Respirare musica, oggi, significa anche riscoprire la delicatezza. Con Breathe, il nuovo album del Cappuccio Collective Smooth in uscita martedì 18 novembre su tutte le piattaforme digitali per Clapo Music, Marechiaro Edizioni Musicali e Believe, il trio invita ad ascoltare con attenzione, dove lo smooth jazz incontra il pop senza perdere profondità.
Un respiro nuovo tra smooth jazz e pop
Guardando il mare distrattamente, ogni onda sembra identica alle altre. Così accade spesso con la musica contemporanea, dove una sola corrente pop sembra dominare l’orizzonte. Il Cappuccio Collective Smooth sceglie di reagire a questa uniformità proponendo una visione più ampia e consapevole. Con l’estratto You Know me better e con l’intero lavoro Breathe, il trio afferma che una scrittura raffinata può convivere con i suoni più popolari, offrendo alle nuove generazioni un sentiero alternativo e immediatamente comprensibile anche oltre confine, grazie a un linguaggio dal respiro internazionale.
Non è sempre stato così uniforme il panorama musicale. Un tempo, la musica di qualità solcava le classifiche con naturalezza, senza rinunciare a profondità e complessità. È in quella stagione, nei luminosi anni Settanta, che prende forma lo smooth jazz, frutto di una sorprendente alchimia tra jazz, funky, soul e R&B. Da quell’incontro nasce un suono capace di accogliere e mescolare mondi diversi, mantenendo intatta l’intensità emotiva. I padri di quella stagione hanno indicato la strada, mostrando al pubblico quali emozioni siano davvero autentiche e impossibili da imitare.
Le radici dorate dello smooth jazz e l’eredità dei maestri
Le fondamenta di questo linguaggio portano la firma di veri e propri sciamani del suono come Al Jarreau, George Benson, Marcus Miller, Anita Baker, Michael Franks e George Duke. La loro autenticità è passata di mano in mano, generazione dopo generazione, arrivando a figure straordinarie come Sade negli anni Novanta. Il disco Breathe si inserisce in questa linea di continuità come un tributo completo, pensato dalla A alla Z. Ogni dettaglio, ogni scelta, ogni nota è concepita come un atto di gratitudine verso quei padri fondatori che hanno disegnato il vocabolario emotivo dello smooth jazz e della grande musica di quel periodo.
Dentro queste nove tracce, le atmosfere jazz appaiono levigate, ripulite da quell’autocompiacimento che talvolta appesantisce il genere, lasciando emergere con chiarezza un’anima profondamente soul. Molte composizioni sono arricchite da presenze di assoluto rilievo: alla batteria troviamo Ramon Montagner, al sassofono Eric Daniel, al basso Dario Deidda, considerato una vera punta di diamante del basso italiano sulla scena mondiale, e al vibrafono Mark Sherman, tra i più apprezzati vibrafonisti jazz a livello internazionale. Proprio nel brano Jazz will find its way (Nun è musica pe te’), firmato dal progetto The Awakening e composto da Sherman, Annina Galiano ha scritto un testo in inglese che sul finale si apre al napoletano, con l’approvazione entusiasta del musicista statunitense, creando un ponte emotivo tra lingue e sensibilità diverse.
Il trio Cappuccio Collective Smooth e le collaborazioni d’eccellenza
Alla guida del progetto Cappuccio Collective Smooth ci sono tre musicisti che hanno intrecciato percorsi e visioni fino a farle confluire in un’unica identità. Mimmo Cappuccio, produttore artistico e chitarrista, dà forma all’architettura sonora; Annina Galiano, con la sua voce, ne rappresenta il volto narrativo; Cristina Massaro, al pianoforte e alle tastiere, costruisce gli spazi armonici in cui tutto respira. Nel loro cammino hanno incrociato figure di grande spessore come il brasiliano Nico Rezende, il batterista Ramon Montagner e il percussionista Tamir Case, tra i musicisti sudamericani più apprezzati a livello internazionale, arricchendo il proprio universo sonoro con incontri che lasciano segni profondi.
Uno dei momenti più significativi di questa rete di collaborazioni è proprio You Know me better, brano nato dall’incontro con Nico Rezende. Polistrumentista di grande prestigio, Rezende è stato premiato due volte con il Brasilian Music Award come miglior arrangiatore e ha conquistato il Leone di Bronzo al Festival di Cannes. In Breathe decide di esporsi in prima persona, di “metterci la faccia”, partecipando a quella che viene definita senza esitazioni un’haute couture musicale. La sua presenza conferisce ulteriore eleganza al progetto, sottolineando come l’incontro tra mondi diversi possa generare una scrittura stilisticamente curatissima e al tempo stesso calorosa.
You Know me better, biglietto da visita sonoro del progetto
You Know me better si presenta come il biglietto da visita ideale dell’intero album, la traccia che chiarisce subito la direzione estetica del trio. Fin dalle prime battute, è la chitarra jazz di Mimmo Cappuccio a catturare l’attenzione: un suono levigato, morbido, dalle nuance setose, che guida il dialogo musicale. Accanto a lui, la voce di Annina Galiano disegna linee melodiche intime e luminose, mentre le armonie di Cristina Massaro avvolgono il tutto con discrezione, costruendo un ambiente sonoro accogliente e ricercato. In questo equilibrio si coglie la vera cifra del progetto, dove ogni elemento è al servizio di un’idea di eleganza mai esibita, ma vissuta.
Dentro questo brano si concentra l’intenzione dichiarata del Cappuccio Collective Smooth: mostrare che una musica sofisticata può parlare con semplicità anche a chi vive immerso nel pop contemporaneo. La scrittura non rinuncia alla complessità armonica, ma sceglie melodie limpide e immediate, capaci di toccare chi ascolta senza filtri. You Know me better diventa così un invito ad abbandonare l’ascolto distratto e uniforme, per ritrovare il gusto di una narrazione sonora che respira, cresce e si trasforma, restando sempre accessibile a un pubblico ampio e curioso.
Omaggio ai classici tra standard jazz e grandi successi soul
Accanto ai brani originali del trio, in Breathe emergono due scelte che illuminano la natura profondamente omaggiante del progetto. Si tratta delle reinterpretazioni di Summertime di George Gershwin e di September degli Earth, Wind & Fire, inserite per esaltare il legame con un periodo aureo della musica. In queste riletture, il Cappuccio Collective Smooth non si limita a ricordare il passato, ma lo attraversa con il proprio sguardo, facendo dialogare la tradizione con un approccio contemporaneo, misurato e sensibile, che ne mette in luce nuovi riverberi emotivi.
Ragionando sulle loro nuove interpretazioni, sia all’interno dell’album sia nel repertorio dal vivo, Mimmo Cappuccio sottolinea come This Masquerade rappresenti ormai un cavallo di battaglia della formazione, proposto esclusivamente sul palco perché considerato un brano iconico della stagione smooth jazz anni Ottanta, proprio come September. Summertime segue invece un’altra traiettoria: il trio ne offre una versione in chiave smooth jazz, costruita su un tessuto armonico completamente diverso da quello abituale, quasi una provocazione nei confronti di chi tende a rinchiudere gli stili musicali dentro schemi rigidi e stereotipati. In questa scelta si coglie un invito a superare le etichette, per ascoltare davvero ciò che accade nella musica.
Produzione, pubblicazione e tour internazionale
Breathe arriva al pubblico martedì 18 novembre in formato digitale, disponibile su tutte le principali piattaforme, grazie al lavoro congiunto di Clapo Music, Marechiaro Edizioni Musicali e Believe. Oltre alla distribuzione online curata da Believe, il disco è disponibile anche in versione fisica, affidata a Egea Music e pubblicata con l’etichetta Clapo Music di Claudio Poggi. Tutti i brani sono editi da Marechiaro Edizioni Musicali, a conferma di un progetto seguito con attenzione in ogni fase, dalla scrittura alla produzione, fino alla diffusione verso il pubblico.
Per dare corpo e volto a queste nuove tracce, il Cappuccio Collective Smooth si prepara a un tour internazionale, le cui prime date sono già fissate. Il viaggio parte il 20 novembre dal Bonaventura Club di Milano, prosegue il 21 novembre al Gregory’s Jazz Club di Roma, attraversa l’oceano il 10 dicembre con il concerto al Blue Note di Rio de Janeiro e il 12 dicembre con la partecipazione al Macacu Jazz & Blues Festival di Cachoeiras de Macacu, per poi tornare in Italia il 19 dicembre al Break Live di Ascoli Piceno. Ogni tappa diventa l’occasione per condividere dal vivo quella miscela di eleganza, emozione e respiro internazionale che anima Breathe.
