Dal 24 al 26 novembre Roma apre le porte alla prima edizione delle Giornate del Cinema Kazako, tre giorni interamente dedicati a un universo cinematografico ancora poco frequentato in Italia. Un invito a scoprire, attraverso tre film e un fitto dialogo con i loro protagonisti, il volto contemporaneo del Kazakistan.
Un progetto che nasce da un vuoto da colmare
Il cinema di Kazakistan vive una stagione di forte espansione, con storie, linguaggi e generi sempre più diversificati, ma in Italia resta quasi assente dai palinsesti e dalle sale. Proprio questa distanza ha spinto gli ideatori delle Giornate a costruire la prima rassegna organica dedicata a questa cinematografia, offrendo al pubblico italiano uno sguardo diretto su un Paese che occupa una posizione di rilievo nell’area dell’Asia centrale e su una tradizione culturale che merita di essere incontrata senza filtri e raccontata attraverso le immagini e le voci di chi la abita.
Alla base della rassegna c’è l’idea di un appuntamento che non si esaurisca nelle proiezioni. L’iniziativa vuole far emergere, in modo unitario, la ricchezza storica, culturale e paesaggistica del Paese e, insieme, la solidità tecnica e la vivacità creativa della sua industria audiovisiva. L’obiettivo è aprire un dialogo duraturo tra Italia e Kazakistan, che nel tempo possa trasformarsi in uno scambio culturale ed economico concreto, costruito attorno alle immagini, ai racconti e alle persone che li generano, in un percorso di conoscenza reciproca che vada oltre l’evento.
Tre giorni alla Casa del Cinema
Il cuore della manifestazione sarà la Casa del Cinema di Roma, in particolare la Sala Cinecittà, che accoglierà il pubblico in tre pomeriggi consecutivi. Le proiezioni sono programmate dalle 16:30 alle 20:00, in un arco di tempo pensato per favorire la partecipazione di studenti, lavoratori e appassionati. Gli organizzatori hanno immaginato uno spazio intimo, dal clima informale, dove assistere ai film significhi anche poter restare, fare domande, condividere impressioni, in un contesto che favorisca relazioni autentiche tra chi crea le opere e chi le guarda.
Una particolare attenzione è rivolta alla comunità kazaka che vive a Roma, e in modo specifico agli studenti che hanno scelto l’Italia per formarsi. Le Giornate del Cinema Kazako vogliono diventare per loro un luogo di riconoscimento e condivisione, ma anche un’occasione per i cinefili italiani di avvicinarsi a mondi narrativi poco frequentati. Una campagna di comunicazione mirata accompagnerà l’evento, così da raggiungere entrambi questi pubblici e convocarli attorno allo stesso schermo. In questo intreccio di sguardi, il cinema diventa il terreno comune su cui riconoscersi e scoprirsi.
Una rassegna costruita sul dialogo
Ogni giornata di programmazione sarà dedicata a un solo film, per permettere al pubblico di entrarvi in profondità. Prima della proiezione è previsto un momento di confronto, che potrà assumere la forma di un panel, di una conversazione o di un breve forum. Questo spazio introduttivo servirà a collocare l’opera nel suo contesto linguistico, storico o sociale, offrendo strumenti di lettura e chiavi interpretative. Il racconto del Kazakistan passa così anche attraverso la cornice in cui i film vengono presentati.
Al termine di ogni proiezione, la luce in sala non segnerà la fine dell’esperienza, ma l’inizio di un confronto diretto con gli ospiti. Una sessione di domande e risposte permetterà al pubblico di rivolgersi ai talent kazaki e italiani presenti, approfondendo temi, scelte artistiche e processi produttivi. In questo scambio ravvicinato potranno incontrarsi autori, produttori e professionisti delle due cinematografie, aprendo la possibilità di immaginare progetti comuni e nuove forme di collaborazione, capaci di legare in modo concreto i due Paesi attraverso il lavoro creativo.
Tre film, tre prospettive sul Kazakistan
La selezione di questa prima edizione attraversa epoche e registri molto diversi tra loro. Il viaggio inizia con “Ancora una volta” (2025), una storia di formazione contemporanea che utilizza il meccanismo narrativo del tempo che si ripete per mettere un giovane protagonista di fronte alle proprie scelte. Il continuo ritorno degli stessi giorni diventa l’occasione per interrogarsi sulle responsabilità personali e sul legame, spesso complesso, con le proprie radici familiari e culturali. Un racconto che parla ai dubbi e alle paure di chi sta costruendo il proprio futuro.
Il secondo titolo in programma è “La strada verso la madre” (2016), che sposta lo sguardo su una famiglia accompagnata lungo decenni turbolenti della storia kazaka. Attraverso le vicende dei suoi membri, il film attraversa cambiamenti politici e sociali profondi, lasciando al centro una figura materna tenace. È l’amore di una madre, capace di attraversare ogni tempesta, a tenere uniti i fili di una vita segnata dalle prove, nella memoria privata come in quella collettiva. Una storia che affida alla cura materna il compito di attraversare guerre, distacchi e riconciliazioni.
Con “I mille giovani eroi” (2012) il racconto si sposta nel XVIII secolo, in un’epoca di battaglie e scelte decisive per l’identità del Paese. Al centro c’è un gruppo di giovani guerrieri, chiamati a misurarsi con il coraggio, la lealtà e il senso di appartenenza. Il film assume i toni dell’epica, celebrando un’idea di nazione costruita anche attraverso il sacrificio. Insieme agli altri due titoli, compone un affresco che restituisce la varietà del panorama cinematografico kazako contemporaneo, spaziando dal presente al passato remoto senza perdere di vista le domande del nostro tempo.
Gli organizzatori e la loro visione
Alla guida del progetto c’è la casa di produzione Varant Film, che firma la rassegna come produttore insieme ai fondatori Yeva Varenitsina e Jacopo Olmo Antinori. L’iniziativa nasce in stretta collaborazione con lo KazakhFilm Studio e con il supporto dell’Ambasciata della Repubblica del Kazakistan in Italia. Nelle intenzioni dei promotori, questo appuntamento di tre giorni vuole avvicinare il pubblico italiano alla cultura e alla società del Kazakistan, presentato come un Paese energico, dal tessuto sociale dinamico e con prospettive di sviluppo ancora in pieno dispiegamento.
Per i fondatori di Varant Film, i settori del cinema, dell’audiovisivo e dell’intrattenimento rappresentano l’area dove questo potenziale è più evidente e ancora poco valorizzato. Sentirsi pionieri di un percorso di collaborazione tra Italia e Kazakistan significa, per loro, contribuire a far emergere energie nuove, costruendo relazioni professionali e creative. Auspicano di vedere in sala sia i rappresentanti dell’industria sia i semplici curiosi, perché da questo incontro potrebbe nascere il primo passo di uno scambio culturale ed economico davvero proficuo tra i due Paesi.
