Per le redazioni i social sono spesso un campo minato: odio nei commenti, troll organizzati, messaggi privati ingestibili. Eppure è proprio lì che oggi passa una fetta importante del traffico e del dialogo con il pubblico. Nelle ultime settimane Threads, il social testuale di Meta, ha messo sul tavolo due novità che parlano in modo diretto ai media: strumenti avanzati per moderare le risposte e messaggistica completa, Dm compresi, finalmente attiva anche nell’Unione europea.
Parliamo di una piattaforma che Meta descrive come in forte crescita: secondo gli ultimi dati ufficiali ha superato i 400 milioni di utenti mensili nel 2025, con circa 150 milioni di utenti attivi ogni giorno. Numeri che, uniti al nuovo rapporto di amore delle testate con l’ex Twitter, rendono inevitabile la domanda: vale la pena investire seriamente su Threads, ora che arrivano strumenti pensati anche per chi pubblica notizie?
Reply Approvals, il “filtro umano” per i commenti sotto i post
La prima novità chiave per chi lavora con un pubblico ampio è Reply Approvals. Il funzionamento è semplice ma potente: tutte le risposte ai post vengono trattenute in una coda privata e diventano visibili solo se l’autore le approva. In pratica il commento non compare in pubblico finché la redazione non ha deciso se lasciarlo passare o no.
La coda può essere gestita risposta per risposta, oppure in blocco, con un pulsante che approva tutto o cestina tutto in una volta quando è chiaro che si tratta di spam. È anche possibile attivare o disattivare gli approval per singolo post. Questo consente, per esempio, di tenere aperti i commenti su un live sportivo e usare il filtro solo su un’inchiesta delicata o su notizie che rischiano di attirare odio organizzato.
Nuovi filtri per l’Activity: trovare le risposte che contano davvero
Accanto agli approval arrivano nuovi filtri per l’Activity, la scheda che mostra menzioni e interazioni. Oltre a verificati, repost o quote, è ora possibile filtrare solo le risposte delle persone che si seguono oppure quelle che contengono una menzione diretta.
Per un giornale online o un’emittente questo significa, ad esempio, isolare rapidamente le domande dei lettori “fidati”, i commenti di esperti e istituzioni o le segnalazioni dei colleghi, senza affogare in centinaia di notifiche irrilevanti. Android Central, che ha provato le funzioni appena introdotte, parla apertamente di strumenti pensati per “tenere a bada i troll” senza rinunciare alla conversazione pubblica.
DM e gruppi, la messaggistica di Threads sbarca (finalmente) in Europa
Sul fronte privato il passo è altrettanto importante. Dal 1 luglio 2025 Threads ha introdotto i messaggi diretti in app per gli utenti maggiorenni, inizialmente solo in modalità uno a uno e fuori dall’UE. Dalla metà di ottobre, con un aggiornamento del 15 ottobre 2025, Meta ha fatto quello che i media europei aspettavano: group chat e Dm completi sono arrivati anche nell’Unione europea.
Il pacchetto è piuttosto ricco. I giornalisti possono ora creare chat di gruppo fino a 50 persone, dare un nome al gruppo, condividere foto, video, gif, sticker e, a breve, invitare nuovi partecipanti con un link. La messaggistica include anche un Message Requests dedicato per le richieste da parte di chi non si segue, un sistema di limiti per evitare bombardamenti e una cartella nascosta dove finiscono in automatico spam e messaggi potenzialmente offensivi.
C’è un aspetto importante da tenere presente, soprattutto in ottica redazionale: i Dm di Threads non sono cifrati end-to-end. Meta lo ha ribadito sia nel comunicato ufficiale sia in diverse interviste: i messaggi privati sono protetti dall’infrastruttura di sicurezza dell’azienda, ma non offrono lo stesso livello di riservatezza di app come Signal. Per contatti delicati, whistleblower e fonti sensibili resta quindi prudente usare canali pensati per la cifratura totale.
Cosa significa, concretamente, per giornali, radio e tv
Per chi lavora nei media le implicazioni sono parecchie. Le Reply Approvals permettono di riaprire la sezione commenti su temi che finora venivano chiusi per autoprotezione. Una testata può pubblicare un’inchiesta sul clima politico locale, mantenere i commenti aperti a tutti e usare la coda di approvazione per bloccare in partenza insulti, hate speech e campagne coordinate, lasciando passare solo domande, critiche argomentate e testimonianze utili.
I filtri dell’Activity diventano quasi un “desk social” intelligente: mentre esplode un breaking news, la redazione può isolare in pochi tap le risposte delle fonti affidabili, gli aggiornamenti di protezione civile, le correzioni degli esperti, senza perdersi in un mare di meme. Per chi si occupa di moderazione questo è un cambio di ritmo notevole, perché sposta il lavoro dal puro spegnimento degli incendi alla costruzione di conversazioni leggibili.
DM e gruppi come “backstage” della community
Con l’arrivo della messaggistica in Europa, Threads smette di essere soltanto una bacheca pubblica e diventa anche uno spazio di relazione più stretta. Una redazione può usare le chat di gruppo per creare piccoli club di lettori super attivi, per esempio attorno a un podcast o a una rubrica, con Q&A periodici, sondaggi, contenuti extra da testare prima di portarli in homepage.
I Dm uno a uno, se usati con criterio, possono aiutare a gestire in modo ordinato segnalazioni, correzioni, richieste di rettifica e feedback sui servizi. L’esistenza della cartella richieste e della cartella nascosta protegge l’inbox di giornalisti e social media editor dal solito flusso di insulto facile, che resta confinato senza bisogno di leggerlo.
Un social sempre più “news friendly”
Il quadro è reso ancora più interessante da altri tasselli. Meta, dopo anni di gelo con l’editoria, ha ricominciato a mostrare in modo più visibile contenuti di testate su Threads, introducendo topic tag e controlli personalizzati del feed che hanno portato un’ondata di traffico nuova verso alcuni editori, dal Newsweek statunitense ad altre testate internazionali. Il Threads highlighter, introdotto a luglio, evidenzia le conversazioni ritenute più interessanti sul tema del momento e rappresenta un’altra vetrina possibile per chi lavora con notizie e approfondimenti.
Le nuove funzioni di moderazione e messaggistica arrivano in questa fase di apertura. Da un lato offrono alle redazioni strumenti più seri per difendere community e giornalisti dagli abusi; dall’altro spingono a tornare a usare Threads come luogo di confronto diretto, non solo come canale di rilancio dei link.
Una scelta da fare adesso, non tra un anno
Nel novembre 2025 il quadro è questo: commenti più controllabili, messaggi privati completi anche in UE, strumenti di discovery pensati per le conversazioni di qualità. Non è detto che basti per convincere ogni giornale a spostare parte della propria energia su Threads, ma le condizioni tecniche per sperimentare seriamente ci sono, e riguardano anche la sicurezza delle persone che ci mettono la faccia.
Chi decide di farlo oggi può ancora giocare d’anticipo: costruire community, capire che cosa funziona sui propri lettori, disegnare format ad hoc. Tra reply filtrate, Dm strutturati e gruppi privati, il social di Meta sta cercando di diventare un posto dove il dialogo tra media e pubblico sia più gestibile. Quanto ci riuscirà dipenderà, in buona parte, da come le redazioni useranno questi strumenti.
E se vi va di restare aggiornati anche lì dove le conversazioni scorrono più veloci, ci trovate su Threads con news, approfondimenti e dietro le quinte della redazione: @sbircialanotizia_magazine.
