Il salto dal blind box allo schermo era nell’aria da mesi, ma adesso non è più una voce vaga: Sony Pictures ha chiuso un accordo per sviluppare un lungometraggio dedicato a Labubu, la creatura dai denti appuntiti che ha invaso negozi, social e portachiavi in mezzo mondo. Il progetto è stato avviato negli studi di Culver City come potenziale primo capitolo di una nuova saga cinematografica costruita attorno all’universo di The Monsters, la linea di personaggi firmata dall’illustratore Kasing Lung e trasformata in fenomeno globale dal colosso cinese Pop Mart.
Chi ama Labubu, però, deve tenere a mente un dettaglio essenziale: il film Sony è solo uno dei tasselli in gioco. In parallelo Pop Mart ha creato un proprio studio interno e sta preparando una serie animata intitolata Labubu and Friends, pensata come antipasto di un futuro lungometraggio prodotto direttamente in Cina. Si profila quindi un doppio percorso: da un lato una grande major hollywoodiana pronta a portare il personaggio sul mercato globale, dall’altro il proprietario dell’IP che costruisce un’asse narrativa tutta sua, a partire dall’animazione televisiva.
Che cos’è il film sui Labubu di Sony Pictures
Quando parliamo del film sui Labubu, in questi giorni facciamo riferimento, prima di tutto, al progetto in sviluppo negli studi Sony. L’accordo sui diritti cinematografici è stato chiuso a metà novembre e riguarda la possibilità di trasformare la linea di pupazzi in un lungometraggio destinato alle sale o alle piattaforme, con la prospettiva dichiarata di costruire un vero franchise se il debutto funzionerà al botteghino. Si tratta di un film a tutti gli effetti, non di un semplice speciale televisivo o di uno spot lungo: il mandato che arriva ai creativi è di immaginare una storia autonoma, capace di reggere da sola sul grande schermo.
Lo stato dei lavori, però, è ancora embrionale. Non esiste una sceneggiatura pronta, non sono stati indicati regista, sceneggiatori o cast, non c’è un genere definito nero su bianco e non è stato scelto se il film sarà animato o con attori in carne e ossa. Le fonti concordano su un punto molto semplice: l’intesa sui diritti è fresca di firma e il progetto si trova in quella fase in cui si raccolgono idee, si ragiona sui possibili toni, si studia il materiale originale. Proprio per questo, chi in queste ore annuncia date d’uscita o attori coinvolti sta correndo molto più avanti della realtà: non esiste ancora un calendario ufficiale, nemmeno indicativo.
Chi c’è dietro Labubu: Kasing Lung, The Monsters e Pop Mart
Per capire che film potremo trovarci davanti bisogna tornare alle origini del personaggio. Labubu nasce dalla fantasia di Kasing Lung, illustratore nato a Hong Kong, cresciuto in Europa e oggi di base ad Anversa. Nei suoi libri illustrati riuniti sotto il titolo The Monsters Trilogy costruisce un piccolo mondo di creature ispirate al folklore del Nord Europa: elfi dal pelo arruffato, occhi enormi e sorrisi esagerati, sospesi tra tenerezza e lieve inquietudine. Labubu è il volto più riconoscibile di questa “tribù”, affiancata da figure come il capo Zimomo, il skeleton-boy Tycoco, Mokoko, Spooky, Pato e altri membri dello stesso universo.
All’inizio la creatura resta un personaggio da nicchia, prodotto in tirature limitate dalla società How2Work. La svolta arriva nel 2019, quando l’IP passa nelle mani di Pop Mart, retailer cinese che costruisce il proprio impero sui blind box: scatole chiuse in cui non si sa quale variante si troverà all’interno. Il meccanismo della “sorpresa” unito alla scarsità programmata di alcune edizioni trasforma Labubu in un oggetto da caccia, con centinaia di design diversi e aste in cui un singolo pezzo può superare i centosettantamila dollari. Nel 2024 la linea The Monsters genera oltre 3 miliardi di yuan di fatturato, pari a circa un quarto dei ricavi di Pop Mart, e nella prima metà del 2025 arriva a coprirne più di un terzo: numeri che spiegano perché Hollywood guardi a questo coniglietto-elfo con estrema attenzione.
A che punto è davvero il progetto: certezze e zone ancora vuote
Chi spera di vedere a breve un trailer ufficiale deve prepararsi a un’attesa lunga. Il film Sony su Labubu è indicato ovunque come “in early development”, cioè in una fase in cui lo studio sta verificando la fattibilità creativa e commerciale dell’operazione. Il contratto sui diritti è stato chiuso solo pochi giorni fa e serve tempo perché gli executive individuino la direzione giusta, montino un team e commissionino una prima stesura della storia. Non risulta depositato alcun titolo di lavorazione, non circolano logline ufficiali, non c’è un rating ipotizzato né è stato definito se il target primario sarà quello dei bambini, dei teenager o degli adulti collezionisti.
Resta aperta anche la questione della forma. Alcuni articoli parlano con sicurezza di live action, altri sottolineano che dentro Sony esiste un reparto animazione reduce da successi globali come Spider-Man: Across the Spider-Verse e KPop Demon Hunters, quindi l’idea di un film animato appare naturale. Ma quando si va a leggere nel dettaglio emergono due dati chiari: non esiste ancora un annuncio ufficiale sul formato e le stesse fonti che anticipano il progetto precisano che non è stato deciso se il film sarà animato o girato dal vivo. Di conseguenza, l’unica posizione onesta oggi è considerare entrambe le strade sul tavolo, senza dare per scontata nessuna delle due.
La strada parallela: serie animata e film prodotti direttamente da Pop Mart
Mentre in California si aprono i tavoli creativi, a Pechino Pop Mart si è già mossa da mesi. L’azienda ha istituito un proprio studio cinematografico interno con l’obiettivo dichiarato di trasformare Labubu in protagonista di una serie animata intitolata Labubu and Friends e successivamente, di un lungometraggio. La sceneggiatura della prima stagione è stata registrata nei primi mesi dell’anno e la serie è pensata per raccontare, in formato episodico, le disavventure degli elfi del bosco e del loro “clan” di creature buffe, con Labubu al centro del gruppo.
Anche su questo fronte, però, i calendari restano volutamente sfocati: non sono state annunciate date di debutto né per la serie né per il futuro film targato Pop Mart, né si conoscono ancora i partner di distribuzione internazionali. Quel che si può dire è che il marchio sta costruendo una vera infrastruttura di intrattenimento attorno ai propri personaggi, affiancando ai negozi e al Pop Mart City Park di Pechino un’espansione nell’audiovisivo che mira a presidiare sia il pubblico cinese sia quello globale. In questo scenario il film Sony non sostituisce i progetti interni, ma si aggiunge come “versione hollywoodiana” di un universo che il proprietario dell’IP continuerà a raccontare in prima persona.
Perché Hollywood vuole un Labubu film proprio adesso
Negli ultimi dodici mesi chiunque abbia aperto TikTok, Instagram o WeChat si è imbattuto prima o poi in un video di unboxing dei blind box di Labubu, in file interminabili davanti ai negozi Pop Mart o in immagini di celebrità con il coniglietto appeso alla borsa. L’impennata di popolarità è legata anche all’effetto traino di volti come Lisa delle Blackpink, fotografata più volte con portachiavi e accessori Labubu, e di star occidentali che hanno contribuito a trasformare il pupazzo in status symbol da street style. A questa esposizione si aggiungono episodi estremi, dai litigi nei punti vendita alle rivendite sul mercato secondario con cifre a cinque e sei zeri per le edizioni più rare.
Per uno studio cinematografico, un simile livello di riconoscibilità è un invito fortissimo. Negli ultimi anni il cinema mainstream ha già dimostrato quanto i brand di giocattoli possano trasformarsi in franchise duraturi: basta pensare a Transformers, G.I. Joe, Trolls o al caso più recente di Barbie, che ha incassato oltre un miliardo di dollari al box office mondiale. In questo contesto Labubu offre una combinazione particolare: un design immediatamente riconoscibile, un mondo narrativo già impostato nei libri di Kasing Lung e una fanbase che spazia dai bambini ai collezionisti adulti. È questo mix a rendere comprensibile la scelta di Sony di muoversi adesso, finché l’onda del fenomeno è ancora alta.
Tra hype, paure e fake news: cosa devono aspettarsi i fan
L’altra faccia del successo, per Labubu, è la quantità di rumor e paure che si porta dietro. Nel 2025 il pupazzo è stato oggetto di teorie virali che lo collegavano al demone mesopotamico Pazuzu, con video in cui alcuni utenti sostenevano di aver avuto esperienze inquietanti e arrivavano a bruciare o distruggere i propri esemplari. Queste interpretazioni sono state smentite da chi studia il lavoro di Kasing Lung, che richiama invece esplicitamente il folklore europeo sugli elfi dei boschi, e non esistono prove di simbolismi occulti nascosti nei design. In parallelo, alcuni Paesi hanno discusso o introdotto restrizioni sulla vendita dei pupazzi, motivandole con preoccupazioni morali o educative più che con elementi concreti.
Dentro questa miscela di entusiasmo, ansie e notizie inventate, il punto fermo è sorprendentemente semplice: al momento esistono solo tre certezze condivise. Primo, Sony Pictures ha acquistato i diritti per sviluppare un lungometraggio su Labubu, ma il progetto è ancora nelle fasi iniziali e non ha né cast né regia né data di uscita. Secondo, Pop Mart sta portando avanti una serie animata e un proprio film, di cui non sono ancora stati comunicati dettagli di distribuzione e tempistiche. Terzo, ogni poster, trailer, data o elenco di attori che circola online oggi non ha carattere ufficiale. Fino a quando gli studi non parleranno con comunicazioni formali, chi ama questo mostriciattolo con le orecchie da coniglio farà bene a godersi i pupazzi, seguire con calma gli aggiornamenti e diffidare di chi vende certezze che nessuno ha ancora messo nero su bianco.
