Sanremo 2026 non è ancora iniziato e già si sente quel brusio da vigilia lunga. Il regolamento è online, il FantaSanremo ha lanciato il suo Totofestival, Sanremo Giovani è partito in seconda serata e Carlo Conti ha fatto capire che tenere il freno a 26 Big sarà difficile. Nel mezzo, l’emozione per il primo Festival senza Pippo Baudo e Peppe Vessicchio, che diventeranno persino “bonus” da giocarsi nelle leghe social.
Il risultato è un clima da conto alla rovescia permanente: il cast vero e proprio arriverà solo a fine novembre, ma la sensazione è che la partita di Sanremo 2026 sia già iniziata sui social, nei bar e nelle chat di gruppo.
Regole praticamente invariate, calendario già scritto
Le date, intanto, possiamo già cerchiarle sul calendario: Sanremo numero 76 andrà in scena da lunedì 24 a sabato 28 febbraio 2026. Al timone ci sarà ancora Carlo Conti, per la quinta volta padrone di casa e regista dell’intero giocattolo. In gara sono attesi 26 Big e 4 Nuove Proposte: due arriveranno dal percorso di Area Sanremo, gli altri due salteranno fuori dalla finalissima di Sanremo Giovani del 14 dicembre, quella che vedremo in prima serata su Rai 1.
Le serate restano cinque. Il martedì saliranno sul palco tutti i 26 Campioni, votati solo dalla giuria della Sala Stampa, Tv e Web; mercoledì e giovedì tocca a blocchi da 13 Big, con voto metà televoto e metà giuria delle radio e sfide dirette tra le quattro Nuove Proposte. Il venerdì resta la notte delle cover con i duetti, valutata a parte, senza peso sulla classifica finale. Sabato, nella finalissima, riascolto di tutte le 26 canzoni, voto combinato delle tre giurie e super finale a 5 per il titolo di vincitore e per il biglietto verso l’Eurovision 2026.
Conti: «Magari i Big diventano 28, forse anche 30»
Il punto che sta accendendo il chiacchiericcio è però un altro: il numero dei Big. Il regolamento parla di 26, ma lo stesso Conti, intervenendo al festival “Luce!” a Firenze, ha ammesso che da 500-600 canzoni arrivate sarà dura fermarsi. «Magari diventeranno 28, forse», ha detto, ricordando che l’anno scorso era partito da 26 ed era finito a 30.
Pochi giorni dopo, in conferenza stampa per presentare Sanremo Giovani, il direttore artistico è stato ancora più chiaro: «Non riesco a stare nei 26 partecipanti previsti, probabilmente i Big saranno 28 o addirittura 30». Stessa occasione in cui ha spiegato che vorrebbe annunciare il cast al Tg1 delle 13.30 il 23 novembre, ma non esclude uno slittamento al 30 novembre se dovessero continuare ad arrivare proposte forti.
Totonomi, ritorni e super ospiti: il cast che tutti stanno immaginando
Nel frattempo il totonomi esplode. Secondo le ricostruzioni de Il Tirreno, tra i possibili ritorni circolano i nomi di Blanco, Angelina Mango, Sangiovanni, insieme a cantautori come Diodato, Ermal Meta, Fulminacci; si parla di una scena femminile molto forte, con ipotesi che vanno da Emma ad Arisa, Malika Ayane, Levante, fino a nuove voci più raffinate. Tutto rigorosamente nel campo delle indiscrezioni, ma sufficiente per incendiare i social.
In queste ore rimbalza anche il nome di Laura Pausini: secondo Dilei la trattativa con Conti sarebbe in corso e una richiesta della cantante starebbe mettendo in difficoltà la macchina del Festival, segno che per il cast 2026 si punta a colpi di livello internazionale.
Sanremo Giovani parte col botto: Antonia, La Messa e Cmqmartina davanti a tutti
La corsa verso l’Ariston però è già cominciata in tv. L’11 novembre su Rai 2 ha debuttato Sanremo Giovani, talent in seconda serata condotto da Gianluca Gazzoli dalla Sala A di via Asiago, con Carlo Conti e una commissione musicale che include, tra gli altri, Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia.
Conti ha aperto la prima puntata con un omaggio che ha fatto venire i brividi: «Sarà il primo Sanremo senza Pippo Baudo e senza il maestro Peppe Vessicchio. A lui vogliamo dedicare questa edizione di Sanremo Giovani». Parole arrivate a pochi giorni dalla scomparsa del direttore d’orchestra, morto l’8 novembre a 69 anni per una polmonite interstiziale, e dopo la morte di Baudo, avvenuta il 16 agosto.
Dai 24 Giovani al sogno Ariston: il percorso fino al 14 dicembre
Quest’anno i posti in palio sono pesanti. In gara a Sanremo Giovani ci sono 24 artisti; in ciascuna delle prime quattro puntate si esibiscono sei giovani, ma solo tre passano il turno. Dopo gli appuntamenti di novembre, resteranno in 12 per la semifinale del 9 dicembre, poi si arriverà alla serata Sarà Sanremo del 14 dicembre, dal Teatro del Casinò, quando verranno scelti i due nomi che entreranno nella categoria Nuove Proposte insieme ai due provenienti da Area Sanremo.
La prima scrematura ha già i suoi protagonisti: Antonia, con il brano Luoghi perduti, La Messa, con Maria, e cmqmartina, con Radio Erotika, hanno convinto la commissione e sono le prime tre semifinaliste ufficiali. Il racconto che ne fanno i siti musicali è chiaro: una linea che mescola elettronica, contaminazioni anni Settanta, scrittura personale.
FantaSanremo accende il Totofestival e saluta Baudo e Vessicchio
Intanto, fuori dall’Ariston, il gioco parallelo più amato dal pubblico ha già premuto start. L’edizione 2026 del FantaSanremo lancia il nuovo Totofestival, una sezione dedicata a indovinare il cast che Conti annuncerà nelle prossime settimane, e annuncia che la prossima lega fantasy sarà un omaggio diretto a Pippo Baudo e Peppe Vessicchio, trasformati in speciali “bonus” che daranno punti extra alle squadre virtuali.
Non è solo nostalgia. Il messaggio è che questo sarà davvero il primo Sanremo senza due simboli assoluti della kermesse, e il modo più pop per ricordarli è portarli dentro il gioco collettivo che negli ultimi anni ha accompagnato ogni serata del Festival, facendo esplodere i social e le classifiche parallele.
Perché il cast più largo piace ai social (e preoccupa gli insonni)
La prospettiva di un cast “allargato”, fino a 28 o 30 Big, divide gli opinionisti ma piace agli algoritmi: più canzoni significa più clip, più meme, più sfide fantasy. C’è chi, come il sito Open, invita Conti a pensarci due volte in nome della qualità e delle notti insonni del pubblico, ma il direttore artistico insiste sul fatto che «la bistecca sono le canzoni» e che il suo vero obiettivo è portare all’Ariston pezzi solidi, non soltanto facce note.
Sta di fatto che, al 13 novembre, la combinazione è perfetta: regolamento quasi immutato, numero di Big in bilico, giochi online che iniziano prima ancora dell’annuncio, giovani in tv che si giocano i quattro posti da Nuove Proposte e due icone come Baudo e Vessicchio trasformate in simboli di una stagione nuova. Il Festival non è ancora arrivato, ma l’Italia ha già ricominciato a fare quello che le riesce meglio a febbraio: parlare di Sanremo ovunque.
