Letteratura e ricerca si alleano per custodire la memoria del 2 giugno 1946 e consegnarla alle nuove generazioni. Nasce il Premio storico-letterario Democrazia e Libertà, un progetto che unisce studio e narrazione per trasformare il passato in dialogo vivo con il presente e tenere accesi valori che parlano ancora a tutti.
Un riconoscimento per il futuro
Al centro del Premio c’è una trama di temi che continuano a interrogare il nostro tempo: la Resistenza, la nascita della Repubblica, la Costituzione e il voto alle donne. Non sono capitoli lontani, ma parole che tornano a vibrare nel dibattito civile. La memoria diventa così esercizio di responsabilità, un invito a ripercorrere la strada che ha dato forma al Paese e a rilanciare, attraverso i libri, un patto di cittadinanza capace di parlare ai più giovani con voce chiara e consapevole.
Il percorso di selezione culminerà in due riconoscimenti principali, pensati per valorizzare la doppia anima del progetto. Da un lato, un’opera di narrativa capace di far entrare il lettore nel cuore delle storie; dall’altro, un volume di taglio storico o giuridico, per offrire strumenti di analisi e interpretazione. Entrambi i titoli saranno scelti all’interno di due terne accuratamente selezionate. Letteratura e ricerca, insieme, per restituire la complessità del passato e l’urgenza del presente.
La giuria e le istituzioni coinvolte
Il Premio si avvale del patrocinio del Ministero dell’Università e della Regione Lazio e può contare su una giuria di altissimo profilo, già all’opera sulle selezioni. Ne fanno parte i vertici della Fiap e del Centro Altiero Spinelli, affiancati da 13 docenti universitari provenienti dall’area di Lettere, Giurisprudenza e Scienze Politiche. Una squadra che assicura rigore, pluralità di sguardi e un confronto serio tra approcci disciplinari diversi, per valorizzare lavori capaci di lasciare traccia.
A guidare il lavoro della giuria sono figure di riferimento del panorama culturale e associativo: Luca Aniasi presiede il Premio, Bianca Lami svolge il ruolo di Vicepresidente e Antonello Capurso quello di Segretario. Tre nomi che presidiano qualità, metodo e trasparenza delle procedure. La cura nella valutazione è parte integrante del messaggio: scegliere bene significa rispettare il senso di un’eredità civile che si tramanda attraverso le pagine e lo studio.
La nascita del Premio è frutto della collaborazione tra la Federazione Italiana Associazioni Partigiane e il Centro Altiero Spinelli di Sapienza Università di Roma. Un’alleanza che incrocia memoria, impegno civile e ricerca accademica, facendo dialogare esperienze diverse e complementari. L’incontro tra associazionismo e università mette a disposizione competenze e sensibilità convergenti, con un unico obiettivo: riconsegnare al presente il patrimonio di idee che ha plasmato la democrazia italiana.
Riconoscimenti speciali e calendario
Accanto ai due premi principali, è previsto un riconoscimento dedicato a una graphic novel, a conferma dell’attenzione verso linguaggi capaci di parlare a pubblici diversi, con strumenti narrativi immediati e profondi insieme. L’apertura a forme espressive plurali non è un semplice dettaglio estetico, ma il segno di una vocazione inclusiva: la memoria non ha un solo volto, e può farsi racconto visivo, testimonianza, disegno che scava e lascia segni duraturi.
In memoria di Ferruccio Parri, una tesi di laurea riceverà uno speciale riconoscimento e sarà pubblicata in volume dalla Fiap. È un gesto che affida alla ricerca degli studiosi più giovani una responsabilità concreta: dare continuità al lavoro sulla fonte, sul documento, sull’interpretazione. La prima edizione del Premio è prevista in occasione del prossimo ottantennale del 2 giugno 1946, una data che continua a risuonare come promessa di diritti, partecipazione e dignità condivisa.
Iscrizione e partecipazione
La partecipazione è aperta e l’iscrizione è gratuita. Tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito della Fiap, punto di riferimento per modalità e requisiti. È un invito rivolto ad autori, ricercatori e a chi sente il bisogno di unire il filo della memoria al linguaggio del presente. Portare un libro o una tesi in questo spazio significa scegliere di contribuire a una discussione pubblica che ha il coraggio di tornare alle origini per guardare avanti.
Questo Premio nasce per essere un gesto collettivo: la memoria non si conserva da sola, ha bisogno di mani, voci, letture, verifiche. Qui l’attenzione alle parole si intreccia con la responsabilità dello studio, mentre i temi di Resistenza, Repubblica, Costituzione e voto alle donne diventano materia viva. Raccontare e comprendere sono i due verbi che accompagnano l’iniziativa, con l’ambizione di tenere insieme emozione e rigore, testimonianza e analisi, passato e futuro.
