Dal 17 al 19 novembre 2025, il Learning Sciences institute sarà alla Pontificia Università Urbaniana, in Città del Vaticano, per il X Convegno Internazionale delle Cattedre Scholas intitolato “Intelligenza senza senso o il senso dell’Intelligenza Artificiale?”. Un appuntamento che intreccia educazione, tecnologia e sguardi sul senso umano.
Una cornice internazionale che fa scuola
Alla sua decima edizione, il Congresso Scholas si conferma come un punto d’incontro mondiale di esperienze e visioni che attraversano continenti e discipline, con l’ambizione di ripensare il ruolo dell’università e dell’educazione nella società contemporanea. Non si tratta di un semplice calendario di interventi, ma di uno spazio vivo in cui pratiche, idee e domande si confrontano senza barriere. L’intento è rimettere al centro il significato dell’apprendere in un tempo ridefinito dall’Intelligenza Artificiale, valorizzando il dialogo tra saperi e il coinvolgimento delle comunità nell’orizzonte di una formazione capace di futuro.
Promosso da Scholas Occurrentes, fondazione educativa internazionale voluta da Papa Francesco, il Convegno riunisce docenti, ricercatori e studenti delle università aderenti al programma Scholas Chairs, insieme a esponenti del mondo religioso e culturale, del terzo settore e dei movimenti sociali, dell’imprenditoria e delle associazioni professionali, oltre a rappresentanti del corpo diplomatico e delle istituzioni pubbliche. L’obiettivo è creare un ambiente di cooperazione e apprendimento interistituzionale in cui interrogarsi su come l’educazione possa agire come leva primaria per un cambiamento sociale giusto, sostenibile e condiviso.
CBAID: integrare università e comunità
In questo quadro, il Learning Sciences institute porta un contributo dal taglio originale e innovativo: “Il Framework CBAID per l’Integrazione Università-Comunità: Service Learning Digitale e Sviluppo di Intelligenza Artificiale Basato sulla Comunità”. Il lavoro, firmato da Giusi Antonia Toto, Luigi Traetta, Valentina Berardinetti e Guendalina Peconio, propone una prospettiva che unisce ricerca e prassi educativa, coniugando linguaggio accademico e impatto sociale. L’idea è offrire un impianto solido e operativo capace di orientare le istituzioni formative verso progetti condivisi con i territori, rendendo l’innovazione digitale una occasione di crescita collettiva e non un fine in sé.
L’elaborato illustra un modello teorico e applicativo pensato per favorire un’integrazione dinamica tra università e comunità. In questa visione, la dimensione digitale, la partecipazione civica e la progettazione educativa si intrecciano per generare percorsi in cui gli attori locali e l’accademia convergono sulla stessa traiettoria. La costruzione di sistemi intelligenti viene orientata al bene comune, con pratiche che valorizzano la corresponsabilità e sostengono il protagonismo degli studenti, trasformando l’innovazione in un processo condiviso che rafforza competenze, legami e obiettivi sociali.
Il Framework CBAID (Community-Based Artificial Intelligence Design) propone di leggere lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale non come semplice avanzamento tecnologico, ma come percorso di apprendimento collettivo fondato su principi di etica, responsabilità e co-progettazione sociale. Attraverso le metodologie del Service Learning Digitale, il progetto punta a sviluppare competenze digitali e riflessive nei contesti universitari, alimentando un dialogo concreto tra accademia e territorio, tra ricerca e cittadinanza attiva, tra formazione e sostenibilità. È qui che l’educazione incontra l’innovazione e la lega a finalità comunitarie chiare e condivise.
Il valore dell’educazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale
Il tema del Convegno, “Intelligenza senza senso o il senso dell’Intelligenza Artificiale?”, apre un confronto globale su una questione cruciale: come intrecciare la dimensione umana del senso con l’avanzata degli algoritmi, dentro e oltre i contesti formativi. La riflessione si allarga oltre gli schemi tecnicistici per interrogare pratiche, responsabilità e visioni educative. Il dialogo tra saperi e generazioni diventa la chiave per comprendere e orientare l’uso della tecnologia, nella consapevolezza che i sistemi intelligenti hanno valore se inseriti in percorsi che promuovano dignità, equità e prospettive condivise.
La partecipazione del Learning Sciences institute conferma un impegno netto verso una concezione umanistica e relazionale della tecnologia, capace di valorizzare l’apprendimento come pratica di senso e strumento di inclusione. La proposta del gruppo di ricerca mette in luce come l’Intelligenza Artificiale, quando si radica in un quadro di responsabilità educativa e comunitaria, possa rigenerare legami sociali, potenziare i processi formativi e sollecitare nuove forme di cittadinanza globale. Educare, in questo scenario, significa creare contesti che aiutino persone e comunità a crescere insieme.
Voci e prospettive dal gruppo di ricerca
Nel solco del lavoro presentato, la prof.ssa Giusi Antonia Toto invita a guardare l’Intelligenza Artificiale attraverso il prisma del senso, rimettendo al centro persone e comunità. È un richiamo a riconoscere nella conoscenza la sua vocazione più autentica: costruire ponti e non barriere. Questa prospettiva rende il dialogo tra formazione e tecnologia un terreno da abitare con cura, dove rigore, responsabilità ed empatia diventano i cardini per orientare scelte e progettualità condivise.
Con questa presenza, il Learning Sciences institute rinnova la propria vocazione alla ricerca educativa orientata alla sostenibilità, all’innovazione sociale e al dialogo interculturale, rafforzando il proprio contributo nel panorama scientifico internazionale. La partecipazione al X Convegno Internazionale delle Cattedre Scholas porta sul tavolo proposte di alto valore accademico e umano, in cui la collaborazione tra università e comunità si traduce in percorsi concreti, capaci di dare forma a un’innovazione che metta senso e persone al centro.
