 100% italiano dell’azienda hanno registrato una crescita del 43,7 per cento, dimostrando che il mercato è disposto a riconoscere un maggior valore al prodotto nazionale quando viene raccontato, garantito e sostenuto adeguatamente. Questo risultato economico, però, viene interpretato non come un punto d’arrivo, ma come la conferma che investire in filiere trasparenti e responsabili è la strada giusta.
I produttori coinvolti non vengono selezionati solo sulla base della qualità del loro olio, ma anche per l’adesione a un percorso di buone pratiche agricole di medio e lungo periodo. L’intesa prevede un impegno concreto nella riduzione dei consumi idrici, nella promozione del risparmio energetico e in un uso attento delle risorse naturali. Si valorizzano la produzione locale e la biodiversità, incoraggiando modalità di coltivazione e trasformazione che integrano economia circolare: riutilizzo degli scarti di lavorazione, diminuzione dell’impiego di prodotti fitosanitari, attenzione a ogni fase della filiera per ridurne l’impatto ambientale. In questo modo, la sostenibilità smette di essere un semplice slogan e diventa un criterio misurabile e condiviso.
Alla dimensione agricola si affianca un percorso di innovazione industriale che riguarda il confezionamento e l’energia. Costa d’Oro ha avviato progetti di eco-design con l’obiettivo di alleggerire il peso delle bottiglie e ottimizzare i trasporti, riducendo così consumi e emissioni lungo la catena logistica. Parallelamente, l’azienda ha investito nell’ampliamento del proprio impianto fotovoltaico, scelta che contribuisce a contenere l’impronta energetica delle lavorazioni. La coerenza tra ciò che accade nei campi e ciò che avviene negli stabilimenti di trasformazione diventa un elemento chiave del racconto verso il consumatore, sempre più attento alla credibilità degli impegni ambientali dichiarati.
Formazione e cultura dell’olio per le nuove generazioni
Uno dei tratti distintivi del programma è il ruolo centrale attribuito alla Planet O-live Academy, lo spazio in cui si condensano formazione, confronto tecnico e divulgazione. Attraverso gli eventi organizzati dall’Academy, sono già stati raggiunti olivicoltori che gestiscono complessivamente oltre 700.000 alberi, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 1 milione di piante entro il 2030. Questo significa avvicinare al progetto un numero crescente di aziende, trasferendo conoscenze e strumenti utili per affrontare l’innovazione in campo, dalla gestione delle risorse all’adattamento alle condizioni climatiche sempre più complesse. Ogni incontro diventa così un momento di scambio fra chi produce e chi trasforma, in un percorso che valorizza l’esperienza quotidiana degli agricoltori.
La dimensione educativa non si ferma però ai soli addetti ai lavori. Costa d’Oro e i partner del programma dedicano grande attenzione alla diffusione della cultura dell’olio di qualità tra i consumatori e, in particolare, tra i più giovani. Vengono organizzate masterclass, giornate open day e iniziative in collaborazione con il mondo della scuola, coinvolgendo istituti tecnici agrari, ITS e l’Università dei Sapori di Perugia, dove vengono formati gli chef di domani. Questi percorsi permettono di far conoscere l’intera filiera, dall’oliveto alla tavola, offrendo strumenti per riconoscere la qualità, comprendere le etichette e apprezzare il valore di un olio prodotto nel rispetto del territorio e di chi lo coltiva.
La visione di Confagricoltura
Nella lettura di Confagricoltura, l’olio extravergine di oliva non è soltanto un prodotto agricolo, ma un simbolo della dieta mediterranea e un elemento centrale del Made in Italy a tavola. Il presidente Massimiliano Giansanti sottolinea come l’accordo con Costa d’Oro rappresenti un passo concreto nella valorizzazione degli oli italiani di qualità, riconoscendo l’impegno delle aziende che scelgono di adottare pratiche agricole sempre più sostenibili. Una specifica forma di premialità economica è destinata proprio a questi produttori, in modo da collegare direttamente le scelte virtuose in campo con un ritorno misurabile nel conto economico aziendale. In questo quadro, sostenibilità e redditività non vengono più considerate alternative, ma parti dello stesso progetto di sviluppo.
La fase sperimentale avviata in Puglia e Calabria viene interpretata dalla rappresentanza agricola come un inizio carico di prospettive, che potrà progressivamente estendersi alle altre aree olivicole del Paese. Lavorare insieme a uno dei principali attori del settore consente, secondo Giansanti, di rafforzare la capacità delle aziende agricole di ottenere un giusto reddito, indispensabile per continuare a garantire l’eccellenza qualitativa dell’olio italiano anche in presenza di avversità climatiche e fitopatie sempre più impegnative. Dietro ogni bottiglia di olio extravergine 100% italiano c’è il lavoro quotidiano di famiglie che sfidano incertezze e difficoltà, e accordi come questo mirano a dare concretezza a quel riconoscimento che spesso, sul mercato, non è stato sufficiente.
