Nelle serate del 14 e 15 novembre Roma ha accolto la quinta edizione del “Mi fa un baffo il gatto nero Festival”, trasformando il Teatro della Croce Rossa italiana in un abbraccio collettivo tra persone e animali. Due giorni intensi, dove la singolarità di ogni creatura è diventata risposta concreta a paure, cliché e superstizioni.
Talenti e storie premiate
Il momento delle premiazioni ha raccolto l’essenza di questa particolare rassegna: una vera celebrazione del legame profondo tra esseri umani e compagni di vita non umani. Sul palco si sono alternati autori, interpreti, fotografi, musicisti e appassionati che, attraverso linguaggi diversi, hanno raccontato quanto possa essere potente un gesto di cura, uno sguardo o un ricordo condiviso con chi cammina su quattro zampe o vola in cielo.
Nelle varie sezioni artistiche sono stati proclamati vincitori il teatro di Andrea Calì con Maui, la musica di Linuccio, la danza di Sarah Raffaella Montedoro e la narrativa di Filippo Gigliotti con il libro “Enzo, lui vede con il cuore”. Per le immagini dedicate al mondo animale, il premio fotografia Pet Carpet è andato a “Marta e Jack” di Giorgia Tinelli, mentre “Noel” ha conquistato la sezione fotografia Vitakraft e “Cleopatra” quella targata PetStore Conad. Per le video dediche televisive è stato scelto “Mattia e Chiko”, mentre tra i musical si è imposto lo spettacolo “Abracadown”, capace di intrecciare emozione, inclusione e spettacolarità.
Scuole, case famiglia e riconoscimenti particolari
Una parte centrale dell’appuntamento ha riguardato il mondo della formazione e dell’accoglienza, premiando i progetti educativi che hanno saputo raccontare con delicatezza il ruolo degli animali nella crescita emotiva dei più giovani. Tra gli istituti protagonisti figurano l’Istituto Superiore di istruzione Margherita Hack di Morlupo, l’Istituto comprensivo Falcone e Borsellino, l’Istituto “Bianconiglio” del IV Municipio, la Casa Famiglia Denis, la Casa Famiglia Amici di Marzia di Villanova di Guidonia e la Scuola Club Magico di Roma. I loro elaborati hanno mostrato quanto la presenza di un animale possa diventare supporto, stimolo, compagno silenzioso di conquiste quotidiane.
Accanto ai premi principali, non sono mancati i riconoscimenti speciali. Per la sezione libri ha ricevuto una menzione il volume “Claudia dalle impronte speciali” di Anna delle Luche, capace di raccontare con sensibilità una diversità che diventa ricchezza. Per la fotografia sono state segnalate le opere “Fiammetta” di Monica Giraldo e “Kauai e Tefiti” di Elena Falbo, immagini che hanno saputo fermare in uno scatto l’intesa profonda tra persone e animali, restituendo al pubblico emozioni autentiche.
Un palco animato da conduttori e volontari
La guida delle due serate è stata affidata alla verve del comico Andrea Rivera, accompagnato dalla cagnolina Grace, ai clown dottori di “Comici Camici” e alla giornalista Federica Rinaudo. Sotto la regia di Vittorio Rombolà, il pubblico ha assistito a performance, racconti e proiezioni che hanno dato voce a storie di amicizia con amici a quattro zampe, con le ali, con la coda, con le squame, trasformando il teatro in un mosaico di esperienze e sensibilità diverse.
La manifestazione nasce dall’impegno dell’associazione Pet Carpet ed è stata ideata proprio da Federica Rinaudo, che ne cura anche la direzione artistica. Grazie al sostegno di realtà come PetStore Conad e Vitakraft, la quinta edizione ha potuto consolidarsi come un appuntamento strutturato, capace di mettere in relazione professionisti della comunicazione, artisti e semplici cittadini uniti dallo stesso desiderio: raccontare, senza retorica, la quotidianità di chi ha scelto di condividere la propria vita con un animale.
Contro superstizioni, disinformazione e vecchi luoghi comuni
Alla base di tutto c’è una presa di posizione netta contro l’ignoranza che ancora oggi, troppo spesso, colpisce creature innocenti. Il bersaglio non sono soltanto i gatti neri, ma anche gufi, pipistrelli, lupi e molte altre specie ingiustamente associate a presagi negativi. Il messaggio ribadito dal festival è chiaro: la vera minaccia non proviene dagli animali, ma da una disinformazione che nel 2025 non può più trovare giustificazioni, perché si nutre ancora di superstizioni medievali e leggende metropolitane dure a morire.
Questa presa di posizione si traduce in un invito a cambiare sguardo: non più timore o diffidenza, ma attenzione per la singola storia di ogni creatura. Attraverso l’arte e il racconto, la rassegna prova a smontare antichi automatismi culturali, proponendo una diversa idea di convivenza, fondata sul rispetto e sulla capacità di accogliere le peculiarità di ciascuno, umano o animale che sia. Un percorso che passa per l’emozione, ma chiede al tempo stesso un impegno concreto, personale e collettivo.
Il teatro, le date, il pubblico
La quinta edizione del festival ha trovato casa nel Teatro della Croce Rossa italiana di via Ramazzini, a Roma, che per due giorni si è riempito fino all’ultimo posto. Il 14 e 15 novembre, da diverse regioni italiane sono arrivati spettatori con i propri compagni a quattro zampe, pronti a sedersi fianco a fianco. Mani e zampe si sono idealmente unite in una grande iniziativa di sensibilizzazione dedicata al valore dell’inclusione, trasformando la platea in un’unica, grande comunità.
L’evento ha potuto contare sul patrocinio dell’Arma dei Carabinieri, della Croce Rossa italiana, della Fnovi e sulla collaborazione della Polizia di Stato, a testimonianza di un’attenzione istituzionale concreta nei confronti del tema del rispetto degli animali. All’interno della rassegna hanno trovato spazio molteplici forme espressive: danza, pittura, fotografia, teatro, musical, libri e televisione, affiancate dai progetti delle scuole e delle case famiglia. Ogni linguaggio ha contribuito a comporre un quadro corale, capace di raggiungere pubblici diversi, ma uniti dallo stesso sentire.
La giuria e la comunità degli artisti e dei media
A valutare i lavori in concorso è stata una giuria eterogenea, composta da figure di primo piano del giornalismo, dell’arte e dello spettacolo. Ne hanno fatto parte i giornalisti Vanja Cardone, direttore del GR1 di Rai Radio 1, Manuela Biancospino, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, e Silvia Giansanti di Radio Dimensione Suono Soft; la fotografa Barbara Gallozzi; la scrittrice Sara Cicolani insieme al suo cagnolino influencer Joy Barboncino Toy; il conduttore di “Tutti pazzi per Fido” Marco Bottieri; l’atleta paralimpica, oro nel judo, Chiara Colletta; gli attori Emanuele Vezzoli e Vania della Bidia; l’opinionista Alda D’Eusanio; lo street artist Moby Dick; la conduttrice televisiva Morena Rosini e la giornalista Francesca Bastone, inviata del programma “Dalla Parte degli Animali” di Michela Vittoria Brambilla. A Vanja Cardone e al GR1, insieme alla trasmissione televisiva “Dalla Parte degli Animali”, è andato anche il riconoscimento riservato alla stampa, a sottolineare l’importanza dell’informazione nel cambiare il destino di molti animali.
A completare il quadro di volti noti presenti in sala ci sono stati anche gli attori Carlotta Natoli, Adriana Russo, Alex Partexano, Geppi di Stasio e Roberta Sanzò, che con la loro partecipazione hanno contribuito a dare ancora maggiore risalto pubblico alla manifestazione. La presenza congiunta di professionisti dello spettacolo, giornalisti, artisti visivi e sportivi ha creato un contesto ricco di prospettive, in cui ciascuno ha messo a disposizione il proprio sguardo e la propria esperienza per sostenere un messaggio condiviso: riconoscere negli animali non un bersaglio di paure irrazionali, ma compagni di viaggio con cui costruire relazioni autentiche.
