Se apri TikTok in queste settimane è difficile non imbattersi in planner colorati, candele accese, matcha e caption con scritto “Great Lock In”. L’idea è semplice e potentissima: usare gli ultimi mesi dell’anno per chiudersi metaforicamente in casa, fare ordine nella propria vita e arrivare a Capodanno con la sensazione di avere davvero cambiato qualcosa.
Che cos’è il Great Lock In e quanto dura davvero
Il Great Lock In è una challenge di auto-miglioramento che invita a “bloccarsi” su alcuni obiettivi personali dall’1 settembre al 31 dicembre, quindi per 121 giorni. Fitness, sonno, studio, soldi, routine quotidiane: ognuno sceglie il proprio mix, con l’idea di smettere di rimandare ai buoni propositi di gennaio e giocarsi tutto ora, nel finale di anno.
In Italia il trend è arrivato rapidamente nel feed: diversi siti di lifestyle spiegano che il concetto di fondo è “bloccarsi” su un obiettivo realistico, dal risparmio alla palestra, e proteggerlo come se fosse sotto chiave fino al 31 dicembre.
Da dove nasce il verbo “lock in” e perché piace alla Gen Z
La parola lock in viene dallo slang sportivo e dai videogiochi: significa entrare in modalità iperfocus, tagliare distrazioni e puntare dritti a un traguardo. Nel 2025 i giornali anglosassoni descrivono una vera “filosofia del locking in”, con ragazzi che rinunciano a social, alcol o uscite per concentrarsi su esami, forma fisica o obiettivi economici.
Il Great Lock In prende questa mentalità e la trasforma in progetto di tre-quattro mesi: meno scroll, più routine, meno improvvisazione, più disciplina. Non a caso molti analisti leggono il fenomeno come risposta a ansia economica, burnout digitale e senso di caos, soprattutto tra i ventenni che cercano un modo per riprendere il controllo.
Le creator che lo hanno reso virale
A spingere il trend sono state soprattutto le creator. Il Giornale cita la britannica Kadie Glenn, che ha lanciato il suo video di buoni propositi da salotto, arrivato in poco tempo a oltre un milione di visualizzazioni e diventato modello per migliaia di utenti che hanno “bloccato” i propri obiettivi 2025.
Un altro volto associato al Great Lock In è la coach statunitense Tatiana Forbes, che definisce questi 121 giorni “più che sufficienti per cambiarti la vita”. Uno dei suoi video supera le 700 mila visualizzazioni e decine di migliaia di salvataggi, segno che l’idea di una sprint finale prima di Capodanno parla a molti.
Come funziona nella pratica: dal workout al portafoglio
Non esiste un regolamento ufficiale del Great Lock In, ed è proprio questo a renderlo più “soft” di sfide rigide come la famigerata 75 Hard. Le regole le scrive chi partecipa: c’è chi decide di allenarsi tre volte a settimana, chi punta solo a dormire otto ore per notte, chi usa la challenge per mettere via un piccolo fondo di emergenza e tagliare spese superflue.
Sui social spopolano i video “reset di settembre”: routine del mattino con journaling, meal prep per tutta la settimana, tabelle di risparmio da colorare, schermate di app per l’home banking. Molti creator cercano un tono rassicurante, più da “ti accompagno” che da sergente di ferro, promettendo una glow up mentale e fisica ma con margini di manovra umani.
Winter Arc, September Lock In, 75 Hotter: le cugine della stessa famiglia
Il Great Lock In non nasce nel vuoto. Nei due anni precedenti TikTok aveva già lanciato il Winter Arc, un percorso di 90 giorni da ottobre a fine dicembre per usare l’inverno come stagione di trasformazione, molto popolare tra fitness creator e wellness influencer. Anche qui l’idea è fissare poche abitudini quotidiane, dalla camminata alla meditazione, con l’obiettivo di arrivare a gennaio con routine già rodati.
A settembre è comparso anche il September Lock In, versione concentrata che punta a “resettare” solo per il primo mese di rientro, spesso con estetica molto precisa: caffè, agende, palestra, cibo healthy e caption sul “nuovo inizio”.
Sul fronte più duro ci sono sfide come 75 Hard, con allenamenti doppi, nessun alcol e regola del “se salti un giorno ricominci da zero”. In risposta è nato 75 Hotter, un rebrand più morbido che privilegia movimento sostenibile, alimentazione equilibrata e cura di sé, pensato per un glow up in 75 giorni senza militarizzare il corpo.
I benefici possibili, secondo gli esperti
Psicologi e coach non demonizzano il Great Lock In in sé. Molti sottolineano che fissare un orizzonte temporale preciso, da settembre a dicembre, può aiutare a tenere viva la motivazione e a trasformare routine che altrimenti resterebbero solo sulla lista dei desideri. Strutturare il lavoro in un periodo limitato, spiegano diversi studi e interviste, rende gli obiettivi più gestibili rispetto ai buoni propositi “per sempre”.
Un altro punto a favore è la dimensione di comunità: condividere progressi, difficoltà e piccoli traguardi sotto hashtag come #TheGreatLockIn e #lockin crea senso di appartenenza e di responsabilità reciproca, soprattutto in mesi che molti vivono come più bui e faticosi.
Le criticità: quando il “lock in” diventa teatro della performance
La medaglia però ha un rovescio. Diversi articoli e psicologi mettono in guardia dal rischio di trasformare il Great Lock In in una maratona di produttività tossica: confrontarsi continuamente con i video di chi si alza alle cinque, fa journaling, palestra e meal prep perfetto può far sentire inadeguati chi fatica anche solo ad alzarsi dal letto.
Gli esperti ricordano che obiettivi troppo rigidi, specie se legati alla performance estetica o a numeri di bilancia e conto corrente, aumentano il rischio di burnout, frustrazione e senso di fallimento. Soprattutto se ogni passo viene esibito online in cerca di approvazione, invece che costruito su misura del proprio stato di salute fisica e mentale.
Come usare queste challenge senza farsi male
Il consiglio più citato dagli psicologi è disarmante nella sua semplicità: meno è meglio. Meglio scegliere uno o due obiettivi chiari e fissare un “minimo sindacale” quotidiano, per esempio 10 minuti di camminata o 15 minuti di studio, invece di compilare liste infinite destinate a saltare dopo pochi giorni. La costanza, spiegano, batte i colpi di testa eroici.
Altro punto chiave è la flessibilità: Winter Arc e Great Lock In non hanno la regola del “ricominciare da capo” se si sbaglia. Anzi, molti creator parlano della regola del “never miss twice”: se salti un giorno, riparti il successivo senza trasformare la scivolata in una resa. E, soprattutto, ricordare che queste sfide sono strumenti, non identità: se ti fanno stare peggio, puoi spegnere l’app, chiudere il planner e cercare un modo più silenzioso e privato per prenderti cura di te.
