Una sala buia che si accende di musica e ricordi, un pubblico pronto ad ascoltare una storia che appartiene a tutti. Al The Space Cinema Lamezia arriva “Rino Gaetano – Sempre Più Blu”, film che riporta al centro la voce irriverente e lucidissima del cantautore calabrese, con la presenza in sala del regista Giorgio Verdelli.
Un omaggio cinematografico a un artista senza tempo
“Rino Gaetano – Sempre Più Blu” è un lavoro che sceglie di entrare nel cuore di un uomo prima ancora che nel mito del musicista. Al centro ci sono materiali preziosi: appunti personali, quaderni mai esposti, memorie custodite come oggetti sacri. Tutto concorre a ripercorrere il cammino umano e creativo di Rino Gaetano, capace di raccontare con un linguaggio affilato le contraddizioni e la bellezza del suo tempo. La sua cifra resta quell’equilibrio unico tra sarcasmo e lirismo, tra intuizione improvvisa e provocazione che ancora oggi sorprende.
Le immagini e le parole compongono il ritratto di un autore in perenne equilibrio tra poli solo in apparenza inconciliabili. La sua voce sembra muoversi tra l’eco teatrale di Petrolini e il graffio di Joe Cocker, tra il sorriso che smonta le ipocrisie e una malinconia che resta sottotraccia. È il racconto di un artista che ha saputo dare forma al disagio e alla bellezza di un’epoca senza mai rinunciare alla propria libertà espressiva, trasformando ogni canzone in uno sguardo obliquo e lucidissimo sul mondo.
Voci, ricordi e sguardi che ricompongono l’uomo dietro il mito
A dare profondità al film è un intreccio di testimonianze che avvicina il pubblico alla dimensione più privata del cantautore. La sorella Anna Gaetano e il nipote Alessandro aprono il cassetto dei ricordi di famiglia, mentre gli amici di una vita, tra cui Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis ed Ernesto Bassignano, riportano alla luce episodi, intuizioni, momenti condivisi. Ne emerge un uomo concreto, ironico e vulnerabile, capace di alternare battute spiazzanti a riflessioni profonde, lontano dalle semplificazioni con cui spesso viene raccontato.
Accanto ai compagni di percorso trovano spazio gli eredi artistici, figure che nelle proprie canzoni conservano qualcosa dello sguardo di Rino Gaetano. Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere e Giordana Angi leggono la sua opera da una prospettiva nuova, restituendo ciò che quell’universo di parole e musica ha lasciato alle generazioni successive. È come se, attraverso di loro, riemergesse il poeta nascosto dietro il cappello, l’uomo che non ha mai smesso di interrogare la realtà con una leggerezza solo in apparenza giocosa.
Un viaggio tra Calabria, strade di provincia e una voce che vibra ancora
Il film sceglie anche la strada, letteralmente, per riavvicinarsi alle origini di Rino Gaetano. A bordo di una Fiat 128, Tommaso Labate attraversa la Calabria del cantautore, riportando lo spettatore nei luoghi che ne hanno segnato l’infanzia e l’immaginario. Paesaggi, periferie, scorci di quotidianità compongono una geografia sentimentale che dialoga con le canzoni. Questo itinerario fisico diventa un percorso nella memoria, un modo per capire da dove nascessero certe immagini, certe espressioni che sono entrate nel vissuto collettivo.
La narrazione è affidata alla voce di Peppe Lanzetta e ai timbri intensi di Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino. Le loro interpretazioni guidano lo spettatore tra pensieri appuntiti, battute fulminanti, momenti di intimità che sembrano rubati al tempo. Centrale è anche una storica conversazione con Enzo Siciliano, destinato a diventare presidente della Rai, in cui Rino Gaetano chiarisce il proprio modo di comporre e riflette sul valore della sua musica. In queste parole la sua voce sembra riprendere forza, tornare a farsi presente, vibrare di nuovo con la stessa urgenza di allora.
Tre prospettive per rileggere un’eredità ancora viva
A completare il quadro intervengono tre osservatori d’eccezione: Carlo Massarini, Andrea Scanzi e Pietrangelo Buttafuoco. Le loro riflessioni offrono al pubblico una chiave di lettura ulteriore, capace di spostare l’attenzione oltre le definizioni consolidate. Non si limitano a celebrare il mito, ma individuano linee di forza, contraddizioni, intuizioni che rendono l’opera di Rino Gaetano ancora sorprendentemente attuale. Il loro sguardo si sofferma sui dettagli, sugli scarti, su ciò che sfugge a una narrazione troppo rassicurante.
Queste tre prospettive funzionano come lenti che permettono di vedere le canzoni al di là delle etichette, delle caricature e di una nostalgia facile. Ne emerge un autore complesso, difficilmente incasellabile, che non può essere ridotto né a semplice giullare né a cantore malinconico. Il film invita così a riascoltare i brani con orecchie nuove, cogliendo la stratificazione di significati nascosti dietro testi solo in apparenza leggeri, ma in realtà carichi di osservazioni pungenti sul mondo.
L’evento speciale al The Space Cinema Lamezia
Questo intenso viaggio nella vita e nell’arte del cantautore verrà presentato in anteprima domenica 23 novembre presso il The Space Cinema Lamezia, nel multisala del Centro Commerciale Due Mari. La proiezione, inserita nel calendario degli appuntamenti speciali del circuito, inizierà alle ore 20:00 e rientra nella programmazione dedicata alle uscite più attese della stagione, con la distribuzione affidata a Medusa Film. Un’occasione rara per vedere l’opera prima del debutto nelle sale tradizionali.
Per rendere l’incontro ancora più coinvolgente, il regista Giorgio Verdelli sarà presente in sala per salutare il pubblico prima dell’inizio del film e, al termine, si fermerà per un momento di dialogo e domande con gli spettatori. Chi vorrà partecipare potrà assicurarsi il proprio posto acquistando il biglietto attraverso il sito ufficiale di The Space Cinema oppure tramite l’app dedicata, così da vivere un’esperienza che unisce cinema, musica e confronto diretto con l’autore dell’opera.
Un racconto che continua a parlare al presente
“Rino Gaetano – Sempre Più Blu” non si limita a ripercorrere una carriera, ma assume la forma di una lunga canzone che attraversa un’esistenza intera. Ogni testimonianza, ogni pagina di taccuino, ogni registrazione contribuisce a dare continuità a una storia che sembrava conclusa e invece continua a risuonare. Il cielo evocato dalle sue parole sembra tingersi di un blu sempre più intenso, come se quella visione non avesse mai smesso di allargarsi. Lo spettatore è invitato non solo a ricordare, ma a riconoscersi.
In fondo, il film è il ritorno di Rino Gaetano tra noi: torna a parlare, a ridere, a provocare pensieri che restano anche dopo i titoli di coda. La sua ironia, capace di dire tutto senza mai diventare predica, continua a trovare spazio nel presente. Chi ha saputo leggere il mondo con questo sguardo non smette davvero di comunicare, e proprio questo rende il racconto così vivo, così vicino a chi lo ascolta oggi, in sala, davanti a uno schermo che diventa memoria condivisa.
