Roma, 12 novembre 2025. In un panorama informativo che dedica appena l’1,3% dell’attenzione a disabilità e malattie rare, il Festival Uno Sguardo Raro festeggia dieci anni di cinema e inclusione, riportando al centro storie che sanno parlare di coraggio, diversità e umanità con una potenza narrativa capace di lasciare un segno.
Dieci anni
Il decennale di Uno Sguardo Raro conferma la vocazione che lo ha reso, sin dall’inizio, la prima e unica manifestazione internazionale cinematografica interamente dedicata a malattie rare, disabilità e inclusione sociale. Dal 2016 a oggi il Festival ha raccolto oltre 3.000 opere provenienti da 90 Paesi e ha coinvolto più di 30.000 spettatori tra proiezioni, attività formative e azioni di sensibilizzazione, un percorso che lo ha reso un caso riconosciuto in cui arte, salute e inclusione dialogano in modo continuativo. Il 2025 diventa così un traguardo simbolico e operativo insieme: una tappa che rilancia la missione e la consolida, aprendo ancora una volta le porte a un pubblico che cerca storie forti, oneste, capaci di generare consapevolezza condivisa.
L’origine del progetto nasce da un gesto concreto e personale: la Direttrice Artistica Claudia Crisafio decise dieci anni fa di creare un contenitore capace di accogliere il suo cortometraggio e i pochi che affrontavano allora il tema delle malattie rare. Da quell’atto iniziale è cresciuta una comunità che si riconosce, si ascolta e si sostiene. Oggi Crisafio racconta un percorso di apprendimenti e gratitudine, e sottolinea come ogni edizione offra al pubblico e alla rete di partner uno spazio annuale in cui il cinema diventa esperienza condivisa, capace di generare empatia, consapevolezza e cambiamento. È in questa alleanza tra sguardi che la cultura trasforma la percezione e allarga il campo del possibile.
Programma 2025: finalisti, retrospettive e fuori concorso
L’edizione 2025 presenta 26 opere finaliste selezionate dal bando di quest’anno, tra cortometraggi e racconti che mettono al centro la fragilità e la resilienza. Accanto ai corti in concorso sono state individuate nove opere letterarie, con cui il Festival rinnova l’attenzione alla narrazione in tutte le sue forme. A completare il quadro, la sezione celebrativa “Il meglio dei 10 anni” riunisce dodici cortometraggi scelti tra i vincitori delle passate edizioni, mentre tre corti fuori concorso offrono al pubblico ulteriori prospettive. È una programmazione che invita ad ascoltare e a interrogarsi, intrecciando memorie, testimonianze e linguaggi diversi, sempre coerenti con la missione del Festival.
Nel corso della manifestazione, una ricca serie di riconoscimenti valorizzerà i lavori e i talenti in campo. Saranno assegnati i premi Miglior corto italiano, Miglior corto internazionale, Miglior documentario, Miglior attore, Miglior attrice, Miglior regia, Miglior fotografia, Miglior Racconto e Miglior Video Patient Advocacy. Ai premi principali si affiancheranno i riconoscimenti speciali Uno Sguardo Raro In School, Usr-Alleanza Malattie Rare, Usr-Uniamo Federazione Italiana Malattie Rare, Usr-Heyoka, Usr-Comune di Grottaferrata e Usr Radio AIdel22. Opereranno, inoltre, giurie speciali nate in collaborazione con i partner del Festival, a testimonianza di una rete che lavora insieme per far emergere qualità e impatto sociale delle opere.
La giuria
A guidare la Giuria di Qualità sarà Gianmarco Tognazzi, con una composizione che incrocia sensibilità artistiche e competenze diverse: Adriana Sabbatini, Luigi Petrucci, Alessandro Capone, Vincent Bellinelli e il pediatra e neonatologo Corrado Ferrari. Un gruppo autorevole chiamato a valutare opere che intrecciano linguaggio cinematografico e urgenze civili, dove la cura dello sguardo e la responsabilità del racconto sono parte integrante dell’esperienza creativa. La loro presenza rimarca l’idea di un giudizio che sappia tenere insieme valore artistico, precisione narrativa e rispetto dei temi trattati.
Accanto alla giuria principale, opereranno giurie speciali costituite in collaborazione con alcuni partner del Festival, a rafforzare l’attenzione per punti di vista complementari e competenze specifiche. Il dialogo tra i diversi organi di valutazione garantirà riconoscimenti capaci di premiare tanto la qualità tecnica quanto la capacità di generare ascolto e partecipazione intorno a storie spesso trascurate. È in questa coralità di sguardi che il premio diventa un atto di responsabilità e di restituzione alla comunità.
Calendario, luoghi e comunità coinvolta
La decima edizione si terrà dal 17 al 23 novembre 2025, con un itinerario che attraversa alcuni spazi simbolici della città e del territorio. Le proiezioni e gli incontri animeranno la Biblioteca Goffredo Mameli, la Biblioteca Guglielmo Marconi, la Biblioteca Laurentina, l’IISS Cine-tv Roberto Rossellini e il Cinema Madison di Grottaferrata, alla presenza di studenti e docenti delle scuole secondarie di Roma e Grottaferrata. La scelta dei luoghi conferma una vocazione diffusa e accessibile, che porta il cinema tra le persone e favorisce un contatto diretto con il pubblico giovane, chiamato a misurarsi con storie capaci di aprire nuove domande.
Il weekend conclusivo vedrà il pubblico riunirsi alla Casa del Cinema nella Sala Cinecittà, in Largo Marcello Mastroianni 1, a Roma. Sarà l’occasione per ritrovare, in un unico spazio, autori, professionisti, studenti e spettatori che hanno condiviso un’intera settimana di proiezioni e confronti. Qui si tireranno le fila del programma, si assegneranno i riconoscimenti e, soprattutto, si rinnoverà quel sentimento di partecipazione che rende questo Festival un punto di riferimento per chi crede nel potere del racconto audiovisivo. Un appuntamento dove l’esperienza culturale diventa esperienza civile.
Perché contano i dati
Nel mondo si conoscono oggi tra 6.000 e 8.000 malattie rare, che coinvolgono oltre 300 milioni di persone. Una ricerca EURORDIS–Rare Barometer del 2023 segnala che il 77% dei pazienti si sente non rappresentato dai media, mentre l’82% ritiene che il cinema e la narrazione visiva possano aiutare la società a comprendere meglio la loro condizione. Il Global Health Communication Report 2024 conferma che la narrazione visiva moltiplica fino a sei volte la capacità del pubblico di recepire e ricordare un messaggio medico o sociale. È in questa convergenza tra bisogni reali e forza espressiva che si inserisce l’azione del Festival.
Nel contesto nazionale, il Diversity Media Research Report 2024 della Fondazione Diversity con l’Osservatorio di Pavia attesta che disabilità e malattie rare compongono soltanto l’1,3% delle notizie nei telegiornali italiani. Una percentuale minima che racconta un vuoto di visibilità e di ascolto. Uno Sguardo Raro nasce proprio per colmare questa distanza, offrendo un luogo in cui le storie possano essere viste, comprese e ricordate. Perché la rappresentazione non è un dettaglio, ma un elemento decisivo per riconoscere diritti, bisogni e aspirazioni.
Partner, patrocini e visione condivisa
L’edizione 2025, coorganizzata con Fabbrica Artistica, consolida una rete di sostegno che accompagna il Festival fin dalla nascita: Fondazione Telethon, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, O.Ma.R. Osservatorio Malattie Rare, Alleanza Malattie Rare AMR, IISS Cine-TV Roberto Rossellini, Cinema Madison, Istituzione Sistema Biblioteche di Roma Capitale, Radio AIdel22, Ability Channel e Heyoka. È una trama di realtà che condivide obiettivi e responsabilità, per dare continuità a un progetto culturale che fa della partecipazione il suo tratto distintivo, intrecciando percorsi educativi, divulgazione e linguaggi artistici.
Il Festival si svolge con il patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei deputati (23 novembre 2025), Regione Lazio, Roma Capitale attraverso l’Assessorato alla Cultura e il Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Rai Per la Sostenibilità – ESG, Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio, UNIAMO, EURORDIS e Comune di Grottaferrata. In collaborazione con AOP Health e con il contributo non condizionante di Sobi. Da AOP Health Italia, main partner del Festival, Leonardo Radicchi sottolinea che la cura non si ferma al farmaco: comprende ascolto, condivisione e supporto. La loro filosofia di terapie integrate orienta anche il cortometraggio presentato in questa edizione, che offre un racconto autentico della vita con la Policitemia Vera, raro tumore del sangue, riportando al centro l’impatto quotidiano sui pazienti e sui loro cari.
