Da oggi, l’accesso ai siti per adulti non passa più da un semplice click. Entra a regime l’obbligo di verifica effettiva della maggiore età per chi diffonde in Italia contenuti pornografici, sulla base dell’articolo 13‑bis del cosiddetto “decreto Caivano” e delle regole tecniche fissate da Agcom con la delibera 96/25/CONS. In caso di inadempienza, l’Autorità può diffidare, sanzionare fino a 250 mila euro e se necessario, disporre il blocco del sito.
C’è però un dettaglio che oggi farà la differenza per gli utenti: non tutti i grandi portali cambiano subito esperienza d’accesso. Agcom ha chiarito che i servizi stabiliti in Italia dovevano adeguarsi entro oggi (sei mesi dalla pubblicazione del regolamento), mentre i servizi non stabiliti in Italia hanno tre mesi dalla pubblicazione della lista ufficiale (31 ottobre) per mettersi in regola: il termine è il 1° febbraio 2026. Significa che in queste settimane potresti trovare siti già col nuovo percorso e altri ancora in transizione.
Il cuore del nuovo sistema è il “doppio anonimato”. In pratica la prova del tuo “18+” la rilascia un soggetto terzo indipendente; il sito per adulti vede solo un esito (sì/no) e non riceve carta d’identità, foto o altri dati personali. Allo stesso tempo il verificatore non sa a quale portale vuoi accedere. È un flusso in due passaggi – prima l’identificazione presso il terzo, poi l’autenticazione della prova – che si ripete per ogni sessione. Se chiudi il browser, il computer va in stand‑by o resti inattivo, scatta una nuova verifica; l’allegato tecnico prevede anche un limite temporale per evitare “passaggi di mano” sullo stesso dispositivo.
Cosa vedrai, molto concretamente, sullo schermo
Al posto del banner “sei maggiorenne?”, comparirà un invito a farti rilasciare o mostrare una prova d’età tramite un provider esterno o un’app dedicata. Potrà essere un controllo su documento, una stima dell’età con l’IA o una passkey che attesta il 18+ e vive sul tuo telefono. La tecnologia è “neutrale” (Agcom non impone un solo metodo), ma impone standard su efficacia, sicurezza, accessibilità e tutela dei dati: la prova è riutilizzabile ma non deve tradursi in una schedatura della tua identità.
E SPID/CIE? Non sono “bocciati” in assoluto, ma allo stato attuale non risultano pienamente conformi perché, per come funzionano oggi, l’Identity Provider può conoscere il servizio a cui stai accedendo: una violazione del principio di doppio anonimato. Potranno entrare nel perimetro se e quando saranno adattati per oscurare il sito di destinazione e non lasciare tracce collegabili alla navigazione. È scritto nero su bianco negli allegati della delibera.
Nel frattempo ci sono i casi concreti. OnlyFans ha già messo in produzione in Italia la verifica con Yoti: sul login appare un QR da inquadrare e puoi scegliere tra documento, stima dell’età o AgeKey, una passkey “18+” da salvare sullo smartphone; la stampa tech ha però evidenziato alcune perplessità pratiche e di aderenza al “doppio anonimato”. Bang.com, invece, ha limitato temporaneamente l’accesso dall’Italia in attesa di una soluzione pienamente conforme. Situazione fluida, insomma: da qui all’inizio del 2026 il quadro si assesterà.
Per capire chi rientra nell’obbligo, Agcom ha pubblicato una lista ufficiale – un documento vivo, aggiornabile – dei servizi che diffondono in Italia contenuti per adulti. Dentro ci sono i nomi più noti (Pornhub, YouPorn, RedTube, XNXX, XVideos, OnlyFans, LiveJasmin, XHamster e altri). La pagina istituzionale ricorda che la lista potrà cambiare alla luce di verifiche e riscontri negli altri Paesi UE.
C’è anche un orizzonte europeo. La Commissione UE sta testando, con il coinvolgimento di Agcom, una app di verifica dell’età “privacy‑first” da usare come soluzione, in attesa del Portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet) previsto a fine 2026. L’idea è permettere a chi ha 18+ di provarlo con un tap, senza rivelare nulla d’altro. Quando questa app sarà matura, i sistemi nazionali – Italia compresa – verranno armonizzati per ridurre attriti e garantire regole uguali per tutti.
Tiriamo le somme: da oggi l’Italia passa dal “fai click” al controllo vero dell’età, con un impianto che mette la privacy al centro: il sito non deve sapere chi sei, il verificatore non deve sapere dove stai andando. Non tutto cambierà in una notte, perché per i player esteri c’è un corridoio fino al 1° febbraio 2026, ma il nuovo standard è fissato. Se un portale non si adegua, Agcom può intervenire con diffida, sanzioni e oscuramento. E sullo sfondo arriva l’app europea che promette di rendere la verifica più semplice e uniforme.
