Martedì 18 novembre 2025 alle 11, all’Istituto di Cultura Meridionale di Napoli, va in scena la quattordicesima edizione del Premio di giornalismo Francesco Landolfo. Una giornata che celebra i servizi dedicati ad ambiente, agricoltura, territorio e ricerca, con l’annuncio dei vincitori nelle tre sezioni e dei riconoscimenti alla memoria.
Un appuntamento che racconta il giornalismo civile
La nuova edizione del Premio Francesco Landolfo rinnova una tradizione che mette al centro i reportage capaci di illuminare ambiente e natura, agricoltura e agroalimentare, territorio e ricerca scientifica. Suddivisa nelle tre sezioni di carta stampata, radio-televisione e web, la rassegna premia lavori che uniscono qualità narrativa, accuratezza e servizio pubblico. Indetto da Ordine dei giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, quotidiano Roma e Arga Campania, il premio nasce per sostenere chi racconta ciò che accade nei luoghi più quotidiani e meno visibili, dove il giornalismo di sostanza fa la differenza per le comunità.
La missione culturale dell’iniziativa riprende le intuizioni di Francesco Landolfo, che considerava la formazione dei giovani colleghi un compito decisivo per il futuro del mestiere. In questa cornice, i lavori selezionati testimoniano una professionalità che coniuga rigore, conoscenza dei territori e capacità di coinvolgere il lettore, l’ascoltatore o lo spettatore. È un invito a guardare oltre la superficie, a riconoscere nella cronaca di ambiente e filiere produttive un veicolo di consapevolezza collettiva e di crescita civile, con particolare attenzione a chi innova linguaggi e prospettive nel racconto del reale.
La cerimonia a Napoli
L’evento è in programma martedì 18 novembre 2025 alle ore 11, nella sede dell’Istituto di Cultura Meridionale al Palazzo Arlotta, in via Chiatamone 63, a Napoli. La cerimonia riunisce la comunità professionale attorno a una visione condivisa di giornalismo, aperta al confronto tra generazioni e competenze. Sono annunciati gli interventi del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, e della segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa, Alessandra Costante. La loro presenza suggella una giornata pensata per riconoscere il valore di chi indaga, documenta e restituisce al pubblico il senso profondo dei cambiamenti in atto.
Nel corso della cerimonia verrà conferito un premio alla memoria a Fabio Postiglione, giornalista del Corriere della Sera ed ex cronista del Roma per diciotto anni, scomparso prematuramente. Un tributo che parla di dedizione, di tempo speso nelle strade e nelle redazioni, di attenzione quotidiana ai fatti e alle persone. Il ricordo di Postiglione, costruito su una lunga stagione di lavoro, restituisce il valore di un mestiere che vive di responsabilità, rispetto delle fonti e prossimità ai cittadini, dentro e fuori le pagine di un giornale.
Le tre sezioni e i vincitori
Per la carta stampata il riconoscimento va ex aequo a due firme. Giulia Di Leo (La Stampa) con “Amianto, la strage infinita. E i nuovi malati sono sempre più giovani” offre un racconto che richiama il peso della storia e le sue ricadute nel presente. Accanto, Francesco Parrella (Corriere Extra) con “SalvaTerra” porta in pagina una visione di tutela e rigenerazione che intreccia realtà produttive e paesaggio. Due lavori differenti per linguaggio e impianto, uniti dalla stessa urgenza di informare con precisione e sensibilità, dando voce a temi che non conoscono scorciatoie.
Nella sezione radio-televisione premio ex aequo a Andrea Ruberto per “La beffa della Terra dei Fuochi” (Fuori dal coro, Rete Quattro) e a Rossella Strianese con “Il mare negato di Napoli est: sognando l’eterna bonifica” (Tg news, Ottochannel). Due inchieste che mettono al centro l’impatto sul territorio e sulle comunità, tra criticità ambientali e promesse di risanamento. La televisione e l’informazione locale diventano così luoghi di ascolto, dove la narrazione del disagio convive con il desiderio di riscatto, restituendo complessità senza rinunciare alla chiarezza del racconto.
Per il web, la vittoria ex aequo premia la capacità di leggere il cambiamento con sguardo contemporaneo. Giorgia Colucci (Il Sole 24 Ore) con “Agricoltura, le imprenditrici sono sempre di più e vogliono innovare il settore” illumina un protagonismo crescente e le sue ricadute sul sistema. Giulia Martelli (Arpa Campania Ambiente) in “Che rumore fa la biodiversità?” traduce in esperienza condivisa la ricchezza degli ecosistemi. Ai vincitori delle tre sezioni verranno consegnati un assegno di mille euro e una targa, come riconoscimento tangibile di un impegno che parte dalla notizia e arriva alla coscienza collettiva.
Riconoscimenti e menzioni speciali
L’Arga Campania assegna la Targa Gianpaolo Necco a Efrem Tassinato per l’impegno nel dare voce alle comunità locali con Wigwam News. Dal 2018 questo riconoscimento porta il nome del giornalista Gianpaolo Necco, e intende sottolineare l’importanza di una narrazione che nasce dai territori, li interroga e li sostiene. È un gesto che premia il lavoro paziente, costruito nel tempo, capace di unire informazione e partecipazione civica, in un dialogo continuo tra chi produce contenuti e chi li vive come strumento quotidiano di comprensione del mondo.
Accanto ai premi principali, arrivano le menzioni speciali. Riconosciuti “Bagnoli ripulita dai volontari” di Francesca Bruciano (Roma online); “Il Parco nazionale del Vesuvio tra natura, agricoltura e innovazione” di Giovanni Frezzetti (Vg 21); “L’Alta Campania del vino pensa alla donazione. Un confronto con Etna e Barolo” di Fosca Tortorelli (Cronache di gusto); “Rosso mediterraneo: il pomodoro biologico in Campania, tra tradizione antica e ricerca d’avanguardia” di Viridiana Myriam Salerno (MediaVox Magazine). Quattro storie che, con approcci diversi, restituiscono un mosaico coerente di responsabilità, innovazione e cura del bene comune.
Identità del premio e istituzioni promotrici
Giunto alla quattordicesima edizione, il Premio ricorda e valorizza l’impegno professionale di Francesco Landolfo, scomparso nel 2006: segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano Roma, fondatore e presidente dell’Arga Campania (associazione regionale giornalisti ambiente e agroalimentare). Nell’ambito dell’iniziativa viene conferita una targa in ricordo di Gianpaolo Necco, consigliere nazionale Fnsi e UnArga, al quale si deve il rilancio delle attività dell’Arga Campania. Un doppio legame di memoria e visione che unisce passato e presente del giornalismo dei territori.
Il premio è indetto dal quotidiano Roma, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e dall’Arga Campania, con il patrocinio dell’Ordine nazionale dei Giornalisti e della Fnsi. Questa rete di soggetti rappresentativi del mondo professionale conferma la centralità del progetto, orientato a sostenere una cultura dell’informazione che intreccia etica, competenze e prossimità ai contesti locali. È un impegno condiviso, che chiama la comunità giornalistica a riconoscere e promuovere buone pratiche, valorizzando l’impatto sociale della cronaca.
La giuria
La giuria riunisce professionalità e responsabilità istituzionali: Antonio Sasso e Pasquale Clemente, rispettivamente direttore editoriale e direttore responsabile del quotidiano Roma; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania; Claudio Silvestri, segretario generale aggiunto della Fnsi; Geppina Landolfo, segretaria del Sindacato Unitario Giornalisti Campania e vicepresidente nazionale UnArga; Antonella Monaco, presidente Arga Campania; Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale. Una composizione che intreccia redazioni, Ordine, sindacato e associazioni di settore.
Questa pluralità di sguardi garantisce un confronto attento sui lavori in concorso, valorizzando la qualità del metodo, la solidità delle fonti e la capacità di raccontare i fenomeni nei loro nessi con il territorio. La presenza di figure di vertice di testate, organismi rappresentativi e realtà culturali restituisce la misura di un premio che non si limita a proclamare vincitori, ma propone un’idea di giornalismo come servizio, studio e responsabilità condivisa verso i cittadini e le comunità che si intendono servire.
