Nel 20 novembre 2025, per la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza che coincide con l’anniversario della Convenzione ONU sui diritti dei più piccoli, l’associazione Non Si Tocca La Famiglia interviene per ribadire il legame tra diritti, educazione e responsabilità genitoriale, richiamando l’attenzione sul valore decisivo del consenso e sul ruolo educativo della famiglia.
Una ricorrenza che parla di diritti e futuro
In questa ricorrenza internazionale, dedicata a bambine, bambini e adolescenti, l’associazione guidata da Giusy D’Amico sceglie di porre l’accento sull’esigenza che ogni diritto fondamentale venga realmente garantito. Il riferimento è ai diritti riconosciuti a livello internazionale e nel contesto italiano, che trovano nell’accesso all’educazione uno dei cardini più significativi per assicurare crescita, dignità personale e prospettive autentiche ai più giovani. La Giornata diventa così occasione per ricordare che ogni scelta pubblica dovrebbe misurarsi concretamente con questi impegni, senza lasciarli sul piano meramente formale.
All’interno di questo quadro, Non Si Tocca La Famiglia ribadisce il valore insostituibile del nucleo familiare nel cammino educativo di figli e figlie. Per l’associazione, il futuro dei minori non si gioca solo nei programmi scolastici, ma si costruisce soprattutto nell’intreccio tra istituzioni e responsabilità genitoriale, dove la famiglia viene riconosciuta come riferimento primario nella trasmissione di valori, scelte di vita e visione complessiva della crescita. Un ruolo, questo, che l’associazione considera non delegabile e che chiede sia sempre tutelato nelle decisioni educative.
Educazione, crescita e il ruolo insostituibile della famiglia
Proprio sul terreno dell’educazione, la presidente Giusy D’Amico richiama con forza la dimensione affettiva e di cura che accompagna ogni scelta compiuta da un genitore. Per lei, educare significa innanzitutto prendersi a cuore il destino dei propri figli, assumendosi una responsabilità che non può essere aggirata né ridotta a un semplice adempimento burocratico quando si tratta di percorsi scolastici e formativi. In questa prospettiva, la voce dei genitori non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale di qualsiasi progetto educativo che coinvolga l’infanzia e l’adolescenza nelle aule e nelle attività proposte dalle scuole.
Da questo sguardo deriva l’insistenza di Non Si Tocca La Famiglia sul tema del consenso informato. Nelle parole della presidente, tale consenso non è una firma da raccogliere in modo frettoloso, ma il riconoscimento del diritto di ogni famiglia a conoscere nel dettaglio i contenuti dei percorsi proposti, a essere davvero ascoltata e a scegliere liberamente come accompagnare la crescita dei propri bambini e ragazzi. Per l’associazione, solo un’informazione completa consente alle madri e ai padri di assumersi fino in fondo la responsabilità educativa che la società riconosce loro.
Consenso informato e alleanza educativa tra scuola e genitori
La richiesta di consenso scritto, preventivo e realmente informato viene presentata da Giusy D’Amico come una questione di chiarezza e di rispetto reciproco. Secondo l’associazione, le famiglie devono poter avere accesso con largo anticipo a tutte le informazioni relative ai percorsi educativi più delicati, così da valutare con serenità se tali proposte siano in sintonia con la propria sensibilità e con il progetto educativo già avviato in casa. In assenza di questa possibilità, sostiene il movimento, il rapporto di fiducia tra scuola e genitori rischia di incrinarsi e di lasciare i bambini privi di un accompagnamento condiviso.
In più occasioni, la presidente ha chiarito che l’obiettivo di Non Si Tocca La Famiglia non è contrapporsi al mondo scolastico, ma favorire un’autentica alleanza educativa. L’associazione dichiara di volere percorsi formativi capaci di tenere conto delle diverse sensibilità presenti nelle famiglie, riconoscendo in esse i primi educatori dei figli e chiedendo che il loro coinvolgimento non sia formale, bensì reale, costante e parte integrante della progettazione didattica. Solo in questo clima condiviso, afferma il gruppo, scuola e famiglia possono procedere affiancate nella crescita di bambini e adolescenti, evitando fraintendimenti e contrapposizioni che finirebbero per ricadere proprio sui più giovani.
Costituzione, disegno di legge Valditara e confronto pubblico
Accanto a queste riflessioni, Giusy D’Amico richiama l’articolo 34 della Costituzione, che riconosce a tutte e a tutti il diritto all’istruzione e allo studio. La presidente sottolinea che tale diritto deve essere concretamente esercitato nel rispetto della libertà educativa delle famiglie e con il pieno coinvolgimento dei genitori, intesi come protagonisti effettivi del percorso di crescita umana e culturale dei loro figli. È a partire da questo quadro costituzionale che l’associazione colloca ogni propria iniziativa pubblica, ritenendo imprescindibile che la normativa tenga conto del ruolo esercitato quotidianamente dai genitori nella scelta degli indirizzi formativi.
In questa prospettiva si inserisce il sostegno al disegno di legge presentato dal ministro Giuseppe Valditara, che introduce per le scuole l’obbligo di raccogliere il consenso scritto, preventivo e informato dei genitori prima di far partecipare i figli a percorsi educativi dedicati a temi affettivi, sessuali ed etici. L’iniziativa ha incontrato l’appoggio di numerose famiglie, ma ha anche acceso un intenso confronto nel panorama politico e sociale. Nel dibattito, non sono mancate posizioni critiche che temono un possibile ridimensionamento dell’autonomia scolastica, sollevando interrogativi sul bilanciamento tra decisioni degli istituti e diritti dei nuclei familiari.
Di fronte a queste perplessità, Giusy D’Amico ribadisce che il diritto primario di una famiglia di orientare le scelte che riguardano i figli non può essere messo in secondo piano. A suo giudizio, difendere questo spazio decisionale significa porre davvero al centro il benessere dei bambini e la loro libertà educativa, evitando che siano esposti a proposte formative non condivise con chi se ne prende cura ogni giorno. Per l’associazione, solo il riconoscimento concreto di questo ruolo consente di parlare davvero di tutela integrale dei minori, non solo a livello giuridico ma anche nella vita quotidiana.
Un invito al dialogo rivolto a tutte le istituzioni
Nella cornice della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre 2025, l’associazione Non Si Tocca La Famiglia rinnova un invito diretto alle istituzioni a tutti i livelli. L’appello è quello di creare spazi autentici di confronto, in cui bambini, ragazzi e famiglie non siano semplicemente destinatari di provvedimenti, ma partecipino in modo attivo alla definizione delle decisioni che incidono sul loro presente e sul loro domani. Per il movimento, una società matura è quella che sa ascoltare le voci più fragili attraverso il filtro della responsabilità adulta, trasformando il confronto in un elemento stabile dell’azione pubblica.
Nel messaggio diffuso in occasione di questa giornata, l’associazione insiste sulla necessità di un dialogo aperto tra tutte le componenti della società, affinché bambini e famiglie restino al centro delle scelte educative. Solo coltivando questo confronto continuo, afferma il gruppo, si può pensare a un futuro di rispetto e di amore, costruito passo dopo passo da istituzioni, scuole e genitori che scelgono di camminare fianco a fianco. In questa visione, la tutela dei diritti dei minori e la responsabilità degli adulti non sono ambiti separati, ma parti di un unico percorso condiviso che richiede attenzione, tempo e impegno quotidiano.
