La Campania viene raccontata dai suoi amministratori come una terra destinata a vivere di turismo, ma chi lavora ogni giorno nel settore denuncia una realtà molto diversa, fatta di vincoli, divieti e regole che complicano l’arrivo dei visitatori e rendono tortuoso il lavoro degli operatori.
Un confronto acceso sul futuro del turismo
Nel corso di un recente confronto pubblico organizzato a Napoli, il numero uno di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania, Amedeo Conte, ha messo sul tavolo, senza giri di parole, le preoccupazioni degli imprenditori del comparto. Davanti al sottosegretario ai Trasporti Tullio Ferrante, Conte ha descritto una regione che, a parole, si dichiara orientata a vivere grazie ai flussi turistici, mentre nella pratica si muove in senso opposto, creando barriere che rendono sempre più complicato trasformare quella vocazione in una politica concreta e coerente.
Secondo Conte, la classe politica campana ripete in ogni occasione pubblica utile che il territorio deve diventare una regione a preminente vocazione turistica e gli operatori, che conoscono bene il mercato, non faticano a riconoscerne le potenzialità. Il problema, sottolinea, nasce nel momento in cui dalle amministrazioni locali arrivano regolamenti, ordinanze e normative che vanno esattamente nella direzione contraria all’accoglienza, generando una sorta di duplice linea d’azione che destabilizza chi investe e confonde chi dovrebbe essere attratto dall’offerta del territorio, fino a trasformare le buone intenzioni proclamate in un paradosso evidente.
L’ombra dell’overtourism e una strategia che manca
Nella lettura di Amedeo Conte, alla base di questa contraddizione c’è il tentativo, mal gestito, di affrontare il tema dell’overtourism. Questo fenomeno, spiega, è diventato il nuovo bersaglio su cui le amministrazioni locali concentrano le proprie paure, nel tentativo di dare una risposta rapida a un elettorato sempre più sensibile agli effetti della pressione turistica. Invece di ragionare su una pianificazione complessiva e lungimirante, molti sindaci scelgono la strada più semplice: aggiungere limiti e ostacoli ai flussi in ingresso, pur continuando a investire per richiamare nuovi visitatori.
Conte evidenzia come questo approccio produca un circolo vizioso: più aumentano le persone interessate a visitare la Campania, più le amministrazioni si sentono in dovere di moltiplicare gli impedimenti all’accesso. Una logica che definisce una visione miope, perché invece di governare i flussi li si rende casuali, lasciando gli operatori a fare i conti con regole che cambiano di continuo. A suo giudizio, gli amministratori dovrebbero trovare il coraggio di dedicare tempo e risorse alla vera sfida, cioè l’ottimizzazione dei flussi, trasformando il turismo in un processo ordinato e non in un problema da rincorrere a colpi di divieti.
Regole, ZTL e costi che scoraggiano chi vuole arrivare
Nel suo intervento, il presidente di Sistema Trasporti Campania è entrato nel dettaglio delle criticità riscontrate negli ultimi mesi. Ha ricordato come numerosi Comuni campani si siano presentati con grande entusiasmo alle fiere di settore per promuovere il proprio territorio, salvo poi, al ritorno, restringere l’accesso con ZTL portate all’estremo, checkpoint posizionati sempre più lontano dai luoghi d’interesse e tariffe in crescita costante. Dai parcheggi ai varchi di ingresso, ogni passaggio diventa più caro e complesso, al punto da trasformare l’arrivo stesso in un deterrente, in netto contrasto con l’obiettivo dichiarato di attrarre visitatori.
Queste scelte, chiarisce Conte, non riguardano solo la libertà di movimento di chi viaggia, ma hanno effetti profondi su chi opera rispettando le regole. Le norme, perché siano credibili, richiedono controlli puntuali; quando tali controlli non vengono effettuati, a pagare il prezzo più alto sono proprio gli operatori che si muovono nel pieno rispetto di quanto imposto. Chi è abituato a muoversi nelle zone d’ombra e a cercare scorciatoie, invece, finisce per essere indirettamente favorito dall’inasprimento delle misure, che colpiscono soprattutto chi lavora in modo trasparente. Il risultato, osserva, è un paradosso che svilisce gli sforzi di chi investe nella legalità.
Il dialogo con Roma e il ruolo del Governo
Dall’incontro di Napoli, racconta Amedeo Conte, è emersa la volontà dell’Esecutivo di individuare strategie condivise per rendere più solido il dialogo tra settore pubblico e imprese del turismo. L’obiettivo, per il presidente di Sistema Trasporti Campania, deve essere la costruzione di un confronto stabile, capace di superare le decisioni prese sull’onda dell’urgenza. Il turismo, ha ribadito, non può essere gestito con interventi episodici o con regolamenti concepiti in risposta a emergenze momentanee, perché simili strumenti creano solo incertezza e impediscono alle aziende di programmare investimenti e servizi.
Conte ha sottolineato come il sottosegretario Tullio Ferrante abbia mostrato attenzione per le criticità evidenziate, condividendo l’idea di un percorso più strutturato. Se la Campania vuole diventare una regione davvero matura nella gestione dei flussi, ha spiegato, l’unica via praticabile è una programmazione seria e continuativa, finalmente proporzionata al potenziale che tutti riconoscono al territorio. In questo quadro, un Governo centrale impegnato a favorire e sostenere il dialogo tra istituzioni locali e privati può rappresentare un sostegno decisivo, contribuendo a trasformare le buone intenzioni in politiche concrete e coerenti con le ambizioni dichiarate.
L’appello di Conte alla futura guida della Regione
Nelle sue conclusioni, Amedeo Conte ha rivolto uno sguardo al futuro politico della Campania, chiamando in causa direttamente il prossimo Governatore. Il suo auspicio è che la nuova Regione riesca ad estendere a tutto il territorio quanto si sta cercando di sperimentare a Napoli: un modello che punta a riunire attorno allo stesso tavolo tutti gli stakeholder, nonostante le difficoltà e i risultati non sempre lineari. Ciò che oggi si tenta di fare nel capoluogo, spesso tra ostacoli e compromessi, dovrebbe trasformarsi, secondo Conte, in una pratica ordinaria e diffusa, capace di dare coerenza alla strategia turistica regionale.
Il messaggio finale è un invito a riconoscere il valore delle istanze che arrivano dal comparto. Per Conte, le richieste degli operatori del turismo non rappresentano un intralcio, ma una parte decisiva della soluzione. Vanno ascoltate, accolte e integrate nel processo decisionale, perché chi vive ogni giorno le conseguenze di regolamenti e ordinanze può contribuire in modo determinante a renderli più efficaci e sostenibili. Solo includendo queste voci nella costruzione delle politiche pubbliche, conclude, la Campania potrà ambire a un modello di sviluppo turistico all’altezza delle aspettative che essa stessa ha contribuito a creare.
