Un raro brano strumentale dei Depeche Mode torna a splendere grazie alla sensibilità di DEVYA. Con “Stjärna”, reinterpretata come un’elegia elettronica nutrita di memorie e di cieli notturni, il progetto di Devis Simonetti invita ad ascoltare il passato con orecchie nuove, trasformando una gemma nascosta in un’esperienza profondamente personale.
Un ritorno alle origini elettroniche
A Lucca, il 15 novembre 2025, il progetto solista DEVYA di Devis Simonetti, musicista e produttore, annuncia l’uscita del suo nuovo singolo digitale: una versione strumentale che rende omaggio alla band iconica Depeche Mode attraverso “Stjärna”. Il brano, disponibile su Bandcamp, è pubblicato dall’etichetta indipendente White Dolphin Records, realtà fondata dallo stesso Simonetti e da tempo dedicata a dare spazio alle sue esplorazioni elettroniche più intime, una proposta raffinata, pensata per chi ama le atmosfere rarefatte e contemplative di ascolto.
“Stjärna”, termine che in svedese significa “Stella”, nasce come composizione evocativa firmata da Martin L. Gore e vede la luce nel 1988 sul lato B del singolo “Little 15”. Pur essendo stata concepita come semplice B-side, nel tempo è diventata un brano di culto tra gli appassionati, affascinati dalle sue atmosfere malinconiche e da una scrittura dal carattere fortemente visivo e quasi cinematografico, capace di trovare posto nel cuore di chi cerca le pagine meno note di quel repertorio, dove la delicatezza emotiva si intreccia con una sottile inquietudine.
La scelta di un brano che ha segnato una vita
Per Devis Simonetti, la decisione di lavorare su “Stjärna” non nasce dal caso, ma da un legame radicato nel tempo. Il vinile che conteneva questa traccia fu infatti tra i primi dischi acquistati negli anni ’80, stagione cruciale per la sua formazione musicale. In quelle scoperte giovanili si è strutturato il suo immaginario sonoro, fatto di sintetizzatori, introspezione e di un’attenzione quasi istintiva per le sfumature emotive. Un periodo che continua a risuonare nel presente ogni volta che torna a confrontarsi con quelle melodie.
L’artista racconta come questo brano lo abbia seguito per anni, diventando una presenza discreta ma costante, fonte di ispirazione nei momenti di creazione. L’atmosfera di “Stjärna” gli richiama alla mente le serate trascorse a osservare il cielo punteggiato di notti stellari, e proprio a quelle immagini ha voluto rendere omaggio, preservando l’essenza emotiva originale e rivestendola con il proprio timbro sonoro personale e riconoscibile. Un dialogo silenzioso tra memoria e presente che trova nella musica la sua forma più autentica.
Il linguaggio dei sintetizzatori
Nella nuova versione firmata DEVYA, il cuore del brano pulsa attraverso una strumentazione costruita con fedeltà al linguaggio elettronico originale. La tessitura sonora ruota attorno al timbro inconfondibile del sintetizzatore Yamaha DX7 in versione VST, le cui sonorità FM rappresentano l’asse portante della produzione, modellando ogni sfumatura armonica in un intreccio di colori digitali preciso, misurato e al tempo stesso profondamente evocativo, che restituisce alla composizione una fragilità luminosa tipica di quella stagione creativa, sospesa tra sperimentazione e romanticismo sonoro.
A completare il quadro, DEVYA impiega campioni provenienti dall’Alesis QS6 Quadrasynth, che aggiungono profondità e una patina vintage alla rilettura del brano, esaltandone i dettagli più delicati. La produzione, estremamente curata, e un arrangiamento essenziale mettono in primo piano la melodia ipnotica, offrendo un ascolto che unisce nostalgia e modernità in una vera e propria elegia sonora dedicata alle stelle. Un invito ad abbandonarsi al suono, lasciando che ogni nota illumini ricordi e desideri nascosti del pubblico più attento.
