Una moto diventa scultura e racconta il nostro tempo: così nasce Motototem, esito dell’incontro tra Mattia Biagi e Flying Flea, presentato a EICMA 2025. Un progetto che intreccia arte, materia e tecnologia, trasformando l’oggetto di mobilità in segno culturale, da guardare, sentire, ricordare.
Il significato profondo di Motototem
Motototem nasce dal desiderio di Mattia Biagi di elevare la motocicletta a un linguaggio artistico autonomo, da osservare e meditare, non da guidare. L’opera attraversa temi centrali della sua ricerca: l’identità come viaggio, la materia come racconto, la memoria che si deposita negli oggetti e la tensione costante tra natura e tecnologia. Il nome convoca l’immagine del totem come portatore di storie e simboli, una colonna verticale capace di trattenere energia, ricordi e direzioni. La forma diventa archivio affettivo e bussola interiore, un dispositivo visivo che chiede tempo, ascolto, silenzio.
In questa prospettiva, la motocicletta si fa metafora di libertà, ma anche talismano contemporaneo. È un oggetto che parla delle nostre origini e della spinta a muoverci, cercare, esplorare. La contemplazione prende il posto della corsa, e il gesto del vedere diventa centrale quanto quello del costruire. Guardare l’opera significa riconoscere una mappa emotiva, in cui la meccanica non è negata, bensì trasfigurata in segno, memoria e promessa di cammino. La scultura non pretende risposte, propone domande che ci accompagnano oltre la soglia dell’utilità.
Dalla FF.C6 a forma scultorea: materiali e gesti
La scultura nasce da una lettura radicale del modello FF.C6. Biagi prende elementi chiave, dal telaio in alluminio forgiato alla forcella a traliccio, e li trasforma in un corpo vivo, materico, con un respiro quasi ancestrale. Integra materiali naturali e storici come il travertino e la pietra, affianca l’argilla, plasma il bronzo a mano, lavora la pelle con cura artigianale, inserisce il vetro soffiato con la sua fragilità poetica. Il risultato non è un prototipo funzionale, ma un organismo simbolico che supera lo scopo originale e dichiara una presenza: un totem che concentra forze, richiami e direzioni.
In questa grammatica della materia, la tradizione italiana convive con un futuro possibile. La solidità delle pietre dialoga con la delicatezza del vetro, mentre la pelle e il bronzo rivelano gesti lenti, quasi rituali, che affidano al fare manuale il ruolo di ponte tra memoria e innovazione. Ogni componente diventa segno, ogni superficie è narrazione. Il totem così composto condensa forza, movimento, memoria e trasformazione, evocando un’energia che non è solo estetica, ma anche etica, perché invita a ripensare la relazione tra tecnologia e natura, tra ciò che costruiamo e ciò che custodiamo nel tempo.
Un’opera che nasce dall’incontro tra arte e mobilità
Alla base di Motototem c’è una collaborazione rara per intensità e visione: l’artista multidisciplinare Mattia Biagi, italiano con base a Los Angeles, e Flying Flea, il nuovo marchio di motociclette elettriche nato nell’universo Royal Enfield. L’opera è stata presentata e mostrata allo stand congiunto del marchio e della casa madre durante EICMA 2025, dove ha catalizzato sguardi e conversazioni tra visitatori e addetti ai lavori. Qui, il design industriale incontra la ricerca artistica e l’identità meccanica, generando una sintesi che rinuncia alla funzione d’uso per affidarsi a una presenza scultorea. La motocicletta smette di essere mezzo e diventa linguaggio, capace di restituire un’immagine contemporanea della mobilità, della memoria e del desiderio di movimento.
Il progetto reinterpreta la motocicletta come simbolo culturale, oggetto rituale e icona del movimento moderno. Nella visione condivisa da Biagi e Flying Flea, il veicolo si fa totem, figura che raccoglie e ordina segni, storie e identità. Non conta più la velocità, conta lo sguardo: la macchina è chiamata a essere contemplata, a raccontare la nostra relazione con la tecnica e con le origini, a evocare un’appartenenza che precede e supera l’utilità. La scelta di presentare questo dialogo nello scenario internazionale di EICMA 2025 rafforza il messaggio, portando nel cuore dell’industria una riflessione sul senso del muoversi oggi.
Il profilo di Mattia Biagi
Mattia Biagi è un artista multidisciplinare italiano con base a Los Angeles da oltre quindici anni. La sua pratica abbraccia scultura, design, fotografia e installazione, concentrandosi sulla trasformazione dei materiali e sul dialogo tra cultura popolare, mitologia contemporanea e artigianato. Ha esposto in gallerie e istituzioni internazionali come il Mint Museum in North Carolina, la Castello di Rivoli Foundation a Torino e il Louvre Abu Dhabi. Il suo lavoro è riconosciuto per l’intensità emotiva, la precisione del gesto e un marcato senso narrativo.
La sua poetica attraversa la materia in tutte le sue forme, dalla resina al bronzo, dalla pietra al vetro, trasformandola in simboli visivi di identità, memoria e desiderio. Il legame con il mondo motociclistico ha radici personali: Biagi è un motociclista appassionato, e questa dimensione ha ulteriormente alimentato la sua ricerca. Da qui la nascita di un’opera che non è semplice oggetto, ma icona di stile, vita e movimento. Motototem rappresenta il punto di incontro tra queste due identità, l’artista e il motociclista.
Flying Flea e l’orizzonte della mobilità urbana elettrica
Flying Flea, marchio di mobilità urbana elettrica di Royal Enfield, propone una guida intelligente e agile grazie a un approccio che unisce design, tecnologia e lifestyle. L’iniziativa apre una nuova fase della mobilità cittadina con prodotti innovativi capaci di ridefinire il concetto di city mobility. Ispirata all’iconica Royal Enfield Flying Flea del 1940, progettata per essere lanciata con il paracadute, la nuova piattaforma offre un’esperienza di guida leggera e connessa, rivolta a motociclisti attenti al design e al futuro della mobilità urbana.
Il marchio introdurrà i primi modelli all’inizio del 2026, con la FF.C6 in stile classico seguita dalla FF.S6 in versione scrambler. Il team conta oltre 200 ingegneri tra Regno Unito e India, impegnati nello sviluppo interno di motore, batteria, BMS e software per veicoli elettrici connessi. Con più di 45 domande di brevetto depositate, la tecnologia end-to-end nasce al Flying Flea Technology Center, mentre la produzione è esclusiva nello stabilimento Royal Enfield di Vallam Vadagal. La FF.C6 in stile classico ha ricevuto il Red Dot Award nella categoria Concept di design.
