Il nuovo singolo Per sempre notte, firmato da Fabrizio Pocci e interpretato insieme a Bobo Rondelli e Jole, arriva online come naturale estensione dell’omonimo romanzo. Canzone e libro dialogano tra loro, trasformando un vissuto personale in un racconto sonoro che tocca corde intime.
Un’amicizia che diventa musica e racconto
Alla radice di Per sempre notte c’è il rapporto umano e artistico tra Fabrizio Pocci ed Erriquez, al secolo Enrico Greppi dei Bandabardò. In un periodo segnato dalla malattia, da giorni fragili ma densissimi, i due condividono non solo studio e palchi, ma anche confidenze, progetti, sogni sospesi. In quelle conversazioni prende forma il desiderio di costruire insieme qualcosa che andasse oltre il singolo brano, un lavoro capace di custodire ricordi, dialoghi, intuizioni. La musica, in quel momento, smette di essere semplice mestiere e diventa un modo per restare vicini.
Da quel clima di confidenza nasce una promessa: scrivere qualcosa insieme. Non era chiaro se sarebbe diventato un progetto teatrale, nuove canzoni o un libro condiviso, ma l’idea di un’opera a quattro mani li faceva sorridere e li teneva uniti. Proprio mentre la malattia rendeva ogni giorno più prezioso, quel patto comincia a trasformarsi in realtà e prende corpo il romanzo Per sempre notte. In quegli stessi anni il brano omonimo era stato pensato per l’album Una vita quasi normale, ma fu proprio Erriquez a intuire che dovesse restare fuori da quel disco per trovare una collocazione diversa. Il libro raccoglie un percorso iniziato molti anni prima, al primo concerto della Banda in quella palafitta che oggi campeggia sulla copertina, come un luogo della memoria che chiude un viaggio e gli restituisce senso.
Il romanzo musicale e il titolo che lo attraversa
Il risultato di questo cammino condiviso è un libro pubblicato da Ouverture Edizioni, che Fabrizio Pocci ama descrivere come un vero e proprio romanzo musicale. Nelle sue pagine la narrazione non procede mai da sola: accanto ai capitoli compaiono i testi di brani già conosciuti e di canzoni ancora inedite, che funzionano come frammenti di colonna sonora interna. Ogni volta che il lettore incontra un testo, viene invitato a immaginare la melodia o a richiamarla alla memoria, creando un ponte continuo tra parola scritta e suono.
Tra i testi che attraversano il volume spicca naturalmente Per sempre notte, il brano che presta il proprio nome al romanzo e ne diventa il filo conduttore. Non è soltanto una canzone citata sulla pagina: è il centro simbolico attorno a cui ruota l’intera vicenda, la chiave che illumina retrospettivamente molti passaggi della storia. Chi legge può ritrovare le parole del brano all’interno del libro e, ascoltandolo, riconoscere scene, stati d’animo, relazioni. Il lettore si trasforma così in ascoltatore, e chi ascolta finisce per sentirsi parte del racconto.
Tre voci, una melodia e una produzione condivisa
La versione incisa di Per sempre notte vede intrecciarsi le voci di Fabrizio Pocci, Bobo Rondelli e Jole. Ognuno porta nel brano il proprio timbro e il proprio mondo espressivo, e il risultato è un dialogo a tre che amplifica la fragilità e la forza del testo. La linea melodica, intensa e dal sapore malinconico, accompagna chi ascolta dentro l’atmosfera del romanzo, riportandolo immediatamente al cuore della storia. Senza bisogno di spiegazioni, le tre voci guidano verso il significato più profondo del racconto, lì dove dolore e tenerezza convivono.
Al centro del brano c’è una riflessione amara ma lucidissima sulle promesse. Fabrizio Pocci racconta come spesso ci si impegni a dire “per sempre” pur sapendo, in fondo, di non riuscire a mantenere quei voti, oppure perché in certi istanti è meno doloroso promettere che guardare dritto la realtà. Per sempre notte nasce proprio da questa consapevolezza e dalla ferita condivisa con Erriquez. Il singolo è stato registrato e prodotto da Fabrizio Pocci insieme a Leonardo Marcucci, con mix e mastering curati da Alessandro Guasconi presso il Virus Studio di Siena. Nelle parole della canzone risuona la richiesta di essere portati lontano dalla rabbia e dalla nostalgia, con il desiderio ostinato che non diventi davvero, per nessuno, “per sempre notte”.
