Chi sale su un treno italiano porta con sé una piccola parte di vita: computer, documenti di lavoro, foto, gioielli, a volte persino progetti interi. Viaggi di lavoro, rientri dopo una festa, weekend in famiglia. In carrozza ci si rilassa, si controlla il telefono, si chiacchiera, ci si distrae. È proprio in quei minuti sospesi che, nelle ultime settimane, si muovono gruppi di ladri sempre più preparati, capaci di studiare bagagli, abitudini e movimenti dei passeggeri in pochi istanti.
Il caso del capogruppo di Azione Matteo Richetti, derubato due volte nello stesso viaggio da Brescia a Roma, con uno zaino sparito durante la sosta a Firenze e un trolley sottratto a Roma Termini, ha mostrato in modo brutale quanto sia facile diventare bersaglio, anche se si è accompagnati, se il viaggio dura poche ore o se si pensa di aver tutto sotto controllo. Episodi come questo non sono eccezioni, ma parte di una lunga scia di furti e rapine che toccano ogni giorno pendolari e turisti.
Dove colpiscono i ladri e come scelgono le vittime
Quando si parla di furti legati al treno, tendiamo a immaginare solo quello che accade in carrozza. In realtà, il fenomeno si divide in due ambienti diversi: stazioni e convogli. Nelle grandi stazioni, soprattutto in Lombardia e nelle altre regioni a maggiore traffico, le borseggiatrici e i loro complici osservano per lunghi minuti le persone che passano tra biglietterie, scale mobili, distributori automatici, aree self service. Cercano un portafogli che sporge, uno smartphone infilato a metà nella tasca posteriore, una persona carica di valigie, magari con bambini al seguito, con lo sguardo già fisso sul tabellone delle partenze.
A bordo treno la dinamica cambia. Qui entrano in gioco gruppi spesso composti da tre o quattro persone, collegati tra loro con auricolari e telefoni, capaci di muoversi in modo coordinato tra una carrozza e l’altra. Uno osserva chi sale, uno si concentra su cappelliere e portabagagli, un altro controlla corridoi e porte. L’obiettivo è cercare bagagli appariscenti, trolley di marca, zaini tecnici o borse che sembrano contenere computer e oggetti di valore. Il passeggero appare tranquillo, assorto nello schermo o impegnato a chiudere una call di lavoro; per chi vive di furti questo basta per avviare la manovra.
Monetine a terra, domande improvvise e mani più veloci di voi
Tra le tecniche che compaiono sempre più spesso c’è quella, in apparenza innocua, delle monetine. Il copione è ormai chiaro: mentre il treno rallenta in ingresso in stazione, una delle persone del gruppo lascia cadere spiccioli vicino ai piedi della vittima e chiede aiuto per raccoglierli oppure finge di cercare un oggetto perso. Il viaggiatore istintivamente si china, distoglie lo sguardo dalla cappelliera, allenta la presa sul trolley o sulla borsa. In quell’attimo un complice alle sue spalle afferra lo zaino, lo infila in un’altra valigia o lo trascina fuori dalla portiera durante la sosta.
Esiste poi una variante che sfrutta conversazioni e richieste di informazioni. Qualcuno si avvicina con una mappa, un biglietto, un dubbio sul posto a sedere, su una coincidenza da prendere. Il passeggero si gira, indica il tabellone, si mette a guardare il cellulare per cercare un orario. Intanto il complice apre la cappelliera, sostituisce lo zaino con un altro simile ma vuoto oppure lo fa scivolare dentro un trolley già pronto. In alcuni casi, come hanno mostrato le indagini legate a colpi milionari alla stazione di Milano Centrale, lo zaino pieno viene nascosto in un bagaglio più grande e scompare nel giro di pochi minuti tra folla e taxi.
Il trucco del bagaglio “matrioska” e la zona più pericolosa del vagone
Il cosiddetto bagaglio “matrioska” nasce proprio da questa logica. I ladri salgono con un trolley o una valigia leggera, spesso apparentemente vuota, che viene sistemata sulla cappelliera poco distante dalle valigie prese di mira. Il contenitore viene lasciato semiaperto, in modo da poter inghiottire, con un gesto rapidissimo, uno zaino o una borsa più piccola. A chi osserva da lontano sembra una normale operazione di sistemazione dei bagagli, un passeggero che sposta la propria valigia per far posto ad altre. In realtà, quella valigia diventa il mezzo perfetto per nascondere la refurtiva e farla uscire inosservata dal vagone.
La parte più delicata resta sempre la cappelliera. Le cronache recenti raccontano di zaini rubati in pochi secondi, sia su treni ad alta velocità sia su regionali, con passeggeri addormentati o distratti dal telefono. Nel caso, molto citato negli ambienti investigativi, del furto di gioielli e orologi per circa un milione e mezzo di euro a Milano Centrale, i ladri hanno preso lo zaino dalla cappelliera e lo hanno nascosto in un altro trolley, per poi tentare di allontanarsi verso l’uscita taxi. Gli agenti li hanno fermati solo all’esterno, dopo aver osservato con attenzione movimenti e atteggiamenti sospetti.
Perché sul treno abbassiamo la guardia
Chi lavora ogni giorno sui treni lo ripete spesso: appena ci sediamo ci comportiamo come se fossimo nel salotto di casa. Le parole del dirigente della Polizia ferroviaria della Lombardia, Nunzio Trabace, vanno proprio in questa direzione. Appena la porta del vagone si chiude, continuiamo a pensare alla giornata appena finita, alla riunione andata bene o male, alle persone che abbiamo salutato prima di partire. Oppure anticipiamo con la mente quello che succederà quando scenderemo, il taxi da prendere, le valigie da portare in albergo, i figli da raggiungere.
Questo “pilota automatico” mentale si somma alla stanchezza dei viaggi lunghi e alla fiducia che riponiamo nell’ambiente chiuso del treno. Se poi il bagaglio è vistoso, di marca, o contiene tecnologia costosa, basta una distrazione di pochi istanti per renderci obiettivi perfetti. La situazione in alcune zone è però cambiata negli ultimi mesi: in Lombardia, per esempio, nel primo semestre del 2025 sono stati registrati 2.903 reati in ambito ferroviario, di cui 2.366 furti, con una media di 16 reati al giorno tra treni e stazioni. Numeri ancora alti, ma in un quadro in cui i furti ai viaggiatori risultano in calo rispetto all’anno precedente.
Cosa stanno facendo le istituzioni e che effetti si vedono
Il contesto in cui questi episodi avvengono non è fermo. Il Piano “Stazioni Sicure”, promosso dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha rafforzato i controlli nelle aree intorno alle grandi stazioni di Roma, Milano e Napoli, con una presenza molto più visibile di forze di polizia e pattuglie miste, non solo all’interno degli scali ma anche fuori, nelle strade di accesso e nei parcheggi. A Napoli, per esempio, nel primo mese di attività del piano sono state identificate oltre 22 mila persone nella zona della stazione centrale, con decine di arresti e misure di allontanamento.
Lo stesso approccio si riflette in Lombardia, dove ai servizi tradizionali della Polfer si affiancano campagne condivise con il gruppo FS e con FS Security. Nel 2024 i furti ai viaggiatori sono diminuiti del 24 per cento in tutta la regione e del 40 per cento nella sola stazione di Milano Centrale, mentre le aggressioni al personale ferroviario sono scese da 26 a 16 episodi. I dati dei primi mesi del 2025 confermano questo miglioramento, pur in presenza di una delittuosità che resta significativa e richiede controlli continui, in particolare sulle linee e nelle stazioni più frequentate.
Come proteggere davvero zaini e trolley
Arriviamo al punto che riguarda direttamente voi: che cosa potete fare, in pratica, per rendere molto più difficile il lavoro di questi gruppi. Il primo passo è banale solo in apparenza: non perdere mai di vista il bagaglio. Se viaggiate con un unico zaino con dentro tutto, tenetelo tra le gambe, sotto il sedile o addosso, non in alto sopra la testa. Se il bagaglio è voluminoso e deve per forza essere collocato in cappelliera o in rastrelliera, scegliete un posto che vi permetta di controllarlo con lo sguardo, soprattutto nelle fasi di arrivo e partenza dalle stazioni.
Documenti, denaro e dispositivi più sensibili dovrebbero stare separati dal resto, in una borsa a tracolla chiusa, portata sul davanti, o in tasche interne che non siano facilmente raggiungibili da terzi. Diffidate di richieste di aiuto improvvise con monetine a terra o di sconosciuti che insistono per farvi alzare o spostare durante l’ingresso in stazione. Se dovete allontanarvi dal posto per andare al bar o in bagno, portate sempre con voi almeno lo zaino principale con computer e documenti; lasciate sulla cappelliera solo ciò che potete permettervi di perdere.
Dopo un furto: perché la denuncia tempestiva cambia tutto
Se, nonostante ogni cautela, vi accorgete che qualcosa è sparito, il tempo diventa decisivo. Una denuncia presentata subito permette di utilizzare con efficacia le immagini delle telecamere di bordo e di stazione, che restano salvate per un periodo limitato e di far intervenire le pattuglie ancora in grado di intercettare chi scende dal treno nelle fermate successive. In diversi casi recenti, dalla Lombardia ad altre regioni, proprio la rapidità della segnalazione ha consentito di recuperare zaini, trolley e dispositivi elettronici prima che fossero rivenduti o nascosti.
La denuncia non serve solo alle indagini. Per alcune categorie di convogli è prevista una copertura assicurativa gratuita per i bagagli al seguito, con limiti ben precisi di risarcimento; per attivarla è necessario presentare querela entro pochi giorni e inoltrare la richiesta di indennizzo entro quindici giorni dal furto, allegando copia del biglietto e della denuncia stessa. Informazioni aggiornate su queste procedure si trovano nei documenti ufficiali di Trenitalia e nei materiali dedicati ai diritti dei passeggeri. Fare questo passaggio, anche se si è scoraggiati, tutela voi e aiuta a costruire una mappa più precisa dei punti critici.
Quando salite su un treno, quindi, non è questione di vivere con la paura, ma di concedere a voi stessi la serenità di un viaggio in cui attenzione e consapevolezza viaggiano insieme al biglietto. I ladri scelgono sempre la strada più semplice; renderla complicata è il contributo più concreto che potete dare alla vostra sicurezza e a quella degli altri passeggeri.
