Roma ha accolto la sesta edizione della Muestra de Cine Mexicano en Roma, Otoño 2025, rassegna dedicata al cinema messicano, che si è chiusa con il Premio del Pubblico assegnato ad Amores Perros di Alejandro González Iñárritu, coronando giorni di proiezioni e incontri pensati per avvicinare il pubblico italiano alle storie e ai volti del Messico contemporaneo.
Il premio del pubblico e l’abbraccio della sala
Il riconoscimento assegnato dagli spettatori ha preso la forma del Premio Victor González – Dr. Simi, attribuito al film di Iñárritu al termine di una rassegna che ha visto un’affluenza costante e appassionata. In tutte le giornate di programmazione, le proiezioni hanno registrato il tutto esaurito, segno di un legame sempre più forte tra Roma e il cinema messicano. La scelta del pubblico, maturata in sala, ha dato una dimensione concreta all’entusiasmo che si respirava ad ogni appuntamento, trasformando la votazione in un gesto condiviso di adesione alle storie raccontate sullo schermo.
Amores Perros, primo lungometraggio di Alejandro González Iñárritu, è stato al centro di questo entusiasmo collettivo. L’opera, considerata un vero capolavoro, è il film che ha fatto conoscere il regista al grande pubblico, aprendo la strada alla sua affermazione sulla scena internazionale. All’interno della rassegna romana, la sua energia narrativa e la complessità dei personaggi hanno trovato nuova risonanza, permettendo agli spettatori di confrontarsi con un cinema che non teme di scavare nelle contraddizioni umane e sociali, in un dialogo ideale con le altre opere in programma.
Unico festival italiano dedicato al cinema messicano
La Muestra de Cine Mexicano en Roma è nata da un’idea di Cecilia Romo Pelayo, che ne cura la direzione e che presiede anche Ars Luminaria, associazione culturale senza fini di lucro con sede in Italia che produce il festival. Questa realtà, costruita nel tempo con pazienza e visione, rappresenta oggi l’unico spazio italiano interamente consacrato al cinema messicano. La scelta di dedicare una manifestazione esclusiva a questa cinematografia restituisce al pubblico la ricchezza di un dialogo che attraversa lingue, città e generazioni, facendo di Roma un punto d’incontro privilegiato tra le due culture.
Attorno a questo progetto si è raccolta una solida rete istituzionale, che ne sostiene la crescita e la continuità. Il festival può contare sul Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma, dell’Ambasciata del Messico in Italia, dell’IILA, dell’ANAC, dell’AMACC guidata da Daniel Hidalgo e di PROCINE CDMX. Il sostegno congiunto di enti italiani e messicani conferisce alla manifestazione una dimensione istituzionale importante, che affianca il lavoro quotidiano degli organizzatori e ne riconosce il valore come ponte culturale duraturo tra i due Paesi.
Una selezione di sedici film tra lingue, storie e sguardi
Il cuore del programma è stato composto da sedici film, proposti tutti in versione originale con sottotitoli in italiano. Una scelta precisa, che ha permesso al pubblico di ascoltare le voci, i ritmi e le inflessioni del cast in lingua spagnola, conservando l’autenticità delle interpretazioni. La selezione ha mostrato la diversità e l’eccellenza del cinema messicano contemporaneo, alternando opere molto diverse tra loro per tono e sguardo, ma accomunate da una forte qualità espressiva, capace di restituire un panorama variegato della produzione del Paese.
All’interno di questo percorso ha avuto un ruolo speciale la presenza di Lorena E. González, attrice e produttrice invitata come ospite del festival. Interprete di primo piano, è protagonista e produttrice di Lo que dice el corazón, titolo in cui unisce il proprio lavoro artistico e quello organizzativo. La sua partecipazione ha aggiunto una dimensione umana diretta al dialogo con il pubblico, offrendo uno sguardo dall’interno sul lavoro creativo che sostiene il cinema messicano contemporaneo e rendendo ancora più tangibile il legame tra la rassegna romana e gli artisti che ne animano lo schermo.
Gli esordi di Iñárritu, Cuarón e del Toro
Tra le scelte più significative di questa edizione spicca l’omaggio agli esordi di tre grandi Maestri del cinema messicano contemporaneo: Alejandro González Iñárritu, Alfonso Cuarón e Guillermo del Toro. Il pubblico romano ha potuto rivedere le loro opere prime, Amores Perros, Sólo con tu pareja (uscito in Italia come Uno per tutte) e Cronos, film che hanno segnato una nuova era per la cinematografia messicana e internazionale. Riproposte in sala una dopo l’altra, queste pellicole consentono di osservare da vicino l’inizio dei loro percorsi artistici e creativi.
Inserire queste tre opere di esordio in un contesto dedicato al presente del cinema messicano significa invitare il pubblico a un percorso di lettura più ampio. Guardare oggi quei primi film permette di misurare la distanza, e allo stesso tempo la continuità, tra le origini e l’attuale maturità dei loro autori. La struttura stessa della rassegna incoraggia a passare con naturalezza dalle nuove produzioni a questi titoli fondativi, componendo un mosaico in cui ogni visione illumina la successiva e rende più consapevole lo sguardo degli spettatori.
Il significato del Premio Victor González – Dr. Simi
Il nome del premio assegnato dal pubblico rende omaggio a Víctor González Torres, conosciuto da tutti come Dr. Simi, fondatore di Farmacias Similares. Nel 1997 ha dato vita a questa catena con l’obiettivo di offrire accesso alla salute a milioni di messicani privi di sicurezza sociale o delle risorse necessarie per acquistare i farmaci, gravati dagli alti costi dei medicinali presenti sul mercato dell’epoca. Introducendo i farmaci generici con sconti fino al 75 per cento rispetto ai marchi leader o brevettati, la sua iniziativa ha migliorato il benessere di un numero enorme di famiglie.
Accanto all’attività commerciale, attraverso le sue fondazioni l’organizzazione collegata a Dr. Simi offre un aiuto integrale alle comunità più vulnerabili. I programmi messi in campo affrontano la salute fisica e mentale, la lotta contro la fame e la povertà estrema, l’educazione e il benessere delle persone. In questo senso, il legame tra il suo nome e un premio assegnato dal pubblico all’interno della rassegna romana assume un valore simbolico particolare, richiamando l’idea di una responsabilità condivisa verso chi ha meno voce e meno strumenti.
