Con la sua quinta edizione, l’Afragola Film Festival si afferma come appuntamento stabile e riconoscibile, riunendo cinema, architettura, design e formazione in un unico progetto culturale che mette al centro la creatività e il dialogo tra generazioni, con una particolare attenzione alle energie emergenti del territorio.
Un festival maturo nel panorama culturale campano
Martedì 18 novembre prende ufficialmente avvio l’Afragola Film Festival “Al di là della visione”, diretto da Valerio Caprara. La rassegna, ormai divenuta un riferimento di rilievo nel panorama cinematografico campano, si articola in cinque giornate dense di proiezioni, incontri, cerimonie di premiazione e attività formative. In questo contesto il festival non si limita alla semplice programmazione di film, ma costruisce un percorso articolato che intreccia momenti di fruizione, approfondimento critico e occasioni di confronto tra addetti ai lavori, studenti e pubblico.
Per Gianluigi Osteri, ideatore dell’evento, questa quinta edizione rappresenta la piena maturità di un progetto nato come un sogno e oggi riconosciuto come punto di riferimento culturale per l’area. Accanto a lui, il cofondatore Sebastiano Paciello sottolinea il ruolo centrale delle nuove generazioni, evidenziando come la manifestazione miri consapevolmente ad andare oltre la semplice proiezione in sala, intrecciando cinema, architettura, design e formazione. La V edizione, nelle intenzioni degli organizzatori, diventa così non solo una celebrazione, ma anche una riflessione sul potere trasformativo delle arti.
La serata di gala del sabato, fulcro scenografico della quinta edizione
Il momento più atteso del cartellone è la grande serata di gala di sabato 22 novembre, destinata a trasformare Afragola in un autentico palcoscenico dedicato alle eccellenze creative. In questa cornice sono attesi protagonisti di primo piano del cinema italiano, tra cui Claudio Amendola, Margherita Buy, Anna Foglietta e Kim Rossi Stuart, affiancati da altri esponenti di rilievo delle arti visive. La presenza congiunta di interpreti affermati e professionisti di differenti settori conferisce alla serata una dimensione di alto profilo, capace di coniugare glamour, riconoscimento artistico e visibilità mediatica.
Il gala di sabato, concepito come cuore pulsante della manifestazione, concentra i momenti di maggiore risonanza simbolica, tra cui la consegna dei premi più prestigiosi. L’atmosfera annunciata è all’insegna di eleganza ed emozione, con una cura particolare per la messa in scena e per il valore pubblico del riconoscimento agli ospiti. In questo modo la serata di gala diviene non soltanto una celebrazione finale, ma anche il punto di sintesi di un percorso che, per tutta la durata del festival, intreccia linguaggi differenti e valorizza i numerosi protagonisti coinvolti.
Premi e riconoscimenti tra memoria, innovazione e nuovi scenari metropolitani
All’interno dell’ampio capitolo dedicato ai riconoscimenti spicca il Premio D’Alatri, istituito in memoria del regista Alessandro D’Alatri. Quest’anno il premio viene assegnato a Edgardo Pistone per il film Ciao Bambino, confermando la volontà del festival di intrecciare la valorizzazione delle nuove voci con il ricordo di figure centrali del cinema italiano. Il riconoscimento, collocato al crocevia tra memoria e futuro, assume un rilievo particolare in un contesto che intende sostenere la ricerca formale e narrativa, offrendo spazio a opere capaci di dialogare con il presente e al tempo stesso di custodire una tradizione autoriale consolidata.
La mappa dei premi si estende poi ad ambiti che travalicano il solo cinema, confermando la vocazione multidisciplinare dell’evento. Tra i riconoscimenti annunciati figurano il Premio Speciale dell’Architettura a Eduardo Souto de Moura, il Premio Speciale per il Design a Roberto Giolito, il Premio Arte Contemporanea e Design a Franz Cerami e un Premio in Memoria dedicato a Enrico Baleri. Particolare attenzione è riservata ai Premi “Nuovi Scenari Metropolitani”, assegnati a Vulcanica Architetti per il progetto PF4 PICS Casoria e all’architetto Francesco Scardaccione, legato alla Facoltà di Ingegneria – Federico II, a testimonianza di un dialogo costante tra trasformazioni urbane, progettualità contemporanea e sguardo cinematografico sul paesaggio metropolitano.
Programma cinematografico e presenza di protagonisti d’eccezione
Il percorso artistico del festival è scandito da una selezione di opere che compongono una proposta eterogenea e attentamente curata. Tra le proiezioni di spicco figurano Nata per te di Fabio Mollo, Quattro mosche di velluto grigio di Dario Argento in versione restaurata e Fortapàsc di Marco Risi, presentato come omaggio alla figura di Giancarlo Siani. Questa scelta intreccia cinema contemporaneo, recupero filologico di un classico del genere e un’opera civile ormai entrata nell’immaginario collettivo, componendo un itinerario che dialoga con la memoria e con le urgenze del presente.
Accanto ai film, la manifestazione accoglie numerosi ospiti che contribuiscono a rafforzare il profilo della rassegna. Oltre a Claudio Amendola, Margherita Buy, Anna Foglietta e Kim Rossi Stuart, sono attesi Marco Risi e la giovane promessa Beatrice Barison. La compresenza di interpreti affermati e di nuovi talenti, provenienti da generazioni e percorsi differenti, offre al pubblico l’occasione di misurarsi con esperienze artistiche diversificate, favorendo un confronto diretto tra chi ha alle spalle una lunga carriera e chi si affaccia ora sulla scena, in un contesto che valorizza tanto la memoria quanto la scoperta.
Formazione, concorsi e sostegno alle nuove generazioni
Uno degli elementi più innovativi di questa edizione è rappresentato dall’introduzione di due contest artistici, pensati per coinvolgere in modo diretto il mondo dell’istruzione. Il primo è rivolto agli studenti delle scuole superiori campane, il secondo agli studenti universitari e delle accademie di cinema. Attraverso questi strumenti il festival intende stimolare la partecipazione attiva dei giovani, favorendo la nascita di progetti inediti e di percorsi di ricerca personale. L’idea di fondo è quella di trasformare gli spettatori in protagonisti, offrendo loro un terreno concreto su cui misurarsi e un contesto di visibilità qualificata.
In questa prospettiva si inserisce anche l’istituzione di una borsa di studio universitaria per un giovane talento del territorio, resa possibile grazie alla collaborazione con Gabbianella Club Events. Il programma formativo è completato da una serie di masterclass e laboratori: una lezione di montaggio con Giuliano Caprara, un workshop di doppiaggio con Marianna Liguori e una simulazione di set e casting curata dal Pandora Film Center, diretto da Lorenzo Cammisa, con la partecipazione degli attori Miriam Candurro e Francesco Vitiello. Questo articolato sistema di opportunità conferma il ruolo dell’Afragola Film Festival come appuntamento imprescindibile per chi guarda al cinema, all’architettura, al design e alle arti visive come strumenti per leggere e trasformare la realtà.
