Una comunità che dialoga con la propria storia, un libro che riporta alla luce le ore decisive del 1943, un autore che intreccia ricerca e passione civile: l’incontro con Alfonso Lo Cascio a Valledolmo si annuncia come un appuntamento da vivere con attenzione, memoria e partecipazione.
Una serata dedicata alla memoria del 1943
L’appuntamento con Alfonso Lo Cascio è fissato per venerdì 21 novembre 2025, alle ore 17.00, nella struttura comunale dello “Stagnone”, affacciata su piazza Stagnone a Valledolmo. In questo spazio pubblico, abitualmente vissuto dalla comunità, il volume “1943: La Reconquista dell’Europa. Dalla Conferenza di Casablanca allo sbarco in Sicilia” diventerà occasione di confronto collettivo: un incontro ad ingresso libero promosso dal Comune di Valledolmo e da BCsicilia, concepito per creare un dialogo diretto tra l’autore e i lettori, chiamati a interrogarsi su uno dei passaggi più delicati della storia contemporanea.
La serata si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco, Angelo Conti, cui seguiranno gli interventi introduttivi di Elisa Chimento, Presidente della sezione BCsicilia di Alia, e di Calogera Gattuso, Consigliere regionale della stessa associazione. Dopo questo primo momento, il microfono passerà allo scrittore, che guiderà il pubblico attraverso le pagine del libro, soffermandosi sulle scelte strategiche e politiche di quegli anni, mentre gli intermezzi musicali curati dal Maestro Orazio Dispenza offriranno pause di ascolto e raccoglimento, per lasciare sedimentare i temi affrontati.
Le scelte strategiche raccontate nel libro
Nel cuore del volume, Lo Cascio affronta le ragioni che indussero gli Alleati a individuare l’isola come punto d’ingresso nel continente europeo, analizzando con rigore i fattori militari, geografici e politici che portarono a quella scelta. Ampio spazio è dedicato alla preparazione dell’Operazione Husky, descritta come il più imponente intervento anfibio nel Mediterraneo, con il racconto dei complessi dispositivi messi in campo e delle conseguenze che l’invasione ebbe sugli equilibri interni italiani, preludio alle decisioni che avrebbero segnato il dopoguerra.
Uno dei capitoli più delicati è quello dedicato al ruolo della mafia negli avvenimenti legati allo sbarco del 1943, tema che l’autore affronta mettendo a confronto tesi tra loro contrapposte, maturate nel corso dei decenni. Alla luce dei nuovi documenti resi disponibili dagli archivi militari, il testo rilegge quella vicenda senza concessioni alla retorica, inserendola nel quadro della strategia alleata rivolta al cosiddetto “ventre molle dell’Asse” e al primo attacco alla “Fortezza Europa”, culminato nella conquista dell’intera isola in appena trentotto giorni di operazioni militari intensissime allora.
Casablanca, la “resa senza condizioni” e l’Anfa Camp
Il libro restituisce con particolare intensità la Conferenza di Casablanca, tenutasi nel gennaio 1943, quando i leader alleati definirono la linea della “resa senza condizioni”. Questa decisione viene presentata come un punto di non ritorno per il conflitto, un passaggio dopo il quale, come sottolinea la narrazione, nulla avrebbe potuto tornare alla situazione precedente. Attraverso il racconto delle premesse diplomatiche, dei contatti preparatori e delle pressioni esercitate su chi fu quasi costretto a partecipare, il volume ricostruisce la faticosa conquista di un’unità di intenti e di obiettivi comuni.
Accanto all’analisi politica, trova spazio una minuta cronistoria di ciò che avveniva giorno dopo giorno nell’Anfa Camp, l’area militarizzata messa sotto stretta sorveglianza dai soldati statunitensi e trasformata in sede riservata del convegno. Qui l’autore segue lo svolgersi delle sedute, i colloqui riservati, la redazione della dichiarazione finale e degli accordi per il prosieguo della guerra, per poi soffermarsi sulle reazioni italiane: quelle del regime, della monarchia e del Vaticano, chiamati a misurarsi con uno scenario improvvisamente mutato e profondamente inquietante.
Il 1943 come inizio della riconquista europea
Nell’interpretazione proposta dal volume, il 1943 viene presentato come l’anno della svolta per la Seconda guerra mondiale. La notte tra il 9 e il 10 luglio non è descritta soltanto come l’avvio dell’avanzata alleata sull’isola, ma come il momento in cui prende avvio quella che l’autore definisce una vera e propria “Reconquista” del continente, un percorso lungo e tortuoso che avrà il suo epilogo a Berlino, riportando l’Europa nel solco della libertà e della democrazia, dopo anni di violenza e paura.
L’autore sceglie di far parlare gli avvenimenti, seguendo passo dopo passo ciò che accade in quei mesi cruciali e mostrando come ogni decisione assunta ai vertici politici e militari produca effetti concreti sulle popolazioni coinvolte. Ne ricava un affresco unitario, in cui la riconquista dell’Europa non appare come un semplice avanzare di eserciti, ma come una lenta riappropriazione di spazi civili, istituzioni e diritti, elementi che il vecchio continente aveva visto frantumarsi sotto il peso dei totalitarismi e delle guerre precedenti.
Il profilo di Alfonso Lo Cascio
Figura ben nota nel panorama culturale siciliano, Alfonso Lo Cascio è giornalista pubblicista e da molti anni dedica le proprie energie al volontariato in ambito culturale. È Presidente regionale di BCsicilia, associazione impegnata nella salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, e ha fondato l’Università Popolare di Termini Imerese. Dirige la rivista di cultura, politica e informazione “Espero”, dopo avere fatto parte della redazione di “Segno”, periodico di grande autorevolezza, e avere collaborato con il prestigioso settimanale “Centonove”; suoi articoli compaiono su diversi giornali e periodici, dove porta avanti un costante lavoro di approfondimento.
Nel corso della sua attività editoriale, Lo Cascio ha diretto il quadrimestrale di letteratura, poesia e cultura “I racconti di Luvi” e ha fondato la casa editrice Don Lorenzo Milani. È Direttore responsabile della rivista “Galleria, Rassegna semestrale di cultura, di storia patria, di scienze letterarie e artistiche e dell’antichità siciliane” e ha partecipato come relatore a numerosi convegni e tavole rotonde. Tra le sue pubblicazioni figurano “Castelli e Torri della costa, da Termini a Solanto”, “Himerensis, Agenda dei paesi del termitano”, “La riserva di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”, “Ascuta lu cantu, antologia di poeti del comprensorio di Termini, Cefalù, Madonie” e “Un eroe semplice”. Ha inoltre curato i volumi “Il futuro delle città. Memoria, identità, bellezza, nuovo umanesimo” e “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino”. Il suo più recente lavoro, “1943: la Reconquista dell’Europa. Dalla Conferenza di Casablanca allo sbarco in Sicilia”, presentato anche al Salone del Libro di Torino, sta riscuotendo grande successo e gli è valso, insieme all’impegno culturale di una vita, numerosi riconoscimenti, tra cui i premi “Quattro arcangeli”, “Sikelè”, “Gaia”, “Civitas”, “La Campana di Burgio”, “Paolo Amato – Città di Ciminna” e “Kermesse 2023”.
