La città di Capua si prepara ad accogliere di nuovo il Beethoven Project: il 22 e 23 novembre 2025, nelle sale del Museo Campano, il Quartetto Goldberg guiderà il pubblico attraverso alcune fra le pagine più intense di Beethoven, in un percorso che intreccia maturità creativa, energia giovanile e ascolto raccolto.
Un progetto triennale nel segno di Beethoven
L’Autunno Musicale fa ritorno al Museo Campano di Capua il 22 e 23 novembre 2025 con il secondo dei tre appuntamenti del Beethoven Project, un itinerario pensato per abbracciare l’intero arco creativo del compositore di Bonn. In tre anni verrà esplorato il suo universo cameristico e pianistico, dalle prime prove segnate da slancio e curiosità formale fino alle opere estreme, in cui la scrittura si fa essenziale, meditativa e audace. Ogni tappa è concepita come un passaggio distinto di questo cammino, così che il pubblico possa cogliere il mutare del linguaggio beethoveniano, la trasformazione del suo rapporto con il suono, il tempo e il silenzio, seguendo un filo che unisce esperienze d’ascolto diverse ma complementari.
A rendere ancora più intenso questo percorso è la cornice del Museo Campano, uno dei luoghi d’arte più rappresentativi della Terra di Lavoro. Le sue sale, cariche di memoria e stratificazioni storiche, diventano lo spazio in cui la musica di Beethoven trova una risonanza particolare, quasi dialogando con le tracce di civiltà che il museo custodisce. Il Beethoven Project non si limita così a proporre una serie di concerti, ma invita chi ascolta a vivere un’esperienza immersiva, dove il passato della città e la modernità del linguaggio beethoveniano si incontrano in un presente vibrante di significati, in cui ogni appuntamento aggiunge un tassello a un disegno più ampio.
Il Quartetto Goldberg, protagonista del secondo appuntamento
Al centro delle serate del 22 e 23 novembre 2025 ci sarà il Quartetto Goldberg, formazione fondata nel 2021 e composta da Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola e Martino Simionato al violoncello. In pochi anni il gruppo si è affermato come una delle realtà più interessanti della nuova generazione, grazie a un lavoro rigoroso sul repertorio e a un suono d’insieme costruito con cura, che mette in equilibrio precisione e slancio interpretativo. L’incontro tra personalità diverse, accomunate da una medesima idea di ricerca musicale, conferisce alla loro lettura di Beethoven una forza comunicativa capace di coniugare attenzione al dettaglio e tensione narrativa, rendendo ogni pagina un racconto vivido.
Il riconoscimento della critica e delle istituzioni musicali è arrivato presto: il Quartetto Goldberg ha conquistato il Primo Premio al Filippo Nicosia Chamber Music Award 2023, il Premio Abbiati “Piero Farulli” come miglior giovane ensemble e il premio speciale “Una Vita nella Musica – Giovani” del Teatro La Fenice di Venezia. Dietro questi traguardi c’è un lavoro meticoloso di approfondimento stilistico e di coesione tra i quattro musicisti, che si riflette in un modo di suonare in cui le singole voci restano riconoscibili pur fondendosi in una trama comune. Ogni riconoscimento appare così come la conferma di un percorso condiviso, che trova nel repertorio beethoveniano un banco di prova privilegiato e insieme uno spazio di libertà espressiva.
A segnare ulteriormente la crescita del Quartetto Goldberg sono le residenze artistiche presso la Fondazione Società dei Concerti di Milano, Ticino Musica, la Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles e la Escuela de Música Reina Sofía di Madrid, oltre alle collaborazioni con istituzioni di respiro internazionale come la Juilliard School di New York. Queste esperienze hanno permesso al gruppo di confrontarsi con scuole e tradizioni diverse, arricchendo il proprio bagaglio interpretativo. Nel triennio 2025-2027 il quartetto sarà inoltre ensemble in residence dell’Associazione Anna Jervolino per l’esecuzione integrale dei quartetti per archi di Beethoven, un impegno che si intreccia in modo naturale con il Beethoven Project e che conferma la centralità di questo repertorio nel loro cammino artistico.
I programmi dei concerti del 22 e 23 novembre
Il primo dei due concerti, in programma sabato 22 novembre alle ore 19:30, vedrà il Quartetto Goldberg confrontarsi con il Quartetto op. 18 n. 5 in la maggiore e il Quartetto op. 131 n. 14 in do diesis minore. L’accostamento mette in dialogo una pagina appartenente al ciclo giovanile dell’op. 18, dove emergono già una scrittura brillante e un gusto teatrale, con uno dei vertici assoluti della produzione ultima, costruito in un unico arco di sette movimenti. In questo intreccio di leggerezza, rigore contrappuntistico e tensione interiore, l’ascoltatore viene accompagnato dentro due momenti lontani nel tempo ma uniti da una stessa urgenza creativa, che nel corso degli anni si fa sempre più concentrata e radicale.
Domenica 23 novembre, alle ore 18:30, il secondo concerto proporrà il Quartetto op. 18 n. 6 in si bemolle maggiore e il Quartetto op. 95 n. 11 in fa minore, noto come “Serioso”. Anche in questo caso il programma affianca una partitura appartenente alla prima stagione creativa a un lavoro che guarda già verso orizzonti espressivi nuovi, segnati da densità emotiva e da un linguaggio più asciutto. Nel “Serioso”, la compattezza della forma e l’intensità del tessuto drammatico offrono un contrappunto netto alle atmosfere più distese dell’op. 18 n. 6, costruendo un itinerario che permette di cogliere, nell’arco di una sola serata, la trasformazione di un’idea di quartetto che da conversazione elegante diventa luogo di esplorazione interiore.
Modalità di accesso e prenotazione
L’accesso ai concerti del Beethoven Project al Museo Campano è previsto con un biglietto intero di 10 euro e un ridotto di 5 euro. Per chi sceglie di seguire l’intero ciclo dei tre concerti pianistici previsti all’interno del progetto, sono disponibili tariffe agevolate: 6 euro per il biglietto intero e 3 euro per il ridotto. Questa formula consente agli spettatori più assidui di costruire un proprio percorso di ascolto continuativo, seguendo passo dopo passo lo sviluppo del progetto, sia nella dimensione cameristica dei quartetti, sia in quella pianistica dedicata alle Sonate, e favorisce una partecipazione ampia e diversificata.
La prevendita avviene direttamente presso il Museo Campano, dove la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio di ciascun concerto, così da permettere anche a chi arriva da fuori città di organizzare con calma la propria presenza. È possibile effettuare una prenotazione scrivendo all’indirizzo e mail dell’organizzazione dell’Autunno Musicale e ritirare i biglietti sempre a partire da un’ora prima dell’orario di inizio. Per ulteriori informazioni il pubblico può fare riferimento alla segreteria organizzativa della rassegna e al recapito telefonico del Museo Campano, 0823 149 7100, punti di riferimento utili per ricevere indicazioni aggiornate su ingressi, disponibilità e modalità di partecipazione.
Il terzo concerto: le Sonate per pianoforte
Il calendario del Beethoven Project prevede anche un importante appuntamento pianistico: domenica 30 novembre, alle ore 18:30, è in programma un concerto dedicato all’integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven con il pianista Olaf John Laneri. Si tratta del terzo concerto dell’Anno I del progetto triennale consacrato a questo monumentale ciclo, un viaggio che nel corso del tempo affronterà tutte le Sonate. In questa occasione il programma comprenderà la Sonata op. 13 “Patetica”, la Sonata op. 31 n. 3 e la Sonata op. 109, tre opere che appartengono a momenti diversi del cammino beethoveniano e che, poste una accanto all’altra, disegnano una sorta di ideale arco narrativo, dalla passione giovanile alla rarefazione visionaria dell’ultima produzione.
Questa articolazione del progetto, che affianca i quartetti per archi alle Sonate per pianoforte, offre al pubblico di Capua la possibilità di seguire da vicino il percorso di un compositore che, opera dopo opera, ha ridefinito le forme musicali e il loro significato espressivo. Nella quiete delle sale del Museo Campano, i concerti del 22, 23 e 30 novembre diventano così tappe di un’unica esperienza, in cui l’ascolto si fa gesto di attenzione e di cura. Tra le mura che custodiscono la storia della Terra di Lavoro, le note di Beethoven arrivano come una voce capace di parlare al presente, invitando chi ascolta a fermarsi, a respirare con la musica, a ritrovare, nel suono, uno spazio di riflessione e di condivisione autentica.
