Dal 27 al 30 novembre 2025 il Teatro Golden di Roma ospita Tangentopoli. Processo alla Prima Repubblica, un allestimento che, a oltre trent’anni dalla bufera di Tangentopoli, torna a evocare in teatro quella vicenda.
Un processo immaginario che interroga la memoria collettiva
Al centro dello spettacolo c’è l’idea di un procedimento giudiziario mai celebrato, l’ultima udienza di un unico processo dedicato a Bettino Craxi. In questa ipotesi drammaturgica, il politico sceglie di presentarsi in tribunale per sottoporsi a un interrogatorio decisivo e a rappresentare l’accusa è ancora una volta Antonio Di Pietro, chiamato qui a rivestire il ruolo di Pubblico Ministero in un confronto serrato e senza appello. Su questa premessa si innesta una domanda che percorre l’intero spettacolo: che cosa sarebbe accaduto se questo incontro fosse davvero avvenuto in un’aula di giustizia?
Questa struttura rende Tangentopoli. Processo alla Prima Repubblica uno spettacolo in cui giustizia e politica si guardano negli occhi. Non ci si limita a rievocare un caso giudiziario, ma si mette in scena l’incontro privato tra due uomini simbolo, colti in un momento di forte vulnerabilità. Il procedimento che ha segnato l’Italia viene così riproposto non solo nei suoi aspetti pubblici, ma anche nella dimensione più intima e umana dei protagonisti, coinvolgendo direttamente chi assiste in sala in ogni replica.
La sfida interpretativa di protagonisti e comprimari
Sul palco del Teatro Golden il duello verbale è affidato a Antonio Milo, chiamato a incarnare Bettino Craxi, e a Simone Colombari, nei panni di Antonio Di Pietro. Il primo rappresenta il politico travolto da un meccanismo che pareva destinato a durare per sempre, il secondo dà voce al magistrato che ha aperto il vaso di Pandora della corruzione. La loro recitazione restituisce la tensione di un confronto in cui ogni battuta pesa come una dichiarazione resa davanti a un giudice.
Accanto ai due protagonisti, completano il quadro processuale altre figure chiave. Morgana Forcella interpreta l’avvocato difensore, portando in scena il punto di vista della difesa. Mario Casellato assume il ruolo del Presidente del Tribunale, mentre Danilo Ramon Giannini veste i panni dello scrittore. Ognuno di questi ruoli contribuisce a delineare l’universo dell’aula giudiziaria, arricchendo di voci e prospettive il racconto affidato alla scena e permettendo di seguire da angolazioni diverse il susseguirsi degli interventi in tribunale durante tutta la rappresentazione.
Scrittura, regia e sostegno istituzionale
La drammaturgia di Tangentopoli. Processo alla Prima Repubblica porta la firma di Vincenzo Sinopoli e di Andrea Maia, che ne cura anche la regia. Lo spettacolo è prodotto da GoldenStar Am Teatro Golden e nasce con il contributo del Ministero della Cultura, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un progetto che usa il linguaggio del teatro per attraversare una pagina complessa della storia della Prima Repubblica, trasformando la cronaca giudiziaria in materiale scenico da condividere con il pubblico in sala presente.
La messinscena prende avvio direttamente all’interno di un’aula di tribunale, con il pubblico chiamato a occupare idealmente i banchi dell’udienza, in un vero e proprio spettacolo al tempo stesso emozionale e giuridico. Da qui si sviluppa un impianto che conserva la precisione del linguaggio giuridico, ma lo intreccia con una forte componente emotiva, trasformando atti, domande e risposte in teatro vivo. Non si assiste a una lezione di diritto, ma a un processo reinventato per il palcoscenico, dove ogni passaggio contribuisce a costruire tensione e riflessione, anche oltre la durata dello spettacolo.
Teatro, calendario e informazioni pratiche
La produzione va in scena al Teatro Golden, spazio culturale romano situato in via Taranto 36. La sala, guidata da Andrea Maia, accoglie il pubblico per questo progetto dedicato a Tangentopoli. Per ulteriori dettagli e prenotazioni è disponibile il numero di telefono 06 70493826, a cui rivolgersi per tutte le informazioni legate allo spettacolo. Il tutto avviene in un contesto teatrale che si propone come luogo di confronto e ascolto su temi che appartengono ancora al dibattito pubblico in Italia.
Il calendario prevede una tenitura di quattro giorni, dal giovedì alla domenica: si parte giovedì 27 novembre alle ore 21.00, con repliche serali alla stessa ora venerdì 28 e sabato 29 novembre. L’ultima rappresentazione è fissata per domenica 30 novembre alle ore 17.00, orario pomeridiano che conclude la breve serie di recite, offrendo al pubblico più possibilità per scegliere il momento in cui assistere allo spettacolo in base ai propri impegni, senza rinunciare alla qualità dell’esperienza teatrale proposta al pubblico.
