In una città che celebra venticinque secoli di storia, il dialogo tra campi coltivati, opere d’arte e memoria collettiva trova spazio in un appuntamento pubblico pensato per ascoltare voci diverse, osservare il paesaggio con occhi nuovi e interrogarsi sul ruolo del cibo nella costruzione dell’identità contemporanea.
Un convegno che intreccia paesaggio e colture d’eccellenza
All’interno del calendario delle celebrazioni per i 2.500 anni dalla fondazione di Neapolis, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana e il Palazzo Reale di Napoli promuovono il convegno “A tavola con l’arte. Le colture di eccellenza nella provincia di Napoli per la tutela e la conservazione del paesaggio”, in programma lunedì 17 novembre 2025 alle ore 9.30 nella Sala Conferenze della residenza reale, pensato come momento di studio ma anche di confronto aperto con il territorio.
Il tema messo al centro della giornata è il ruolo delle coltivazioni tradizionali e delle produzioni agroalimentari di qualità come strumenti di tutela attiva, capaci di mantenere vivo il legame tra chi lavora la terra e il contesto in cui opera. Il convegno indaga come il sapere contadino, l’identità dei luoghi e le forme più innovative della produzione possano intrecciarsi, dando vita a un modello in cui patrimonio materiale e dimensione immateriale si riconoscono nella cultura del cibo e nelle antiche geometrie agrarie della provincia napoletana.
Voci, ricerche e paesaggi: il cuore della mattinata di studio
Ad aprire i lavori sarà l’intervento istituzionale della Soprintendente Paola Ricciardi, responsabile dell’ABAP per l’area metropolitana di Napoli, affiancata dalla direttrice delegata del Palazzo Reale, Tiziana D’Angelo. Ricciardi sottolinea come la salvaguardia del paesaggio richieda il riconoscimento e la valorizzazione delle culture che lo hanno plasmato: coltivazioni storiche, saperi artigianali e pratiche alimentari costituiscono un patrimonio vitale, capace di tenere insieme memoria e futuro delle comunità. A seguire, Brunella Como, responsabile del settore Patrimonio demoetnoantropologico della SABAP NA-MET, illustrerà il contributo delle ricerche sul patrimonio immateriale nella definizione e nella protezione delle colture di eccellenza presenti nel territorio.
Il confronto proseguirà con una tavola rotonda dedicata ad alcuni casi emblematici, in cui il valore delle produzioni locali emerge attraverso storie concrete: la mela limoncella di Sant’Agata dei due Golfi, il limone di Sorrento IGP, la ciliegia Somma dei Monti Lattari. Successivamente Giuseppe Orefice, esperto di sviluppo locale integrato, proporrà una riflessione sul “saper fare” agricolo inteso come eredità culturale viva, mentre Alessandro Manna, presidente dell’Associazione Siti Reali, guiderà il pubblico in un percorso sul Grand Tour del gusto in Campania ai tempi della dinastia borbonica.
Dalle collezioni reali alle esperienze di visita
La parte conclusiva della mattinata sarà dedicata all’incontro “A tavola con l’arte dai Borbone ai Savoia nelle collezioni di Palazzo Reale e Villa Pignatelli”, introdotto dalla funzionaria del Palazzo Reale Stefania Gatto. Le storiche dell’arte Antonella Delli Paoli ed Elena Carrelli accompagneranno i partecipanti in un ideale itinerario tra corti e dinastie: la prima ricostruirà l’universo della tavola borbonica, la seconda si concentrerà sulla cultura del desco all’epoca sabauda. In continuità con questi approfondimenti è prevista una visita guidata tematica all’Appartamento di Etichetta e al Giardino Pensile della reggia, per osservare da vicino i nessi tra apparati decorativi, natura e rituali del cibo alla corte borbonica.
Nella visione di Tiziana D’Angelo, luoghi storici come il Palazzo Reale e la raffinata dimora di Villa Pignatelli custodiscono opere che raccontano, attraverso nature morte e tavole imbandite, la lunga storia dei prodotti originari dei territori campani. Gli itinerari di visita collegati al convegno conducono il pubblico tra dipinti che evocano l’epoca borbonica nelle sale della reggia, mentre in villa una mise en place d’ispirazione sabauda consente di rivivere idealmente i gesti quotidiani, i sapori e le atmosfere che per secoli hanno dato forma alla tradizione alimentare rappresentata nelle collezioni napoletane.
