È online il videoclip di “De vez en cuando”, inedito duetto di Nicola Di Bari e Vittorio Grigolo, dedicato a Diego Armando Maradona nel giorno della sua nascita e a cinque anni dalla morte. Un omaggio che diventa racconto intimo, dove musica, memoria e incontri personali si intrecciano in un’unica, intensa narrazione.
Un tributo in musica a Diego Armando Maradona
La pubblicazione di “De vez en cuando” è stata scelta per una ricorrenza precisa: il 30 ottobre, data di nascita di Maradona nel 1960, e il 20 novembre, giorno in cui nel 2020 se n’è andato. Non è un semplice gesto celebrativo, ma un percorso che segue la luce che ancora arriva da chi non c’è più. In questa canzone prende forma l’immagine del campione e dell’uomo, capace con la sua verità disarmante di incarnare il desiderio di riscatto e quella fierezza che non indietreggia, non recita, non indossa maschere.
La struttura del brano custodisce un intreccio di talenti: il testo in lingua spagnola è firmato da Egale Cerroni, la musica porta la firma del Maestro Sergio Rendine, mentre l’arrangiamento è stato affidato a Demo Morselli. Pubblicato da Clodio Music, con edizioni One Kay Records SA e Clodio Management Srls, il singolo è già in rotazione radiofonica e disponibile in digitale, distribuito da Believe. L’incontro fra queste professionalità crea una cornice sonora che sostiene il racconto e lo proietta oltre il semplice omaggio, trasformandolo in un vero atto d’amore artistico.
La nascita di “De vez en cuando” e il sogno di unire due epoche
Alla radice di questo progetto c’è un dettaglio che, per Egale Cerroni, ha avuto il peso di una rivelazione: quando era ancora un giovane calciatore, Diego Armando Maradona dichiarò in un’intervista che il suo cantante preferito era proprio Nicola Di Bari. Una frase capace di illuminare in un istante la statura del cantautore e la portata della sua carriera. Leggendo quella notizia, Cerroni avvertì nascere dentro di sé un’idea che presto diventò un pensiero fisso, una ossessione creativa, alimentata da interrogativi e riflessioni su come far incontrare quel legame ideale tra calcio e musica.
Lo stesso Cerroni ricorda il momento in cui ha conosciuto Vittorio Grigolo, molti anni fa, al Teatro dell’Opera di Roma, nel novembre 2002. Allora il tenore era il giovane protagonista di un’opera del Maestro Sergio Rendine, per la quale l’autore aveva scritto il libretto: “Romanza, una favola romana”. Già in quella occasione, il talento naturale di Grigolo apparve abbagliante, evidente persino a chi non fosse addentro al linguaggio musicale. Da quel momento, nella mente di Cerroni, Vittorio è diventato una sorta di “Maradona di un altro campo”, il palcoscenico, mentre l’ossessione era immaginare due giganti di epoche e generazioni diverse, Nicola e Vittorio, uniti in un’unica canzone.
Dopo anni di pensieri e rimandi interiori, pochi mesi fa Cerroni ha deciso di trasformare quel sogno in azione concreta, prendendo in mano il telefono. Dall’altra parte, Nicola Di Bari e Vittorio Grigolo hanno accolto con entusiasmo l’idea di condividere un brano dedicato a Maradona, scelta che l’autore accompagna con un riconoscente “Deo Gratias”. Grigolo ha voluto guidare in prima persona questa avventura, contribuendo alla nascita di una squadra affiatata composta da Demo Morselli, Nicodemo Scilanga, Andrea Natale e Gianluca Ricotti (Jurij). Cerroni esprime per tutti loro una stima profonda, legandola a un pensiero colmo di affetto per il caro amico Sergio Rendine, il Maestro che desiderava con tutto se stesso che questo brano vedesse la luce e che oggi, idealmente, assiste alla realizzazione di quel desiderio.
L’abbraccio artistico tra Nicola Di Bari e Vittorio Grigolo
Nel raccontare questa esperienza, Nicola Di Bari sottolinea quanto sia stato felice di condividere il progetto con l’amico Vittorio Grigolo. Scoprire un’intesa tanto forte, quasi sorprendente, ha rafforzato un legame umano che lui descrive con grande calore. Di Bari parla di Vittorio come di un artista di altissimo livello e, allo stesso tempo, di un gentiluomo dotato di rara sensibilità. Da questa sintonia è nata la volontà comune di incidere qualcosa che andasse oltre la semplice collaborazione, un gesto condiviso che potesse contenere rispetto, amicizia e ammirazione reciproca.
Per Di Bari, cantare insieme significava soprattutto ricordare e celebrare una stella che non verrà mai dimenticata: Diego Armando Maradona, che lui ebbe modo di incontrare quando il fuoriclasse argentino era poco più che un ragazzo. Nelle sue parole affiora l’immagine di un uomo che ha attraversato la vita con enorme passione, tra slanci esaltanti e cadute dolorose, senza mai smarrire schiettezza e semplicità. Sullo sfondo della “meravigliosa città di Napoli”, Nicola e Vittorio, affiancati da un team che sente come speciale, hanno cercato di esaltare il lato più romantico di questa storia, vivendo il lavoro sul brano e sul video come un’esperienza impregnata di passione, gioia e amore autentico per la musica.
Lo sguardo di Vittorio Grigolo sul Maestro e sul mito di Diego
Vittorio Grigolo racconta l’incontro con Nicola Di Bari come un momento destinato a lasciare un segno profondo. Dice di essersi trovato raramente di fronte a un’anima così bella e di poter contare sulle dita di una mano esperienze simili, forse perché persone di questo tipo sono davvero poche. Nel loro primo scambio di sguardi, Grigolo ha percepito il grande uomo, il padre, il marito e l’artista che lui chiama senza esitazione “Maestro”. Il tempo trascorso insieme per costruire il duetto è diventato per lui una fonte di ispirazione continua, una forma di apprendimento spontaneo che lo ha colpito proprio per la combinazione di semplicità e grandezza capace di mettere a proprio agio e, allo stesso tempo, spiazzare per il benessere che genera.
Da questa esperienza nasce la gratitudine di Grigolo, che ringrazia Di Bari per i momenti condivisi e per il tempo donato, auspicando di poterlo vivere ancora, al di là della sola promozione del brano. Lo affascinano in particolare i racconti di Nicola su Maradona, sul suo essere uomo e personaggio, dentro e fuori dal campo. È convinto che non soltanto in Argentina, ma in ogni angolo del mondo, questo motivo e la storia che porta con sé continueranno a risuonare. Nelle sue parole, le voci dei due interpreti, intrecciate a una fitta trama di emozioni, sono destinate a raccontare ancora a lungo la magia di Diego, unico, imprevedibile e geniale, un’eredità che Grigolo sigilla con un ringraziamento sentito, espresso dal profondo del cuore.
Napoli, i Quartieri Spagnoli e un videoclip che racconta una città
Il racconto di “De vez en cuando” prende corpo anche attraverso le immagini del videoclip, prodotto da Pasquale Scilanga e dallo stesso Vittorio Grigolo, diretto da Michele Vitiello e realizzato da Niccolò Carosi. Le riprese si svolgono a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, davanti al murale che è diventato l’emblema visivo di Diego Armando Maradona. Si tratta di una delle opere di street art più celebri d’Italia, un’immagine che custodisce la devozione di una città intera e che, nel video, fa da sfondo al dialogo in musica tra Di Bari e Grigolo, trasformando quel volto dipinto in presenza viva.
Lo sguardo del regista Michele Vitiello descrive il videoclip come la restituzione fedele di una passeggiata napoletana dei due artisti, un percorso che non cerca artifici ma si nutre della realtà della città. In questo cammino, il filmato vuole testimoniare ancora una volta l’affetto profondo che Nicola Di Bari e Vittorio Grigolo provano per Napoli, definita una vera e propria miniera d’oro di cultura e folklore. Tra musica, volti e luoghi, il video diventa così un tassello essenziale del progetto: non semplice accompagnamento visivo, ma parte integrante di una storia corale che unisce un campione, due voci e una città che continua a custodirne la memoria.
