In un tempo in cui il valore del cibo e del lavoro nei campi viene spesso dato per scontato, una comunità si ritrova per porsi una domanda scomoda e urgente: è ancora possibile, qui, produrre in modo responsabile e allo stesso tempo garantire agli agricoltori una vita davvero dignitosa?
Un incontro pubblico sul futuro del cibo
Questo interrogativo sarà al centro dell’incontro pubblico intitolato «Un cibo sano, un cibo giusto: prospettive di filiere per l’agricoltura», in programma sabato 22 novembre alle ore 11 alla Biblioteca Comunale “G. Carnacini” di Roncofreddo. L’appuntamento inaugura, per il terzo anno consecutivo, la programmazione della Piccola Fiera d’Autunno e nasce come spazio di confronto aperto a tutti, dove cittadini, istituzioni e operatori del settore possano ascoltarsi, raccontarsi e immaginare percorsi condivisi per il futuro del territorio e della sua agricoltura più fragile ma anche più preziosa.
Dopo i saluti istituzionali della sindaca Sara Bartolini, il confronto sarà guidato dal climatologo e agro-meteorologo Gabriele Antolini, in forza all’Osservatorio Clima di Arpae. A lui il compito di orchestrare gli interventi di esperti, produttori agricoli e operatori del comparto agroalimentare, mettendo in dialogo competenze e sensibilità molto diverse. L’obiettivo è permettere a chi vive ogni giorno le conseguenze delle scelte economiche e ambientali di raccontare esperienze concrete, difficoltà quotidiane, possibilità ancora inesplorate, in un dialogo serrato ma rispettoso, capace di generare domande nuove.
Filiere alimentari, sostenibilità e dignità del lavoro nei campi
Al centro del dibattito ci sarà una domanda tanto semplice quanto decisiva: c’è ancora spazio, in questo territorio, perché chi coltiva la terra possa continuare a produrre e, allo stesso tempo, a vivere in modo dignitoso. Da questa prospettiva verranno analizzate le diverse forme di filiera che collegano i campi alle tavole, e il difficile equilibrio tra le esigenze della grande distribuzione e la crescita della domanda di prodotti biologici, locali e sostenibili, sempre più richiesti nella vita di oggi.
In questo scenario verranno esplorate le potenzialità della filiera corta, intesa come relazione diretta fra chi produce e chi acquista, capace di valorizzare la qualità dei prodotti e di garantire condizioni economiche più eque per gli agricoltori. Il confronto toccherà il tema della sostenibilità ambientale affiancata a quella economica, con particolare attenzione al sostegno alle economie locali e a una distribuzione più giusta del valore creato. Sarà anche l’occasione per riflettere sul ruolo di chi coltiva nel custodire paesaggio e antichi saperi, e sul legame tra aree rurali e città.
Le voci a confronto tra distribuzione, consumo critico e produzione
Tra gli ospiti chiamati a intervenire ci sarà Cristina Mengozzi, responsabile nel settore della distribuzione organizzata e da tempo impegnata sui temi dell’ecologia e della sostenibilità. Porterà lo sguardo di chi lavora ogni giorno nei meccanismi della grande distribuzione e prova a inserirvi pratiche più rispettose dell’ambiente e delle comunità che lo abitano. Il suo contributo aiuterà a comprendere come le scelte dei punti vendita possano incidere sul riconoscimento del lavoro agricolo e sulla possibilità di garantire prodotti accessibili senza comprimere diritti e tutele.
Accanto a lei interverrà Luigi Caroli, agronomo, funzionario regionale ed esperto di agricoltura biologica, che porterà anche l’esperienza maturata all’interno del GAS Malatesta di Cesena. La sua testimonianza offrirà il punto di vista dei Gruppi di Acquisto Solidale, realtà che scelgono di organizzare collettivamente i propri acquisti per sostenere direttamente i produttori e costruire rapporti di fiducia. Attraverso il suo racconto emergerà come questi percorsi di consumo critico e relazionale possano generare filiere alternative, più trasparenti ed eque per tutti.
A completare il quadro ci sarà Stefano Pransani, del Mulino Pransani di Sogliano al Rubicone, che porterà la voce di un produttore radicato sul territorio. La sua esperienza racconterà il tentativo di tenere insieme la tutela della biodiversità e delle varietà antiche con la necessità di costruire un modello economico sostenibile, capace di stare sul mercato. Il suo intervento metterà in luce la ricerca quotidiana di un equilibrio tra vendita diretta e distribuzione nei negozi, con tutte le responsabilità e le scelte che questa doppia presenza comporta.
Una giornata di festa per la comunità
Terminato l’incontro del mattino, la giornata continuerà tra profumi e sapori, grazie alle proposte culinarie delle trentadue osterie presenti. Accanto all’offerta gastronomica prenderà vita il mercato dei produttori e dei creativi, con banchi, colori e storie che animeranno la rassegna, mentre la musica contribuirà a creare l’atmosfera particolare che caratterizza la piccola fiera. La partecipazione all’iniziativa è a ingresso libero per chi desidera condividere questo momento insieme ad amici, familiari e alle persone incontrate in questa giornata di festa condivisa.
Questo comunicato stampa, datato 18 novembre 2025, restituisce l’immagine di una comunità che sceglie di interrogarsi pubblicamente su cosa significhi oggi nutrirsi in modo sano e giusto. Mettere al centro il racconto delle filiere, delle persone e delle scelte quotidiane significa riconoscere che il cibo non è soltanto merce, ma relazione, cura e responsabilità condivisa, capace di tenere insieme istituzioni, cittadini e chi lavora nei campi, in un equilibrio sempre delicato tra presente e futuro, per chi abita questo territorio.
