La giornata ha preso una piega diversa fin dalle prime ore del mattino: il cielo si è chiuso sul ponente ligure, la pioggia ha cominciato a insistere sulle vallate e sul litorale e in poche ore Genova si è ritrovata a fare i conti con frane, allagamenti e raffiche di vento tali da piegare alberi e ponteggi. Quartieri interi hanno sentito le sirene in lontananza, mentre i mezzi di emergenza correvano tra costa ed entroterra per gestire chiamate che non si sono fermate un istante.
Questa prima fase della perturbazione ha colpito con particolare forza il Ponente e l’entroterra savonese: tra Melogno e Osiglia i pluviometri hanno misurato fino a 74 millimetri in un’ora e oltre 236 millimetri in dodici ore, mentre tra Varazze e Arenzano sono caduti 140 millimetri in sei ore, numeri che spiegano perché il terreno sia già saturo e i rii minori reagiscano in modo così rapido. In serata lo scenario resta in evoluzione, con una seconda fase di maltempo attesa per domani, in particolare tra Genova e il levante ligure.
Vento e trombe d’aria tra Pra’ e via Vespucci
Nel primo pomeriggio una tromba d’aria ha toccato terra nell’area portuale di Pra’, all’interno del terminal VTE. Le raffiche hanno spinto a terra diversi container nell’area portuale a ridosso della banchina, costringendo allo stop alcune attività operative e alle verifiche di stabilità delle strutture vicine. Le informazioni ufficiali convergono su un punto rassicurante: non risultano feriti, nonostante la scena sia stata impressionante anche nelle immagini riprese da terra e dal mare.
Lo stesso sistema temporalesco ha colpito duramente la fascia costiera più a est. In via Vespucci, nel ponente cittadino, le raffiche hanno innescato un’altra tromba d’aria che ha ribaltato un furgone in sosta e danneggiato i tetti di diversi edifici, costringendo i vigili del fuoco a lavorare a lungo in quota per rimuovere tegole e porzioni di copertura pericolanti. Nel frattempo, tra città ed entroterra, le squadre sono intervenute su alberi instabili, allagamenti di scantinati e sulla frana in via alla Chiesa di San Geminiano, mentre in un centro sportivo di Serra Riccò alcune persone sono rimaste bloccate dall’acqua alta fino al completamento del soccorso.
Pegli, il muraglione che cede e le utenze interrotte
Intorno all’ora di pranzo, un altro episodio ha mostrato quanto fragile possa diventare il territorio quando la pioggia insiste sullo stesso versante per ore. In via Nicoloso da Recco, sulle alture di Pegli, è crollato un muraglione di contenimento che si affaccia sulla strada: blocchi di cemento e terra hanno travolto più auto parcheggiate sul lato opposto della carreggiata e hanno reso necessaria la chiusura completa della via. Tutte le fonti concordano su un dato essenziale: al momento del cedimento non sono state registrate persone ferite, ma il volume di materiale sceso a valle ha reso complessa la messa in sicurezza.
Il crollo ha tranciato tubi del gas e linee elettriche, con conseguente interruzione delle forniture nella zona. Nel pomeriggio l’area risultava presidiata da vigili del fuoco, polizia locale, Protezione civile, tecnici di Aster e della società di distribuzione Ireti, impegnati tra verifiche strutturali e ripristino graduale dei servizi. Per i nuclei familiari rimasti senza gas è stata attivata la possibilità di supporto con cibo e acqua tramite il sistema comunale di Protezione civile, mentre una strada vicina, via Beato Martino da Pegli, è stata chiusa per il distacco dei tiranti dei lampioni dell’illuminazione pubblica.
Rio Fegino fuori dagli argini e Valpolcevera in fase di allarme
Verso le 14.30 è stata la Valpolcevera a far trattenere il fiato. Il rio Fegino, nel tratto di Borzoli, si è alzato in pochi minuti finché l’acqua ha superato gli argini, finendo sulla strada e nelle aree vicine, in una zona dove capannoni, officine e case stanno praticamente gomito a gomito. A quel punto dal Comune è arrivato il passaggio alla fase di allarme per la Valpolcevera, con un messaggio chiaro ai residenti: seguire le regole di autoprotezione e limitare gli spostamenti solo a ciò che è davvero necessario nella zona interessata.
La zona è stata presidiata da squadre della Protezione civile comunale, vigili del fuoco e polizia locale, impegnate sia nel monitoraggio del corso d’acqua sia nella gestione della viabilità. L’esondazione del rio Fegino si inserisce in un quadro più ampio di corsi d’acqua sotto osservazione tra Valpolcevera e ponente cittadino, con sottopassi chiusi per allagamenti come quello di Brin, già fin dalle prime ore del mattino oggetto di limitazioni al traffico. In parallelo, il Centro Operativo Comunale ha mantenuto la fase di preallarme per l’intero territorio di Genova, in vista del cambio di livello dell’allerta previsto per domani.
Liguria in allerta arancione: orari e aree più esposte
Dopo una prima fase contrassegnata da piogge intense concentrate soprattutto tra il savonese interno e il ponente genovese, la Liguria entra ora in una nuova fase di sorveglianza elevata. Per domani, domenica 16 novembre, è stata stabilita l’allerta arancione per temporali e rischio idrogeologico su gran parte della regione, con una modulazione diversa tra le cinque zone operative. Nel Ponente costiero e nell’entroterra savonese (zone A e D) la giornata inizierà in gialla, per passare a arancione tra mezzogiorno e il tardo pomeriggio e tornare quindi a gialla in serata; lungo il tratto compreso tra Imperia e Savona saranno possibili nuovi rovesci organizzati.
Sul centro della regione, tra Genova e il golfo Paradiso (zona B), l’allerta per temporali resta gialla fino alle 12, diventa arancione fino alle 21 e si abbassa nuovamente a gialla fino alle 22, mentre sul Levante e sui versanti padani (zone C ed E) la sequenza prevede gialla fino a metà giornata, arancione fino alle 21 e di nuovo gialla fino alle 22, con lievi differenze di orario tra costa ed entroterra. Per i bacini grandi l’allerta resta gialla, con piene previste entro gli alvei pur a fronte di incrementi idrometrici significativi. Le previsioni indicano per domenica temporali forti e localmente stazionari, capaci di generare allagamenti rapidi, smottamenti superficiali e nuove criticità su un suolo già ampiamente imbibito.
Regole di sicurezza e città in modalità emergenza
L’allerta arancione ha portato il Comune di Genova ad attivare un pacchetto di misure straordinarie che toccano mobilità, luoghi pubblici e abitudini quotidiane. Durante la finestra compresa tra le 12.00 e le 20.59 di domenica i cittadini sono chiamati ad adottare comportamenti di autoprotezione: evitare cantine, garage e locali al piano strada, spostare i veicoli fuori dalle aree a rischio allagamento, seguire solo percorsi sicuri lontani da ponti e argini e limitare gli spostamenti alle esigenze davvero non rinviabili. Già da questa sera sulla sopraelevata Aldo Moro è in vigore il divieto di transito per motocicli, mezzi telonati e furgonati.
Da domani mattina saranno chiusi parchi, giardini e cimiteri su tutto il territorio cittadino, insieme ai principali sottopassi pedonali e al sottopasso di Brin, storicamente critico in caso di piogge intense. Alcuni musei comunali, tra cui Castello d’Albertis, Museo di Archeologia Ligure, Museo Chiossone e MUCE, resteranno chiusi per l’intera giornata di domenica. La stessa ordinanza consente ai residenti delle zone più esposte di utilizzare gratuitamente, in fasce orarie determinate, i parcheggi Blu Area in posizioni più sicure rispetto ai torrenti. Il messaggio è chiaro: in vista della seconda fase della perturbazione, la città si dispone in modalità emergenza preventiva per ridurre il più possibile i rischi per persone e cose.
La perturbazione si sposta verso la Toscana: codice giallo e previsioni
Lo stesso sistema depressionario che sta colpendo la Liguria interessa anche il versante tirrenico. La Sala operativa della Protezione civile regionale della Toscana ha emesso un codice giallo per temporali forti e rischio idrogeologico e idraulico sul reticolo minore, valido dalle 18 di oggi, sabato 15 novembre, fino alle 23.59 di domenica 16 novembre per le aree settentrionali della regione. L’avviso riguarda in particolare la Toscana centro-settentrionale, con attenzione specifica ai territori lungo l’Appennino e alle zone più esposte a frane superficiali e colate di fango.
I bollettini indicano cumulati medi attesi fino a 40–50 millimetri sulla Lunigiana, 20–40 millimetri su Apuane e Lucchesia e valori minori ma comunque significativi sul resto dell’area interessata, con massimi puntuali che in Lunigiana possono raggiungere 100–150 millimetri in presenza di celle temporalesche persistenti. I rovesci saranno accompagnati da vento sostenuto e possibili colpi di vento lungo la costa e sui rilievi. Anche qui le amministrazioni locali invitano a prestare attenzione ai corsi d’acqua minori, alle strade in prossimità di versanti instabili e agli attraversamenti di fondovalle, in un fine settimana che richiede prudenza su tutto l’arco tirrenico tra Liguria e Toscana.
