Venerdì 21 novembre la Al-B.Band torna a far vibrare l’Oazi, ex Amen, a Verona, con una serata pensata per chi ha voglia di cantare e ballare senza sosta. Un appuntamento che promette musica, energia condivisa e un clima capace di alleggerire qualsiasi giornata.
L’appuntamento live e il sound che invita a ballare
All’Oazi, ex Amen, il 21 novembre non sarà una serata qualunque: la Al-B.Band torna nel locale veronese che meglio raccoglie la sua energia contagiosa e la restituisce al pubblico. La sala, raccolta e pronta a trasformarsi in pista, è lo spazio ideale per un repertorio che attraversa diversi decenni di grandi canzoni, italiane e internazionali. Qui la band trova l’ambiente giusto per accendere il ritmo, invitare a cantare insieme e lasciare che la musica sciolga le tensioni di chi arriva dopo una settimana intensa.
Nella cornice dell’Oazi tutto è studiato per favorire la partecipazione: chi entra si ritrova presto coinvolto in un flusso di ritmi, cori spontanei e passi improvvisati. Le canzoni scelte dalla formazione permettono a generazioni diverse di riconoscersi, dal pubblico che ama i grandi classici a chi cerca solo l’occasione per muoversi senza pensieri. Cantare a squarciagola e seguire il tempo insieme al gruppo diventa così un modo semplice e immediato per ritrovare leggerezza e buon umore, anche per chi pensava di restare solo ad ascoltare.
Una band veronese che vive il palco
Alla guida del progetto ci sono Alberto Salaorni e Alberto Rossi, che negli anni hanno dato forma a una realtà musicale capace di conquistare il pubblico della loro città e non solo. La formazione, profondamente radicata a Verona, ha un’attitudine istintiva per il live: ogni ingresso sul palco è vissuto come un incontro ravvicinato con chi ascolta, fatto di sorrisi, sguardi diretti e una complicità che si crea già sulle prime note, prima ancora che la serata entri nel vivo.
Al fianco di Alberto Salaorni c’è il frontman Davide Rossi, con cui condivide un modo di stare sul palco istintivo e generoso. Insieme guidano un gruppo dalla reputazione esplosiva, capace di accendere la sala con una vitalità che non concede pause. Ogni esibizione viene costruita attraverso scelte musicali curate, interpretazioni cariche di sentimento e un’energia che arriva diretta al cuore del pubblico, trasformando il concerto in un momento unico, diverso da qualsiasi ascolto in cuffia o in radio, tradizionale e distaccato.
Accanto ai due frontman si muove una squadra affiatata: Andrea Mai alle tastiere e Luca Modena alla batteria sostengono ogni brano con una base solida e dinamica, mentre sul palco si avvicendano le voci di Emma Gabusi, Matilde Grillo e Giulia Baldo, ciascuna con un colore diverso. Insieme danno forma a serate che trascinano e fanno cantare il pubblico, grazie a un repertorio ampio e coinvolgente. «Suoniamo insieme da 25 anni» raccontano «e l’emozione è rimasta la stessa: è ciò che ci spinge a tornare ogni volta davanti alla gente».
Un repertorio senza scaletta fissa
Quando il concerto inizia non c’è una scaletta rigida appesa dietro le quinte: i brani vengono scelti sul momento, seguendo il clima della sala e le reazioni di chi sta sotto al palco. Ogni show prende così forma istante dopo istante, alimentato dal dialogo con il pubblico. Le scelte non sono mai scontate, perché la band preferisce sorprendere, cambiare ritmo, pescare nella propria memoria musicale per dare a ogni spettatore la sensazione di assistere a qualcosa di irripetibile ogni sera.
Nel corso della serata si passa con naturalezza da Lucio Battisti a Mina, fino ai grandi classici degli anni Settanta, riletti con arrangiamenti personali che rinfrescano anche i brani più celebri. Questo modo di lavorare sul repertorio ha creato nel tempo un marchio sonoro immediatamente riconoscibile, qualcosa di raro nel panorama attuale. Le canzoni diventano così il punto d’incontro tra palco e platea, un flusso travolgente che invita a muoversi, battere le mani e intonare i ritornelli senza timidezza fino all’ultima nota.
